Piante ad azione tonica e adattogena

Ginseng


Panax ginseng C. A. Meyer

ETIMOLOGIA


Panax, dal greco, rimedio per tutte le malattie, da cui Panacea la dea greca figlia di Esculapio e di Epione capace di guarire tutti i mali. Ginseng significa radice uomo perchè le radici hanno un aspetto simile a quello di un uomo.

BOTANICA



Famiglia: Araliacee

Descrizione: È una pianta perenne alta sino a 150 cm con foglie palmate e verticillate. I fiori, raccolti in grappoli, sono verdi e piccoli, i frutti sono bacche rosso vivo. Presenta una grossa radice tuberizzata di colore bruno-giallastra costituita da un corpo principale (body) e numerose ramificazioni laterali (tails). Ha un sapore dolciastro e debolmente aromatico.

Habitat: Cresce spontanea nella zona temperata dell’Estremo oriente e in Manciuria. Viene coltivata in Cina, Corea, Giappone, Russia, Ucraina.

Coltivazione: La coltivazione del Ginseng è particolarmente lunga e laboriosa: in coltura essa dura almeno sette anni, tempo necessario affinché le radici raggiungano un peso di 70-100g. Un ginseng che cresce allo stato spontaneo può raggiungere un peso simile in 150-200 anni.

Tempo di raccolta: La radice è normalmente raccolta nella stagione autunnale.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle radici (Ginseng radix).

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Ginsenosidi totali

MODALITA' D'AZIONE DEL GINSENG



Attività: Il ginseng possiede attività tonico-adattogena, stimolante le funzioni cognitive (attenzione, memoria ecc.) e le performance fisiche; è immunostimolante, e possiede una modesta attività ipoglicemizzante.

Avvertenze: Dosi eccessive possono portare ad agitazione ed insonnia. Sconsigliato in soggetti con ipertensione grave ed in pazienti con patologie cardiache, nei bambini al di sotto dei 12 anni, nelle
donne in gravidanza e che allattano. Si consiglia di non assumere il ginseng in modo continuo,
ma effettuando cicli periodici intervallati da una sospensione temporanea del trattamento.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL GINSENG

Usi erboristici: Come tonico-adattogeno generale dell’organismo sotto stress o intensa attività fisica. Nella stanchezza, debolezza generale e nervosa, indicato nella convalescenza nonché nei disturbi legati all’invecchiamento.

Usi tradizionali: Il Ginseng è una delle piante officinali più antiche dell’Asia Orientale, soprattutto in Cina e in Corea. Esso agirebbe contro le più disparate malattie. In modo particolare manterrebbe giovani fino ad età avanzata e riuscirebbe a prolungare la vita. È considerato dai cinesi come afrodisiaco.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DEL GINSENG

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: 1-2g di droga, o preparazioni equivalenti pari ad un apporto di 20-30 mg di ginsenosidi al giorno

Uso cosmetico: Viene utilizzato come elasticizzante e rassodante per pelli secche, rugose e senescenti. Rientra nella composizione anche di lozioni, saponi da bagno, shampoo.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SUL GINSENG



Per circa 2000 anni le radici di ginseng hanno mantenuto un posto d’onore nella medicina cinese.
Il ginseng è descritto nella più antica farmacopea cinese che si crede scritta nel primo secolo d.C. durante la dinastia Han. Sono state combattute guerre per il possesso delle foreste dove cresceva e i bracconieri sfidavano spesso la morte per raccoglierlo. La mitologia relativa al primo incontro del ginseng con l’uomo è quanto mai varia. Una storia racconta che l’intero villaggio di Shantang nella provincia di Shensi era turbato da strani lamenti. Un giorno gli abitanti del villaggio si riunirono e decisero di mettersi in cammino per scoprirne l’origine. Trovarono che sotto un arbusto una massiccia radice dalla forma umana gridava per attrarne l’attenzione. Secondo altre tradizioni la radice di ginseng fu scoperta grazie ai sogni. Comunque sia, tutte concordano nel ritenere che non sia stato l’uomo a trovare la radice, bensì essa a richiamare l’uomo.

