Flaviana
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NOVITA' : " TUTTA LA MAGIA DELLE ERBE"

Miracoli, magia oppure noi stessi?

august 6, 2009 at 3:17 pm (Uncategorized)

 

A parte la politica ed il giornalismo ho anche altri interessi di cui parlo poco oppure per niente. Non mi esprimo intanto perché non mi reputo all’altezza, pur studiandole da tanto tempo, ma soprattutto per la qualità di alcune mie letture. Mettiamola cosi: un vero studioso di una materia si prende intanto dei scritti impegnativi, la bibliografia cosiddetta “accreditata”. Mentre invece le mie letture non sono tutte “accreditate”. Alcune sono persino banali, considerate “sciocche” dalla maggioranza degli esperti. Come i libri americani sulla qualunque.
Prendi per esempio un libro come “The secret” di Ronda Byrne che parla di come riuscire ad avere tutto nella vita, oppure “Il Metodo Silva. Mind Control” di Josè Silva e Philip Miele e “Guarisci te stesso” di Josè Silva e Robert Stone che parlano addirittura di curare a distanza con il potere della mente.
Questo per non menzionare “Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze” di Sherry Argov , “Le Regole” di Ellen Fein e Sherrie Schneider, “La Nuda Verità” di Bob Berkowitz, “Ragazze non troppo per bene. Se vuoi una cosa, prendila!” di Susan Gilman o “Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere” di John Gray, tutte incentrate sulle relazioni tra uomo e donna e come farle funzionare al meglio oppure “E’ facile smettere di fumare se sai come fare” di Allen Carr.
Ultimamente ci sono anche dei libri scritti dagli italiani, simili come stile, tipo “Facebook: domani smetto” di Alessandro Ferrari oppure dei libri seri, anche se scritti in un linguaggio terra terra, come quelli di Giulio Cesare Giacobbe, “Come diventare bella, ricca e stronza” oppure “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita”.
Questi libri, per la maggior parte degli esperti potrebbero essere considerati sciocchi, banali, una vera perdita di tempo. Ma non per me. Quello che hanno in comune tutti questi libri è il principio di base: possiamo fare qualsiasi cosa con il potere della nostra mente se riusciamo ad auto-convincerci che funzionano per davvero. La differenza tra questi libri ed i libri cosiddetti “seri” è che non tentano di andare in fondo alle cose, non gli chiamano con nomi scientifici e non vanno in fondo alle cose per spiegare il perché funzionano, ma tentano semplicemente di convincere il lettore che funzionano. Essendo indirizzati alla massa, il linguaggio è semplice e facilmente comprensibile da chiunque.
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I libri “seri” invece, come “Nati per vincere – Analisi transazionale con esercizi Gestalt” di Muriel James e Dorothy Jongeward oppure “Usare il cervello per cambiare – L’uso delle submodalità nella programmazione neurolinguistica” di Richard Bandler e tantissimi altri vanno in fondo alle cose spiegando il perché funzionano. Ma il principio è lo stesso.
Mentre la prima categoria si concentra sul futuro delle cose, dunque su come migliorare noi stessi, infischiandosi altamente delle nostre esperienze precedenti, la seconda categoria va a fondo delle cose, trattando intanto di capire il perché delle nostre esperienze e come curare intanto i traumi passati, per poi migliorare il futuro in un secondo tempo. L’approccio è ovviamente scientifico e curativo nel secondo caso, ma poco comprensibile alla massa per il loro linguaggio impegnativo.
Prima di passare al tema del titolo, ovvero il legame tra la magia, i miracoli religiosi e la psicologia, voglio fare una premessa.
Tutti i libri menzionati prima si basano sul come influenzare il nostro cervello. In realtà una parte del nostro cervello e cioè il nostro subconscio oppure inconscio, quella parte sconosciuta di noi. I metodi sono diversi, possono consistere in modificare al livello visivo la dinamica di un evento passato, modificare la percezione che abbiamo di noi stessi, il nostro “copione” personale, in immaginare un evento futuro come realizzato al punto di crederci davvero, osservare i nostri pensieri e tentare di cambiare il nostro giudizio su di essi, migliorare l’opinione di noi stessi, iniziare a vederci come esseri speciali, unici, convincerci che non abbiamo bisogno dei surrogati per vivere bene. Ma qualsiasi degli metodi applichiamo la formula di base è CREDERCI. Tutti possono funzionare se il soggetto si auto-convince che funzioneranno.
È ciò che Freud voleva eliminare nel trattamento delle malattie mentali. Mi spiego meglio: per Freud, la psicoterapia che si applicava all’epoca e che consisteva perlopiù nell’ipnosi del paziente, tentando di “programmare” o, per meglio dire, tentando di indurre suggestioni positive direttamente al suo inconscio, era sbagliata. Il suo metodo consisteva invece in togliere i traumi attraverso una terapia analitica degli avvenimenti pregressi.
Ecco, questi metodi presentanti nei libri sopra-menzionati, tentano proprio di indurre al nostro “inconscio” delle suggestioni positive per potenziare le sue “prestazioni”.
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Ed è lo stesso principio su cui si basano anche i miracoli. Perché quella o quell’altra divinità esaudisca il nostro desiderio, dobbiamo CREDERE. Le nostre preghiere alla Madonna del Divino Amore oppure i pellegrinaggi nei luoghi sacri possono portare ai compimenti dei miracoli per il semplice motivo che CREDIAMO. Tutto il tragitto verso il luogo sacro non fa altro che rinforzare le nostre convinzioni e la nostra fede che il nostro desiderio sarà esaudito. Ed allora il miracolo avviene. Ma il cristianesimo non ha il monopolio dei miracoli. Anche i bagni degli induisti nel fiume Gange in occasione della festa di Ardh Kumbh sono miracolosi per i credenti induisti. Anche le preghiere degli islamici creano lo stesso effetto, anche se nell’islamismo solo i miracoli compiuti da Mohamed sono chiamati con questo nome.
Più illuminanti su questo aspetto sono i libri di Mircea Eliade “Storia delle credenze e delle idee religiose” e “Trattato di storia delle religioni”.
Invece la tesi dei filosofi razionalistici indica che un evento si può considerare miracoloso solamente perché l’uomo in quel momento non possiede una conoscenza piena ed esaustiva delle leggi della natura che lo regolano.
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Una parte bisogna riservarla alla magia, con tutta la sua accezione negativa che la cultura cristiana le ha dato. Tutte le tradizioni religiose hanno sviluppato in parallelo anche una tradizione magica (l’islamismo per esempio la accetta finche è utilizzata per fare del bene). Uno dei libri più illuminanti (almeno dal punto di vista teorico) sull’argomento è “Magic without tears” di Alesteir Crowley. Per quanto provocatorio e disturbante nei confronti del cristianesimo, Crowley parte dal presupposto che Buddha, Mohamed e Gesù sono riusciti a raggiungere un grado di comprensione superiore, l’unione con il Divino.
Per la maggior parte delle persone tuttavia la magia viene utilizzata solo per ottenere dei benefici terreni, come soldi, potere, salute oppure l’amore di una persona. La magia si divide in bianca, nera e rossa (oppure cosiddetta “magia sessuale”). Al contrario di quello che si pensa influire in qualsiasi modo, anche nel bene, nella sfera di un’altra persona viene considerata “magia nera” in quanto le leggi della natura vengono sbilanciate. In base a questo principio, dei libri pseudo-scientifici come “Il Metodo Silva. Mind Control” di Josè Silva e Philip Miele e “Guarisci te stesso” di Josè Silva e Robert Stone possono essere considerati “libri di magia nera”.
Anche su questo aspetto vi raccomando Mircea Eliade con il suo libro “Occultismo, stregoneria e mode culturali”.
Indifferentemente dai rituali che si decide di adoperare, anche la magia può portare a dei risultati. Ma anche qui, il principio di base è CREDERE, mentre i rituali non sono altro che metodi di suggestionare il nostro subconscio.
Per esempio un rituale cabalistico per ottenere l’amore viene incentrato su tutti gli aspetti del pianeta Venere. Il numero di giorni dell’esecuzione è legato alla posizione di tale pianeta rispetto alla Terra, il cibo che si deve consumare, i colori (sul verde ambra), i suoni, la musica, i profumi, le immagini, la pietra, tutto ha come scopo attivare dentro di noi le energie che ci predispone all’amore, dunque a suggestionare il nostro subconscio. Lo stesso effetto si può ottenere con i metodi descritti nel libro “The secret” di Ronda Byrne. Ma in entrambi casi, la “formula magica” è CREDERE.
Mi avvio alla conclusione (anche perché la mia intenzione non è quella di fare un trattato sull’argomento, ma solo esporre un mio punto di vista personale): qualsiasi metodo scegliamo per fare od avere tutto ciò che vogliamo, l’importante è CREDERE. Solo quando crediamo riusciamo ad influenzare il nostro cervello, che è poi alla fine quello che “esaudisce” i nostri desideri. È chiaro che conosciamo poco le nostre potenzialità e magari a tanti manco interessa sapere l’algoritmo di funzionamento del subconscio oppure l’anatomia del proprio cervello. L’importante è il risultato.
Che tutto sia raggiungibile è cosa nota. Basta solo azzeccare il metodo giusto.