 

Eleuterococco

Eleutherococcus senticosus Maxim

ETIMOLOGIA


Il nome accademico della famiglia dell’eleuterococco è “Acantopanax” dove: Acanto significa spinoso”- Panax significa “panacea”.

Sinonimi: Ginseng siberiano, radice della taiga, arbusto del diavolo.

BOTANICA

Famiglia: Araliacee

Descrizione: È un arbusto spinoso alto 1-3 m con piccoli fiori (giallastri i femminili e violetti i femminili) riuniti in ombrelle. Le foglie, palmato- partite, sono composte di cinque foglioline ellittiche con margine seghettato. Il frutto, una drupa nerastra, contiene cinque semi.

Habitat: Nasce spontaneo nella Russia orientale (Siberia) ed in alcune regioni del nord della Cina, Corea e Giappone.

Coltivazione: Contrariamente al ginseng che ormai proviene solo da coltivazioni, l’eleuterococco è diffuso allo stato selvatico.

Tempo di raccolta: La radice è raccolta in autunno, essiccata intera e poi tritata per l’uso nei preparati medicinali.

Parte utilizzata: La droga è costituita dal rizoma e dalle radici.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Eleuteroside

MODALITA' D'AZIONE DELL'ELEUTEROCOCCO



Attività: La radice dell’eleuterococco ha proprietà tonico-adattogene, aumenta il vigore e la resistenza fisica ed innalza la soglia di resistenza a stimoli stressanti. Possiede anche un’azione immunostimolante generale.

Avvertenze: Anche se a livello centrale produce effetti di stimolazione di modesta entità, è consigliabile assumer l'eleuterococco entro primo pomeriggio. È sconsigliato l’uso nei soggetti ipertesi, nei bambini al di sotto dei 12 anni di età e nelle donne in gravidanza e che allattano.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELL'ELEUTEROCOCCO



Usi erboristici: L’eleuterococco viene indicato come tonico per rinforzare il corpo durante gli sforzi e come rimedio contro la debilitazione e la tendenza a diminuire la capacità lavorativa e la concentrazione, e durante la convalescenza.

Usi tradizionali: Usato come stimolante, tonico-adattogeno, diuretico, per dolori alla schiena, artrite reumatoide, per aumentare la resistenza alle malattie, insonnia.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: 2-3 g di droga o preparazioni equivalenti per un apporto pari a 2-3 mg di Eleuteroside E.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL' ELEUTEROCOCCO



La storia moderna dell'eleuterococco comincia con I.I. Brekham, negli anni ’40. Nel corso di ricerche per reperire una droga più economica in alternativa al ginseng, Brekhman scoprì che la radice di eleuterococco offriva molti dei benefici del più famoso ginseng: le ricerche successive, sia di scienziati sovietici sia cinesi hanno mostrato che l’eleuterococco non è un surrogato del ginseng, ma senza dubbio è una droga tonico-adattogena con caratteristiche peculiari, spesso anche superiori a quelle della radice cinese (ad esempio a livello del sistema immunitario). Famoso rimane l’impiego per le perfomance degli atleti russi alle Olimpiadi di Mosca e per i cosmonauti nei lunghi periodi di permanenza nello spazio. Si stima che nella sola Russia circa sei milioni di persone usino quotidianamente l’eleuterococco.

 

Whitania somnifera L. Dunal

ETIMOLOGIA


La pianta è chiamata in termine dialettale indiano Ashwagandha che significa “odore di cavallo” e si riferisce non tanto all’odore del cavallo ma alla sua forza, alludendo al suo nome come erba tonica che conferisce la vitalità e l’energia sessuale del cavallo.

Sinonimi: ginseng indiano.