 

CAPELLI LUNGHI


Sono simbolo di virilità (nell'uomo) e di seduzione (nella donna). In Cina tagliare i capelli era un disonore, nell'antica Roma i soldati portavano barba e capelli corti per non offrire un punto di presa ai nemici; in Francia avere i capelli lunghi era un privilegio di re e di nobili.
L'invincibilità di Sansone era legata alle sue lunghe chiome.
Friedrich Wilhelm Nietzsche, f
ilosofo tedesco, considerava i capelli "come una leggera trama cui agganciare i propri pensieri spirituali, quasi fossero un filtro di separazione del materiale e dell'istintivo da quello che è spirito e anima".


 

Pocahontas (c. 159521 marzo 1617) fu una donna, nativa americana che sposò un uomo inglese, John Rolfe, e a Londra, sul finire della sua vita, divenne una celebrità.

Era la figlia di Wahunsunacock (conosciuto anche come Powhatan), che governò su un'area che comprendeva praticamente tutte le tribù vicine alla regione Tidewater della Virginia (chiamata Tenakomakah a quel tempo). I suoi nomi formali erano Matoaka e Amonute[1]; Pocahontas era un soprannome infantile che faceva riferimento alla sua natura vivace (nella lingua PowhatanWilliam Strachey[2]). Dopo aver ricevuto il battesimo, cambiò nome in Rebecca, ed in seguito al matrimonio, Rebecca Rolfe. significa "piccola svergognata", secondo

suo rapporto con John Smith [modifica]

Pocahontas salva la vita a Smith in un'illustrazione del XIX secolo.

Nell'aprile del 1607, quando i coloni Inglesi arrivarono in Virginia e cominciarono a costruire degli insediamenti, Pocahontas aveva tra i 10 ed i 12 anni,[3] e suo padre era il leader della Confederazione Powhatan. Uno dei capi dei coloni, John Smith di Jamestown, raccontò di esser stato catturato da un gruppo di cacciatori Powhatan e portato a Werowocomoco, uno dei villaggi principali dell'Impero Powathan. Stando al suo resoconto, egli venne messo a morte di fronte ad una pietra, ma intervenne Pocahontas che gli si parò davanti: "al momento dell'esecuzione, lei rischiò la sua stessa testa per salvare la mia; e non fece solo quello, ma persuase così tanto suo padre che fui condotto sano e salvo a Jamestown."[4] Pocahontas si guadagnò così il rispetto delle altre persone e degli insediamenti inglesi.

La versione dell'episodio di John Smith è la sola fonte, e a partire dal 1860, crebbe lo scetticismo sulla sua veridicità. Una delle ragioni per dubitare del suo resoconto fu data dalla mancanza di riferimenti all'evento nei due libri sulla Virginia che Smith pubblicò ben prima di descrivere il suo salvataggio nel 1616Regina Anna di trattare Pocahontas con dignità. Il ritardo con cui rese pubblico l'episodio fa crescere la probabilità che Smith potesse aver volutamente esagerato o inventato l'evento per migliorare l'immagine di Pocahontas; tuttavia J.A.O. Lemay, in un recente libro, mette in risalto il fatto che i primi scritti di Smith fossero principalmente a carattere etnico e geografico e non menzionavano affatto le sue esperienze personali: quindi non ci sarebbe stata nessuna ragione da parte di Smith di far conoscere l'episodio.[5] (quasi dieci anni dopo), in una lettera in cui supplicava la

Statua di Pocahontas a Jamestown - 1922

Alcuni esperti hanno suggerito che sebbene Smith avesse creduto di essere "salvato", di fatto fosse stato coinvolto in un rituale teso a simbolizzare la sua morte e la rinascita come membro della tribù.[6][7] Tuttavia, in "Love and Hate a Jamestown", David A. Price fa notare quanto queste teorie siano solo delle congetture, data la scarsa conoscenza dei rituali Powhatan e la mancanza di prove di rituali simili in altre tribù Nordamericane.[8]

Qualunque cosa sia accaduta davvero, quell'incontro diede inizio ad un'amichevole relazione tra la colonia di Smith e gli indiani, e Pocahontas visitò spesso l'insediamento. Durante un periodo di carestia della colonia, "da subito, in quattro o cinque giorni, Pocahontas ed i suoi servitori gli portarono (a Smith, n.d.r.) così tante provviste che salvarono la vita dei molti che stavano morendo di fame".[9]

Con la successiva espansione dei coloni, tuttavia, alcuni dei Nativi Americani temettero per le loro terre, ed i conflitti riapparvero.

Nel 1608, Pocahontas dovette salvare la vita di Smith una seconda volta. Smith e altri coloni furono invitati amichevolmente a Werowocomoco da Capo Powathan. Erano stati trattati gentilmente e avevano commerciato con gli Indiani, ma si attardarono e dovettero trattenersi per trascorrere la notte. Quella stessa notte, Pocahontas andò alla capanna di Smith per avvertirlo che suo padre aveva in mente di inviare degli uomini con del cibo i quali, deposte le armi per mangiare, li avrebbero uccisi. Riferì che le era anche stato intimato di non dir nulla e pregò quindi Smith di allontanarsi. Essendo stati avvertiti, gli Inglesi tennero le armi pronte persino durante il pasto, e non avvenne alcun attacco.[10]

Nel 1609, una ferita dovuta ad un'esplosione di polvere da sparo costrinse Smith a rientrare in Inghilterra per curarsi. Gli Inglesi dissero ai nativi che Smith era morto, catturato da una nave pirata francese che aveva fatto naufragio sulle coste della Bretagna.[11] Pocahontas lo credette a morto fino a parecchi anni dopo, quandò arrivò in Inghilterra come moglie di John Rolfe.[12]

Secondo William Strachey, Pocahontas sposò un guerriero Powhatan chiamato Kocoum prima del 1612; nient'altro si conosce su questo matrimonio.[13]

Non ci sono evidenze in nessun documento storico riguardo al fatto che Smith e Pocahontas fossero amanti. Questa versione romantica della storia appare solo in versioni romanzate della loro relazione, come nel film Disney Pocahontas.

La cattura [modifica]

Il Rapimento di Pocahontas, incisione di Johann Theodore de Bry, c. 1618

Nel marzo del 1613, Pocahontas risiedeva a Passapatanzy, un villaggio dei Patawomeck, una tribù che commerciava coi Powhatan. Smith scrive nella sua Generall Historie che era sotto la tutela del capo Patawec, Japazaws (o Japazeus), dal 1611 o 1612.

Due coloni Inglesi, che avevano stabilito rapporti commerciali coi Patawomec, scoprirono la presenza di Pocahontas e, con l'aiuto di Japazaws, la catturarono. Il loro intento, come spiegarono in una lettera, era di riscattarla con alcuni prigionieri Inglesi presi da Capo Powathan, insieme a varie armi ed utensili che i Powhatan avevano rubato.[14] Powhatan rimise in libertà i prigionieri, ma linsoddisfazione dei coloni, per le poche armi e utensili restitute, ne fece seguire un lungo braccio di ferro.

Durante l'attesa di un anno, Pocahontas fu trattenuta a Henricus, l'odierna Chesterfield County. Si sa poco della sua vita lì, benché il colono Ralph Hamor scrisse che fu trattata con "modi straordinariamente cortesi".[15] Un pastore Inglese, Alexander Whitaker, la introdusse alla cristianità e la aiutò a migliorare il suo inglese. Dopo che fu battezzata, il suo nome fu cambiato in Rebecca.[16]

Nel marzo del 1614, il braccio di ferro sfociò in un violento scontro tra centinaia di Inglesi e uomini Powhatan sul fiume Pamunkey. Nella città Powhatan di Matchcot, gli Inglesi incontrarono un gruppo che includeva alcuni dei leader anziani Powhatan (ma non il Capo, che era fuori dalla città). Gli Inglesi permisero a Pocahontas di parlare ai suoi conterranei; tuttavia, secondo il vicegovernatore Thomas Dale, Pocahontas rimproverò suo padre assente per averla valutata "meno di vecchie spade, pistole, o asce" e disse loro che preferiva vivere con gli Inglesi.[17]

Il matrimonio con Rolfe [modifica]

John Gadsby Chapman, The Baptism of Pocahontas (1840)

Durante il suo soggiorno a Henricus, Pocahontas incontrò John Rolfe, che si innamorò di lei. Rolfe, vedovo di una donna inglese, aveva coltivato con successo in Virginia una nuova varietà di tabacco e dedicava molto del suo tempo a prendersi cura del raccolto. Era un uomo religioso, angosciato dalle potenziali ripercussioni morali che potevano derivargli dallo sposare una pagana. In una lunga lettera al governatore, in cui chiedeva il permesso al matrimonio, espresse l'amore che nutriva per Pocahontas unito alla fiducia di poterle salvare l'anima. Dichiarò di non essere motivato "dallo sfrenato desiderio carnale, ma dal bene della sua piantagione, dall'onore del suo Paese, dalla Gloria di Dio, dalla mia personale salvezza... chiamata Pocahontas"[18], a cui egli dedicava i suoi "migliori e cordiali pensieri, che sono stati così impigliati e affascinati in un labirinto così intricato che fui financo stanco di districarmene fuori."[18]

I sentimenti di Pocahontas su Rolfe e quel matrimonio sono invece sconosciuti.

Si sposarono il 5 aprile 1614 e Pocahontas fu battezzata col nome di Lady Rebecca. Per pochi anni dopo il matrimonio, la coppia visse insieme nella piantagione di Rolfe, posta, rispetto alla nuova comunità di Henricus, dalla parte opposta del fiume James. Ebbero un bambino, Thomas Rolfe, nato il 30 gennaio 1615.