BOTANICA

Famiglia: Solanaceae

Descrizione: Cespuglio alto da 50 a 120 cm con rami legnosi che all’apice diventano
grigio-tomentosi per la presenza di numerosi peli. Le foglie sono grigio-verdi con lamina da ovata
ad ellittica. I fiori sessili , piccoli, lunghi circa 1 cm, di colore verde o leggermente giallo sono raccolti in grappoli. I frutti sono delle bacche rosse, globose del diametro di 6 mm, racchiuse in un calice rigonfio e membranoso del tutto simile nell’aspetto a quello dell’alchechengi.

Habitat: È una pianta originaria del Sud Africa diffusa poi nell’area mediterranea sulle coste dell’India, dell’Asia orientale, dell’Africa settentrionale, in Egitto e Marocco, in Spagna. In Italia si trova unicamente in Sicilia e Sardegna.

Tempo di raccolta: Si effettua in marzo, successivamente alla fioritura.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle radici.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Whitanolide A.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: La Withania ha attività adattogene, toniche, immunomodulatrici, antiinfiammatorie, antianemiche e leggermente sedative.

Avvertenze: Non sono noti effetti avversi in seguito all’assunzione di Withania. La pianta ha proprietà abortive per cui non va usata in gravidanza. Per quanto concerne l’allattamento, l’uso della pianta è sconsigliato data la mancanza di studi in proposito.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI



Usi erboristici: La Withania si usa nella debolezza e nell’esaurimento nervoso, specialmente dovuto a stress, nella convalescenza, nell’impotenza causata dall’affaticamento, nelle infiammazioni croniche; come tonico generale per prevenire le malattie.

Usi tradizionali: La Withania è usata tradizionalmente per asma, bronchi-te, psoriasi, artrite, dolori reumatici, insonnia, demenza senile, difficoltà di concepimento.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: 1-2 g di droga o preparazioni
equivalenti per un apporto pari a 0.5-1 mg di Whitanolide A.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE



Nella medicina Ayurvedica le radici di Withania hanno attività afrodisiaca, tonica, depurativa ed antielmintica ed inoltre sono usate per infiammazioni, psoriasi, bronchite, asma, ulcera, scabbia, insonnia e debolezza senile. Nella medicina Unani le radici hanno anche proprietà emmenagoghe, facilitanti il concepimento e antiartritiche. Le popolazioni africane utilizzano la radice di Withania ridotta in polvere finissima con l’aggiunta di acqua per disturbi gastrici, ferite e ustioni. In Sicilia si hanno notizie dell’uso popolare della pianta in stati influenzali e febbrili.

Piante ad azione balsamica

Rhodiola rosea L.

Rhodiola

ETIMOLOGIA


“Rosea” in quanto i suoi fiori giallo-rosso profumano di rosa.

Sinonimi: Radice Idea, rodiola sacra.

BOTANICA



Famiglia: Crassulaceae

Descrizione:La rhodiola è una pianta alta dai 5 ai 35 cm con foglie appiattite, lanceolate e dentellate. Le foglie e il fusto sono succulenti. I fiori, di colore giallo-rosso, emettono un caratteristico profumo, che richiama quello della rosa al quale appunto deve il suo nome. La fioritura si ha normalmente da maggio a giugno. La composizione chimica e la potenza della stessa pianta è soggetta a significative variazioni stagionali.

Habitat: Pianta spontanea nelle zone montuose nord-europee (Scandinavia, Lapponia), nord-asiatiche (Siberia) e nord-americane (Alaska). Cresce ad altitudini elevate (tra i 3300 e i 5400 metri s.l.m.), nelle aree impervie e rocciose di numerose catene montuose. La si può trovare anche sulle Alpi e sui Pirenei. Predilige terreni normali, ben drenati ed esposti al sole.