Il loro matrimonio non riuscì a far liberare i prigionieri Inglesi, ma creò tra i coloni di Jamestown e la tribù Powathan un clima di pace che durò parecchi anni; nel 1615, Ralph Hamor scrisse come da quel matrimonio fossero nati "rapporti commerciali e scambi amichevoli non solo con i Powathan ma anche con gli altri vicini a noi".[19]

Il viaggio in Inghilterra e la morte [modifica]

I promotori della Virginia coloniale trovarono difficile portare nuovi coloni ed investitori a Jamestown. Usarono quindi Pocahontas come incentivo e come prova di come i nativi del Nuovo Mondo potevano essere addomesticati, e di come la colonia fosse un posto sicuro.[20] Nel 1616, i Rolfe viaggiarono in Inghilterra, arrivando nel porto di Plymouth il 12 giugno[21] e successivamente a Londra in carrozza. Erano accompagnati da un gruppo di undici nativi Powhatan incluso Tomocomo, un sant'uomo.[22] John Smith all'epoca viveva a Londra e a Plymouth, Pocahontas seppe quindi che era ancora vivo.[23] Smith non la incontrò allora, ma scrisse una lettera alla Regina Anna esortandola a trattare Pocahontas col rispetto dovuto ad un visitatore reale, perché trattandola male, il suo "attuale amore per noi e per la cristianità potrebbe tramutarsi in...disprezzo e ira", e l'Inghilterra potrebbe perdere l'occasione di "guadagnarsi un Regno per suo tramite".[24]

Pocahontas si divertì in varie riunioni del bel mondo. Il 5 gennaio del 1617 fu portata insieme a Tomocomo nel Palazzo di Whitehall, al cospetto del Re, per assistere ad una masque di Ben Jonson, The Vision of Delight. Secondo Smith, Re Giacomo era così poco attraente agli occhi di entrambi i Nativi che solo dopo capirono chi avevano incontrato, grazie a qualcuno che glielo spiegò.[25]

Pocahontas e Rolfe vissero per un breve lasso di tempo nella periferia di Brentford. All'inizio del 1617, Smith visitò entrambi in una riunione di amici. Secondo Smith, quando Pocahontas lo vide, "senza dir nulla, si girò intorno, scura in volto, non sembrando così contenta" e fu lasciata sola per due o tre ore. Successivamente i due si parlarono e la testimonianza di Smith su ciò che ella gli disse è frammentaria ed enigmatica. Pocahontas gli ricordò delle "cortesie che aveva fatto" e "avevi promesso a Powathan che ciò che era vostro sarebbe stato suo, e lui fece altrettanto con te". Quinid lo spiazzò chiamandolo "padre", spiegando a Smith che lui aveva chiamato Powhatan "padre" quando era uno straniero in Virginia, "e per la stessa ragione devo fare lo stesso con te". Smith non accettò questa formula di cortesia, perché da "figlia di Re" lo gratificava di un titolo non suo.

In seguito Pocahontas, "con una forte espressione", disse [26]

« Non hai avuto timore di venire nel Paese di mio padre e causare paura a lui e a tutta la sua gente (eccetto me) ed hai paura che io ti definisca qui 'padre'? Ti dico che lo farò, e tu dovresti chiamarmi figlia, e così sarò per sempre una tua conterranea. »

Infine gli spiegò che i nativi lo avevano creduto morto ma suo padre aveva comunque detto a Tomocomo di cercarlo "perché i tuoi conterranei mentivano molto".[27]

Nel marzo del 1617, Rolfe e Pocahontas si imbarcarono su una nave di ritorno in Virginia. Tuttavia, la nave non arrivò nemmeno a Gravesend, sul Tamigi, che Pocahontas si ammalò. La natura della sua malattia è sconosciuta, ma dato che era sempre stata descritta come sensibile all'aria fumosa di Londra, fu ipotizzata una polmonite o una tubercolosi, sebbene si sia pensato anche al vaiolo.[28] Fu sbarcata e lì morì. Stando a Rolfe le sue ultime parole furono "tutti dobbiamo morire, a me basta che mio figlio mi sopravviva".[29] Il funerale avvenne il 21 marzo del 1617 nella parrocchia di San Giorgio. Il luogo di sepoltura è sconosciuto, ma in sua memoria fu eretta una statua di bronzo a grandezza naturale nella Chiesa di San Giorgio a Gravesend.[30]

La discendenza [modifica]

Pocahontas e Rolfe ebbero un unico bambino, Thomas, nato nella piantagione di Varina prima che i suoi genitori la lasciassero per l'Inghilterra. Tramite questo figlio, Pocahontas ha tuttora dei discendenti. Molte famiglie originarie della Virginia coloniale hanno avuto come ascendenti Pocahontas e Capo Powathan. Tra le persone degne di nota: Edith Wilson, moglie di Woodrow Wilson; George Wythe Randolph; l'Ammiraglio Richard Byrd; il Governatore della Virginia Harry Flood Byrd; la stilista Pauline de Rothschild; l'ex first ladyNancy Reagan e l'astronomo e matematico Percival Lowell.[senza fonte]

Il suo rango [modifica]

Incisione del 1616 di Simone van de Passe. Il sottotitolo originale (qui non visibile) recita "Matoaks alias Rebecca figlia del potente Principe Imperatore Powhatan di Attanoughkomouck alias Virginia convertita e battezzata alla fede Cristiana, e moglie di S.E. Sig. John Rolfe. L'iscrizione sotto il ritratto recita in latino "Aetatis suae 21 A. 1616", in italiano "all'età di 21, nell'anno 1616".

Pocahontas era la figlia di Wahunsunacock o Wahunsenacawh (a seconda dell'ortografia usata), capo o leader della Confederazione di Nativi AmericaniPowhatan, e con l'appellativo di Capo Powhatan era comunemente conosciuto in Inglese, sebbene la parola Powathan fosse più che altro un titolo e non un nome. Come John Smith ebbe a spiegare nel suo libro Una Mappa della Virginia, "il loro capo viene chiamato Powhatan, e prende il nome da un posto dove dimora principalmente chiamato Powhatan. Ma il suo vero nome è Wahunsonacock". conosciuta col nome di

Tuttavia, benché la giovane Pocahontas fosse la favorita del suo potente padre - la sua "delizia e tesoro" secondo uno dei coloni[31] — non è accertato che la società in cui viveva la tenesse in considerazione come una persona di alto rango. Questo perché la società Powathan era strutturata in maniera differente da quella Europea. Mentre le donne potevano andare al potere, Pocahontas non poteva farlo perché l'eredità del potere era matrilineare. In Una Mappa della Virginia, Smith spiega:

« Il suo regno [di Powhatan] non sarebbe andato ai suoi discendenti né ai suoi bambini: ma prima ai suoi confratelli, ne aveva 3 chiamati Opitchapan, Opechancanough, e Catataugh; e dopo la loro morte alle sue sorelle. Dapprima alla sorella maggiore, dopo alle altre: e successivamente agli eredi maschi e femmine della sorella maggiore; ma mai agli eredi dei maschi. »

A causa di ciò, Pocahontas non avrebbe ereditato il potere in nessuna circostanza. Oltretutto, lo status di sua madre era probabilmente inferiore. Nel suo Relazione della Virginia (1609) Henry Spelman spiega che i Powathan avevano molte mogli che venivano sempre scacciate una volta che avevano partorito il primo bambino, così ritornavano al loro umile status.[32] Non è sicuro che lo status di Pocahontas fosse considerato pari a quello della madre.

A prescindere dall'esatta natura dello status di Pocahontas tra i Powhatan, è chiaro che molti Inglesi la consideravano come una principessa nel senso europeo del termine. Un esempio dell'opinione di un Inglese contemporaneo compare nell'incisione del 1616 che la raffigura. L'iscrizione recita "MATOAKA ALS REBECCA FILIA POTENTISS : PRINC : POWHATANI IMP:VIRGINIÆ". Tradotto:"Matoaka, alias Rebecca, figlia del più potente principe dell'Impero Powathan della Virginia." Si desume quindi, come minimo, che alcuni dei contemporanei Inglesi vedevano in Wahunsunacock un sovran di un impero, e presumibilmente Pocahontas (Matoaka) con il giusto status che questo comportava. Ciò è supportato dalla lettera di raccomandazione riguardante Pocahontas che il Capitano John Smith spedì alla Regina Anna (moglie di Re Giacomo), in cui si riferiva a "Powathan il loro capo Re". Anche Samuel Purchas, uno scrittore di viaggi inglese, ricorda Pocahontas a Londra, dicendo quando impressionasse coloro che la incontravano perché "il suo portamento era come quello di una figlia di un re"[33] e quando la incontrò a Londra, anche Smith si riferì a lei con deferenza come "figlia di Re"[34] Una visione più ambivalente della considerazione del rango di Wahunsunacock può essere notata nella descrizione che ne dà Lord Carew il 20 giugno 1616, in cui lo definisce come un "principe barbaro" (come riporta nel suo Charles Dudley Warner nel suo saggio su Pocahontas[35]).

Non ci sono prove che Pocahontas fosse stata ufficialmente presentata a Re Giacomo ed alla sua corte, ma gli fu fatta conoscere ad una masque, alla quale lo scrittore di lettere John Chamberlain nota quanto fosse "ben situata"-con ciò, dandole un buon posto consono al suo status[36] Inoltre, Purchas documentò che il Vescovo di Londra "la intrattenne con tali cerimonie e magnificenza anche più di quanto avevo visto offrire alle altre signore dalla sua grande ospitalità".[37]

Leggenda postuma [modifica]

Dipinto basato sull'incisione di van de Passe, ma con tratti Europei
Una raffigurazione del XIX secolo

Dopo la sua morte, furono prodotte rappresentazioni fantasiose e romanzate della figura e della vicenda di Pocahontas. L'unico suo ritratto contemporaneo è l'incisione su rame di Simon Van de Passe del 1616. In questo ritratto, malgrado Pocahontas indossi abiti europei, i tratti Nativo Americani del suo viso sono evidenti. Le raffigurazioni posteriori, invece, spesso europeizzarono il suo aspetto.

Le successive immagini ed i rimaneggiamenti della storia di Pocahontas, la presentavano come un emblema della possibilità di assimilare i Nativi Americani nella società Europea. A titolo di esempio, il Campidoglio espone ben in vista un dipinto del 1840 di John Gadsby Chapman, Il Battesimo di Pocahontas, nella Rotonda. Veniva diffuso anche un opuscolo governativo, dal titolo Il Quadro del Battesimo di Pocahontas, che spiegava i personaggi del dipinto, congratulandosi con i coloni di Jamestown per aver introdotto la Cristianità ai "selvaggi pagani", dimostrando così come i coloni non avessero soltanto "sterminato gli originari proprietari del suolo, ed usurpato i loro possedimenti".

In un'altra versione, la storia di Pocahontas fu romanzata in modo tale da far divenire il suo salvataggio di Smith come l'inizio di una storia d'amore tra i due. Benché ci fossero esempi precedenti, il primo a scrivere una storia del genere fu lo scrittore John Davis nel suo Viaggi negli Stati Uniti d'America[38] Dato che il ben documentato matrimonio di Pocahontas e Rolfe contrastava con questa interpretazione, almeno un autore, John R. Musick, rielaborò di nuovo la storia per "chiarire" la relazione fra i tre. Nel resoconto di Musick, Rolfe è un traditore bugiardo che, vedendo l'opportunità di sposare una "reale", racconta alla "principessa Indiana" la falsa vicenda della morte di Smith, il suo vero amore. Solo dopo, con riluttanza, Pocahontas avrebbe accettato di sposare Rolfe. Durante i preparativi per lasciare l'Inghilterra, Pocahontas lo avrebbe poi incontrato, ancora vivo: sopraffatta dall'emozione e dai ricordi, col cuore infranto, ne sarebbe morta tre giorni dopo. (1803).

Sono stati realizzati molti film su Pocahontas, a cominciare da un muto del 1924. Nelle recenti versioni della sua storia, Pocahontas è stata vista sempre meno come immagine idealizzata dell'assimilazione, e più come immagine della superiorità dei valori morali dei Nativi Americani rispetto a quelli occidentali. L'animazione Disney del 1995, Pocahontas presenta una storia d'amore tra Pocahontas e Smith largamente romanzata e immaginaria ma, nella versione disneyana, Pocahontas insegna a Smith il valore del rispetto per la natura. Il sequel, Pocahontas II: Viaggio nel nuovo mondo, descrive il suo viaggio in Inghilterra. Nel film The New World - Il nuovo mondo di Terrence Malick, dalla maggiore accuratezza storica, Pocahontas (Q'Orianka Kilcher) e Smith (Colin Farrell) sono ancora descritti come amanti.

Neil Young incise una canzone eponima su Pocahontas, che trattava del genocidio dei Nativi Americani. Fu pubblicata come quarta traccia di Rust Never Sleeps, album del 1979.