Tempo di raccolta: In autunno a distanza di tre, quattro anni dalla semina.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle radici.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Salidroside

MODALITA' D'AZIONE DELLA RHODIOLA



Attività: La rhodiola è adattogena, antistress, ed è in grado di aumentare le capacità di apprendimento e di memoria. Nel controllo del peso corporeo quando associata ad una dieta equilibrata.

Avvertenze: Non sono stati evidenziati effetti indesiderati della rhodiola alle dosi raccomandate. In casi molto sporadici, sono stati rilevati leggeri incrementi della pressione arteriosa. L’utilizzo di Rhodiola rosea è sconsigliato in individui che soffrono di crisi di ipertensione, stati febbrili, sovraeccitabilità.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA RHODIOLA



Usi erboristici: Come tonico-adattogeno-stimolante in caso di affaticamento, stress e depressione e, in generale, dove vi sia la necessità di un rapido recupero dopo prolungati carichi e sforzi fisici.
Di aiuto nella riduzione del peso in tutti quei soggetti in sovrappeso, che necessitino di un aiuto per la mobilitazione della massa grassa.

Usi tradizionali: La rhodiola è stata usata tradizionalmente nei paesi nordici per aumentare la resistenza fisica
e immunitaria e, in generale, per migliorare lo stato di salute e la longevità di un individuo.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DELLA RHODIOLA

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: da 500 a 700 mg di droga o preparazioni equivalenti per un apporto pari a 3-5/5 mg di Salidroside.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA RHODIOLA



L’uso della Rhodiola ha una storia leggendaria; in Siberia ed in Georgia vi è un detto secondo il quale chi beve regolarmente tè di Rhodiola vivrà per più di un secolo. La radice, impiegata per migliorare le prestazioni fisiche e la resistenza individuale, veniva somministrata alle coppie prima del matrimonio per favorire la nascita di bambini sani. La Rhodiola, ritenuta un potente stimolante, rientrava nella formulazione di diverse pozioni d’amore; il principe ucraino Galitsky, vissuto nel XIII secolo, affermava di essere un grande amatore grazie alle radici di Rhodiola.Gli imperatori Cinesi, che usavano la radice per curare diversissimi disturbi e malattie, inviarono per molti secoli spedizioni nella Siberia orientale alla ricerca delle zone in cui cresceva spontanea la Rhodiola. Per migliorare il loro adattamento all’elevata altitudine, le popolazioni del Tibet integravano la propria alimentazione con la Rodiola, mentre gli abitanti della Siberia facevano uso della radice per aumentare la loro resistenza alle basse temperature ambientali. In Bulgaria, l’estratto di Rhodiola è da tempo utilizzato per la produzione di una bevanda molto popolare chiamata “Nastojka”. Anticamente la forma più gradita di assunzione della Rodiola era sotto forma di bevanda alcolica, la quale si otteneva ponendo in uguali porzioni radici fresche di Rhodiola in alcool 40% e lasciando riposare il tutto al buio per qualche settimana. I primi studi scientifici sulla Rhodiola risalgono alla prima metà del secolo scorso, quando diversi scienziati, per lo più russi, iniziarono ad osservare gli effetti che aveva questa pianta indigena, ma solo nei primi anni ’60 le informazioni sui benefici e le proprietà della Rhodiola sono stati resi pubblici al mondo occidentale.

Eucalipto


Eucalyptus globulus Labill.

ETIMOLOGIA


Eucalyptus, dal greco eu = bene e kaluptw = copro, in allusione all’opercolo che racchiude il calice nel boccio fiorale; globulus, per la forma sferoidale del fiore.

BOTANICA



Famiglia: Myrtaceae

Descrizione: Albero sempreverde con un tronco dalla corteccia liscia che si stacca in placche sottili
e allungate. Le giovani foglie sono opposte a due a due e saldate tra loro alla base, quelle adulte invece sono sparse sui rami; sono falcate, spesse, di colore verde-grigio con base dissimmetrica.
I fiori sono singoli, privi di petali e con tantissimi stami mentre il frutto è una capsula contenente numerosi semi.