La vita di Pocahontas ha dato vita a molte leggende. Poiché non imparò mai a scrivere, tutto quello che si sa oggi di lei venne trasmesso da altri alle generazioni successive. Così i pensieri, i sentimenti e le ragioni della Pocahontas storica, rimangono in gran parte sconosciuti.

 

« Madonna della Madia, Stella del mattino, guida della Chiesa verso la verità, la vita. Ti chiamerò luce, ti chiamerò speranza. Ave Maria, Ave Maria. Madonna della Madia, nostra sorella e madre, mostra a noi tuo Figlio, segno di grazia e perdono. Ti chiamerò vita, ti chiamerò certezza. Madonna della Madia, venuta a noi dal mare, sei madre premurosa di questa città che a te s’affida. Ti chiamerò pace, ti chiamerò fortezza. Madonna della Madia, Monopoli ti loda: canta a te il suo grazie, narra le gioie, le sue pene. Ti chiamerò madre, ti chiamerò dolcezza. »

Lughnasadh - Lammas - 30 Luglio - 1° Agosto - 2 Agosto
Festa del raccolto e un momento di raccoglimento interiore, in previsione della prossima venuta dell'inverno.
La triplice festa del ringraziamento delle streghe
da celebrare il 30 luglio, il primo di agosto e il 2 agosto.
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Introduzione alla MAGIA delle CANDELE
Le candele sono da sempre considerate uno strumento molto importante in Magia, esse rappresentano la "scala" attraverso cui il nostro desiderio sale sino ai piani superiori prima di concretizzarsi nella realtà.

E' quindi utile conoscerle, sia sotto l'aspetto del significato che da secoli gli si attribuisce, ad ogni singolo colore, all'accostamento che se ne fa con i relativi pianeti e forze.
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IL PRIMO STRUMENTO, CHE PRIMA DEGLI ALTRI
STRUMENTI MATERIALI E' UTILE NELLA PRATICA MAGICA
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MEDITAZIONE: LA CHIAVE PER L'APERTURA DEGLI OCCHI (o del terzo occhio)
Meditare con l'aiuto dei tarocchi.
Le scienze mantiche applicate alla pratica della meditazione e della visualizzazione. Il primo passo verso la magia e l'alchimia. Il cartomante e il mago si possono considerare come alchimisti di se stessi che con la pratica discendono nella terra interiore (la propria psiche) per trasformare il vile metallo (noi e il mondo materiale che ci circonda) in oro filosofico attraverso l'importante pratica della meditazione. Così facendo si può raggiungere la vera essenza nascosta in ognuno di noi, purificarla, liberarla dagli egoismi, dalle paure e dall'ignoranza per rientrare in sintonia con l'universo.
In poche parole per trovare la nostra "pietra filosofale" capace di donare grande potere e sanità del corpo, il famoso "elisir di lunga vita".

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V.

I.

T. R. I. O. L.

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La farfalla
 

 

La farfalla
 

 

Farfalla leggera
sospesa nell'aria dolce
del giorno che nasce
Immutabile come il tempo
Bianca come
la luce del sole
raccogli il profumo dei fiori
lo porti nel vento
lontano, lontano
Appari sottile e preziosa
sembri un sottile merletto
ricamato da una fata
Ci incanti
stupiti ti ammiriamo
volteggiare
ogni giorno
offrirci un riparo
sotto le tue splendide ali
e offrirci sempre
il tuo amore.
Sofia
Farfalla leggera
sospesa nell'aria dolce
del giorno che nasce
Immutabile come il tempo
Bianca come
la luce del sole
raccogli il profumo dei fiori
lo porti nel vento
lontano, lontano
Appari sottile e preziosa
sembri un sottile merletto
ricamato da una fata
Ci incanti
stupiti ti ammiriamo
volteggiare
ogni giorno
offrirci un riparo
sotto le tue splendide ali
e offrirci sempre
il tuo amore.
Sofia

I IL SIGNIFICATO DEI NOSTRI SOGNI

Il significato dei sogni

 


Abbracciare/abbraccio
Le azioni come abbracciare o baciare, hanno nel sogno un significato del tutto diverso rispetto alla realtà: presagiscono un eventuale tranello che qualcuno, ritenuto fidato, tramerà alle nostre spalle.
E' bene precisare, però, che se il sogno avviene in un momento particolarmente felice della nostra vita, allora quei gesti saranno probabilmente la semplice estensione della dimensione reale in quella onirica.
Abbraccio/abbracciare: 40/58
Abbracciare una donna: 80
Abbracciare i genitori defunti: 17

Albero
Interpretare un sogno dove l'elemento principale è un albero è abbastanza complicato, perché, come spesso accade, l'interpretazione varia a seconda dell'azione che stiamo compiendo nel sogno e, addirittura, dai colori, dalle caratteristiche, in questo caso, dell'albero.
Per esempio, se sogniamo le sporgenze delle radici ciò indica il bisogno del sognatore di isolarsi per riflettere e recuperare la propria forza spirituale.
Albero: 23/65
Cadere da un albero: 18
Arrampicarsi su un albero: 10
Un albero verdeggiante: 35/8


Bara
Niente paura! Anche se, come nella realtà, questo oggetto è simbolo di "scomparsa", non si riferisce a persone, ed è quindi da escludere qualunque valenza premonitrice.
Significa, invece, che avvertiamo dentro di noi la scomparsa interiore di alcuni valori come l'amicizia, ed avvertiamo il desiderio di una "rinascita" spirituale.
Bara: 11/81/76/
Bara in cimitero: 47

Biscotti
Se siamo andati a dormire quasi a stomaco vuoto o se siamo a dieta forzata già da qualche giorno, sognare dei biscotti o dei dolci può voler significare una sola cosa: fame!
Se, invece, nessuna delle ipotesi corrisponde alla realtà, allora è bene fare attenzione a qualcuno che conosciamo e che è poco sincero e molto arrivista.
Biscotti: 64/3/2/12
Dolci in generale: 38/84


Cadere
Sognare di cadere, solitamente, ci fa risvegliare di soprassalto e il più delle volte angosciati. Il cadere da molto in alto, nell'acqua, nel vuoto o da una scala, svela lo stato di inadeguatezza che il sognatore avverte nella vita reale, l'angoscia per non riuscire a superare determinati ostacoli nella vita sentimentale o lavorativa.
Questo sogno è frequente specialmente in età adolescenziale, quando le insicurezze, le paure, ed i complessi di inferiorità sono avvertiti con maggiore intensità.
Cadere: 56/18

Casa
Come l'oggetto di un sogno, la casa è suscettibile di una miriade di interpretazioni a seconda dell'azione che stiamo compiendo, se è vuota, se è soleggiata oppure in fiamme, se è di campagna o in rovina. In generale, sognare una casa, a prescindere se sia o meno la nostra, presagisce gioia e felicità se poi, invece, è dei nostri amici allora il sogno predice la nascita di un legame forte e sincero.
Casa in generale: 71/59

 

Defunto
Sognare un nostro caro oramai defunto, nella maggior parte dei casi è interpretabile come il desiderio di comunicare ancora con lui, la necessità di sentirlo nuovamente accanto a noi. In generale, comunque, vedere un defunto presagisce un imminente notizia, seguirlo mentre cammina, non importa dove, significa che ben presto un nostro desiderio si avvererà.
Defunto in generale: 50/60/32
Accompagnare un defunto: 74
Parlare con un defunto: 59

Denti
I denti simboleggiano l'energia dentro di noi e raffigurano il nostro stato d'animo. Quando si dice, in rima: "denti , morte dei parenti" il senso è espressamente ed unicamente metaforico, e sta a significare che la lontananza, il distacco da qualcuno ha attenuato l'entusiasmo del sognatore. La dentatura è portatrice di numerose ed importanti idee ed emozioni, la si associa al concetto di appetito, di amore, ma anche di aggressività, se, per esempio, si perdono, in sogno, i denti canini ciò potrebbe indicare la rinunzia del sognatore ad essere aggressivo verso qualcuno.
Denti: 30/35
Denti che cadono: 13
Mal di denti: 71

Elefante
Ovunque sia l'elefante, qualunque cosa stia facendo o stiamo facendo noi, è sempre e comunque un sogno di buon auspicio. L'animale è simbolo di forza e sicurezza, e pertanto il sogno ci dice che queste caratteristiche ci appartengono o presto ci apparterranno e le nostre aspettative saranno esaudite.
Elefante: 35/22/53

Erba
Il sognatore che in sogno vede dell'erba, è una persona dolce e gentile, ma molto sensibile e vulnerabile che ha bisogno di essere compreso da chi lo circonda. In generale poi, vedere dell'erba presagisce un evento inaspettato foriero di felicità e benessere. sensazione
Erba: 15

Farfalla
La sensazione che suscita in noi una farfalla mentre la osserviamo svolazzare di fiore in fiore è uguale a quella che proviamo se invece di vederla, la sogniamo: leggerezza. Stiamo attraversando un momento particolarmente spensierato di libertà ed euforia e se a sognare il delizioso insetto è una donna significa che la sognatrice conoscerà una persona che le rivolgerà particolari attenzioni. Per il sognatore, invece, presagisce un possibile recupero di alcuni crediti.
Farfalla: 69
Farfalla sognata da un uomo: 62

Fuoco

Il fuoco è da sempre simbolo di passione, energia e franchezza. Chi sogna di accendere un fuoco oltre a trovare l'assoluta felicità in un sincero rapporto d'amore, saprà creare con pazienza la propria fortuna economica. Qualche problema potrebbe esserci se il fuoco sognato dovesse accendersi all'improvviso: è alle porte un litigio con qualcuno di importante.
Fuoco: 1/8/18
Accendere un fuoco: 14/45/54
Fuoco improvviso: 20

Gatto
Qualcuno, tanto tempo fa, ha detto che i gatti sono traditori e questa "leggenda" che quasi certamente nasce nel Medioevo è stata trasferita anche nel mondo onirico, così sognare un gatto pare che presagisca l'infedeltà del proprio compagno. Per esempio, però, nella tradizione americana sognare un gatto porta addirittura fortuna!
Gatto in generale: 3

Gioielli
Anche da svegli fanno sognare, e fanno sognare davvero tutti! Se sono oggetto del nostro sogno indicano desiderio di ricchezza ed ambizione, se addirittura abbiamo la fortuna di indossarli, anche se solo in sogno, vuol dire che presto vivremo una situazione ideale per stabilire nuove associazioni nel campo del lavoro; se invece sogniamo di comprarli il messaggio onirico è quello del coraggio: dobbiamo trovare la forza d'animo per affrontare una situazione.
Gioielli: 27
Indossare gioielli: 76
Comprare gioielli: 66

Ingrassare
Dopo un abbondante pranzo od una lauta cena sognare di ingrassare può essere solo conseguenza della nostra coscienza e dei suoi rimorsi, ma niente paura, perché quel che il sogno predice non ha nulla a che vedere con l'aumento del peso del nostro corpo, bensì con quello delle nostre "tasche"! Infatti sognare di ingrassare significa che ci sarà un aumento inaspettato delle nostre finanze.

Ingrassare: 16

Isola
Sognare un'isola ha sempre un significato positivo, è infatti un "oggetto" onirico che o descrive lo stato d'animo del sognatore, il suo spirito d'avventura e la sua facoltà di adattamento alle varie situazioni, oppure predice la realizzazione delle nostre aspirazioni.
Isola: 33/23
Isola deserta: 18
Trovare un'isola: 58

Leggere
Sognare di leggere un libro indica il desiderio di terminare quel che avevamo cominciato e denota la volontà del sognatore di migliore la sua posizione economica; se invece sogniamo di leggere una lettera presto verremo a conoscenza di una situazione che ignoravamo.
Leggere: 7/6/37/63
Leggere un libro: 40/10/65
Leggere una lettera. 9/78

Lucertola
La lucertola, nell'antichità, veniva ritenuta un portafortuna ed emblema della saggezza, sognarla quindi significa che occorre avere più coraggio perché si ha poca decisione nell'affrontare la vita.
Lucertola: 32

Mare
Il mare è simbolo di rinascita spirituale, ma bisogna fare attenzione perché il significato varia a seconda se il mare che sogniamo è calmo oppure in tempesta. Nel primo caso il sogno predice un piacevole viaggio, nel secondo, invece, potrebbero esserci questioni di denaro non troppo chiare.
Mare: 1/15
Mare calmo: 5
Mare in tempesta: 10

Mostro
Questo sogno può avere una duplice interpretazione e l'una contrapposta all'altra a seconda se il sognatore è un uomo oppure una donna. Infatti, mentre per un donna sognare un mostro significa gioia e serenità, per l'uomo, invece, può voler predire un imminente pericolo che dovrà essere affrontato con abilità.
Mostro: 6/62/65