Habitat: Originario dell’Australia e della Tasmania, l’Eucalipto è ormai ampiamente diffuso nelle regioni tropicali del globo, in America, Messico, Africa, nelle regioni atlantico/mediterranee e in Italia.

Coltivazione: L’Eucalipto è diffuso nei climi tropicali, subtropicali e caldi-temperati; teme il freddo
e alligna su terreni di varia natura prediligendo quelli paludosi o acquitrinosi.

Tempo di raccolta: Le foglie adulte vengono raccolte da giugno a settembre, evitando i periodi
più caldi.

Parte utilizzata: Foglie

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELL'EUCALIPTO:


Olio essenziale (1-3% nelle foglie essiccate) caratterizzato in 1,8 cineolo (54-95%).

MODALITA' D'AZIONE EUCALIPTO



Attività: L’Eucalipto possiede azione balsamica, antisettica, espettorante e blandamente antispasmodica.

Avvertenze: Si sconsiglia l’uso dell’olio essenziale puro di eucalipto in caso di malattie infiammatorie della regione gastrointestinale e delle vie biliari e in caso di gravi epatopatie.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELL'EUCALIPTO



Impieghi: L’Eucalipto viene utilizzato nelle bronchiti croniche, nei catarri laringei e bronchiali, nell’asma, nelle infiammazioni della gola.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:

Uso interno: Infuso preparato con 4-6 grammi di droga o preparazioni equivalenti ad un apporto di 40-180 mg di olio essenziale al giorno.

Uso esterno: L’olio essenziale diluito in olio di Mandorle (3-5%) frizionato sul torace ha un effetto balsamico, riscaldante e leggermente anestetico che aiuta ad alleviare le infezioni delle vie respiratorie.

Uso cosmetico: L’olio essenziale o qualche foglia della pianta nell’acqua del bagno hanno azione stimolante, tonificante e deodorante.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL'EUCALIPTO



L’Eucalipto veniva tradizionalmente utilizzato dagli aborigeni australiani che masticavano le radici per sfruttarne il contenuto in acqua. Nel 1840 i membri dell’equipaggio di una nave francese ancorata al largo di Sidney svilupparono una malattia accompagnata da febbre, che curarono con infusi di Eucalipto, tanto che in Europa la pianta divenne nota col nome di “albero della febbre australiano”. Alla fine dell’ 800 le foglie e l’essenza erano usati nel trattamento della febbre malarica (il Gardener’s Chronicle, primo giornale di botanica dell’epoca, riporta diversi casi di guarigioni da febbri persistenti in seguito a trattamento con Eucalipto).
Nella medicina popolare la pianta veniva principalmente usata nei disturbi dell’apparato respiratorio e anche per altre affezioni tra cui infiammazioni ed infezioni delle vie urinarie.

 

 

 

 

 

PIANTAGGINE


Plantago lanceolata L.

ETIMOLOGIA


Alcuni autori ritengono che il nome possa derivare dal termine latino "planta" per la somiglianza delle foglie con la pianta del piede.

BOTANICA

Famiglia: Plantaginaceae

Descrizione: Erba perenne, acaule, con foglie strette, lanceolate, più o meno erette. Gli scapi con cinque spigoli evidenti, terminano in una spiga, generalmente cilindrica, compattissima, con brattee brune. I fiori sono di colore rossiccio o bruno chiaro. Il frutto è una piccola pisside a 2 logge contenente un solo seme.

Habitat: La Piantaggine viene coltivata in Europa, Asia, Africa settentrionale, Etiopia. In Italia è piuttosto comune allo stato spontaneo, soprattutto nei luoghi erbosi di pianura e bassa montagna.