Nascondersi
Forse questo è il sogno che ha più attinenza con la realtà, infatti come nella realtà anche nella dimensione onirica il nascondersi indica insicurezza e timore. Probabilmente temiamo di non superare determinati ostacoli che ci sembrano insormontabili, basterà chiedere aiuto a qualcuno di caro e fidato e tutto sarà più semplice.
Nascondersi: 14/68

Neve
La neve, anche nei sogni, è simbolo di purezza, sognarla può voler dire che abbiamo bisogno di contornarci di persone schiette ed oneste che ci facciano sentire a nostro agio con la loro semplicità. Se, inoltre, in sogno vediamo scendere la neve probabilmente ci sono in arrivo novità inaspettate.
Neve: 15/13/17
Vedere la neve che cade: 22/44/56


Oasi
Sognare un'oasi annuncia sempre qualcosa di positivo. L'oasi è nel sogno la meta raggiunta che finalmente ci permette di riposare ed essere più tranquilli perché abbiamo svolto a dovere gran parte del nostro lavoro ed ora ci meritiamo un po' di serenità psicologica.
Oasi: 22/32/35/50

Orso
E' un animale potente per eccellenza e sognare, per esempio, di catturarlo significa che tanto l'amore quanto il denaro andranno a gonfie vele; ma anche il solo vedere un orso è di buon auspicio, infatti il sognatore avrà un periodo molto fortunato. Un inconveniente potrebbe esserci se l'orso in questione è bruno: vanno chiarite alcune questioni con il proprio partner.
Orso: 23/55
Catturare un orso: 66
Vedere un orso: 51
Orso bruno: 67/85

Pagliaccio
Nella realtà questo personaggio ci fa ridere e divertire ma se compare nei nostri sogni allora è bene fare attenzione, infatti potremo essere ingannati da alcuni imbroglioni che con i loro raggiri vorrebbero ingannarci.
Pagliaccio: 4/77

Paradiso
Se quello che abbiamo sognato lo abbiamo avvertito come il Paradiso allora è davvero un momento particolarmente felice per noi. Questo posto indica vittoria ed allegria o comunque grande possibilità di riprendersi dopo un brutto periodo, se inoltre ci sono anche gli angeli, allora dobbiamo essere proprio felici perché qualcuno a noi caro ci darà grande prova di fedeltà
Paradiso: 6
Paradiso con angeli: 22

Quadrifoglio
Fin dall'antichità il quadrifoglio è ritenuto un vero e proprio amuleto portafortuna, trovarlo nei nostri sogni si dice porti fortuna come trovarlo nella realtà, sognarlo è un ottimo presagio in tutti i campi.
Quadrifoglio: 59

Quercia
L'imponente albero protagonista di molte leggende e storie vere, è simbolo, anche nel sogno, di forza. Il sognatore crede fermamente nelle sue capacità e nella sua grandezza d'animo, sente di poter affrontare ogni ostacolo. Se a sognare la quercia sono degli innamorati allora significa che il loro amore è al riparo da qualunque insidia.
Quercia: 90/32/50

Ragno
Se il sognatore, nella realtà, è disgustato da questo animaletto almeno in sogno non lo uccida! Infatti pare che sognare di uccidere un ragno possa predire perdita di denaro. Se il ragno sta stessendo una tela ciò potrebbe presagire la slealtà di una persona che conosciamo.
Ragno: 3/88
Ragno che tesse la tela: 84/34

Rondine
E' un simbolo foriero di tanta fortuna per chi è innamorato, la leggenda vuole che una fanciulla che vede volare in cielo la prima rondine di primavera si sposerà entro l'anno.
Rondine: 35

Sabbia
Camminare sulla sabbia, nella realtà, non è proprio facile, quella instabilità fisica che avvertiamo nel camminare in un sogno è interpretata come incertezza, dubbio ed insicurezza. Sarà bene fare attenzione ed essere prudenti.
Sabbia: 26

Scalare
Qualunque cosa stiamo scalando, una casa, un monte od uno steccato sognare di scalare è sempre indice di desiderio di trionfo e successo. La vittoria che otterremo sarà soprattutto in campo sentimentale.
Scalare: 10

Temporale
Se abbiamo avuto una discussione con un amico o con la persona amata non dovremo preoccuparci più di tanto se durante il sonno abbiamo sognato un temporale, perché questo evento atmosferico presagisce la risoluzione di tutte le controversie.
Temporale: 9

Treno
L'interpretazione del sogno in cui si vede un treno è duplice: se il treno cammina vuol dire che il sognatore è in un momento in cui si sente particolarmente attivo e vivace, nel caso in cui, invece, il treno sia fermo ciò significa che si è privi di interessi e si sta per cadere nell'ozio totale, meglio reagire!
Treno: 20/28

Universo
Tra i sogni è forse il simbolo che più degli altri porta buona fortuna, allude alla spiritualità, all'elevazione e alla magia. Sognare di trovarsi al centro dell'universo indica che abbiamo un grande animo e siamo dotati di molto altruismo.
Universo: 39

Uva
Questo è il frutto dell'abbondanza e prosperità sin dai tempi degli antichi Romani, e come tale lo è anche nei nostri sogni. Chi sogna dei grappoli di uva vedrà ben presto aumentare le sue entrate e se addirittura si sogna di pigiarla allora ci attende una vita ricca di agi.
Uva: 4
Pigiare l'uva: 47

Volare
Riuscire a volare senza è il sogno che quasi tutti, da sempre, vorrebbero poter realizzare, "mettere le ali" insomma è spesso un sogno piacevole e nasconde un bellissima interpretazione: indica la vittoria del coraggio sulla paura, dell'intelligenza sulla natura.
Volare: 20

Volpe
L'animale è molto astuto, sognarla significa che dovremo fare molta attenzione a persone che vogliono ingannarci e dovremo usare la stessa astuzia della volpe: non farci trarre in inganno!
Volpe: 17

Zircone
E' la pietra per eccellenza dedicata agli innamorati, si dice che abbia il potere di rendere indivisibili i legami d'amore. Se a sognarla è un innamorato lasciato, può significare che presto troverà la sua dolce metà.
Zircone: 34

Zucchero
Una spiegazione potrebbe essere il desiderio di dolcezza, ma solitamente nel sogno questo alimento presagisce l'arrivo di qualche novità. Se, inoltre, sogniamo di mangiarlo la sorpresa ci riempirà di tanta gioia.
Zucchero: 34
Mangiare zucchero: 69