Coltivazione: La coltivazione estensiva della Piantaggine richiede un'accurata preparazione del terreno che deve essere sufficientemente piano per consentire la raccolta a macchina delle foglie, che non sono più alte di 20 cm. La concimazione viene effettuata solo all'impianto tenendo conto delle esigenze di restituzione della sostanza organica al terreno. La propagazione avviene per seme.

Tempo di raccolta: Le foglie si raccolgono quando sono ben sviluppate, da giugno ad agosto.

Parte utilizzata: Foglie

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA PIANTAGGINE:


Aucubina (glucoside iridoide), mucillagini.

MODALITA' D'AZIONE

Attività: La Piantaggine ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche, lenitive e disarrossanti.

Avvertenze: La Piantaggine è considerata una droga sicura e l'utilizzo è indicato anche nei bambini.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA PIANTAGGINE

Impieghi: La Piantaggine è consigliata in caso di infiammazione della gola e delle vie respiratorie con secrezioni catarrali, in caso di bronchite e altri disturbi dell'apparato respiratorio.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO DELLA PIANTAGGINE:

Uso interno: Infuso preparato con 4-6 g di droga o preparazioni equivalenti (sciroppi, estratti idroalcolici) ad un assunzione giornaliera di aucubina di 0,4 - 1mg.

Uso esterno: L'infuso o il decotto vengono utilizzati per impacchi nelle infiammazioni della pelle e delle mucose.

Uso cosmetico: Gli estratti di Piantaggine possiedono spiccate proprietà idratanti cutanee e vengono impiegate in maschere e creme per normalizzare le pelli secche e parzialmente disidratate.

 

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA PIANTAGGINE


Già Alessandro Magno e lo storico e medico Dioscoride attribuivano alla Piantaggine grandi poteri curativi. Più tardi la Pian-taggine fu una delle nove erbe sacre degli Anglosassoni, che la usavano come rimedio universale in caso di febbre, dolori ai reni, morsi velenosi, emorroidi, ulcere, ferite e molti altri mali. Secondo la tradizione nordica la Piantaggine rappresentava uno spirito posto a controllare l'ingresso al regno di Hel, la dea della morte. In tutta Europa questa specie apparentemente di poco conto fu ritenuta preziosa per curare diverse malattie e disturbi: nella cultura popolare le foglie pestate di Piantaggine o il loro succo, erano un rimedio molto utilizzato in caso di ustioni, ferite, gonfiori e punture di insetti. L'infuso veniva utilizzato in caso di emorragie nasali, debolezza di vescica e per alleviare gastriti, diarree croniche, asma, pertosse, emorroidi. Le foglie fresche di Piantaggine, ricche di mucillagini e tannini, venivano impiegate per il loro effetto antidiarroico e antinfiammatorio.

 

 

 

 

 

 

 

GRINDELIA


Grindelia robusta Nutt.

 

ETIMOLOGIA


Grindelia: genere dedicato al botanico tedesco Willdenow a H.Grindel, autore del Botanoisches Taschenbuch, pubblicato a Riga nel 1803; robusta, per il forte sviluppo vegetativo.

BOTANICA

Famiglia: Compositae

Descrizione: Pianta perenne, erbacea, che tende a lignificare alla base assumendo l'aspetto di un cespuglio alto 50-60 cm. La radice è a fittone. fusti sono ramosi, le foglie sono amplessicauli, intere, allungate a margine seghettato. I fiori sono capolini, color giallo acceso.

Habitat: Originaria delle regioni paludose della California e del nord del Messico.

Coltivazione: La Grindelia viene seminata in semenzaio nei mesi di Febbraio- Marzo e le piantine vengono successivamente trapiantate in primavera in pieno campo. Si tratta di una specie frugale e rustica che ben si adatta a terreni difficili e poveri. Non necessita di cure particolari salvo irrigazioni post-trapianto e soccorso estivo in caso di siccità prolungata.

Tempo di raccolta: La raccolta si effettua in estate. La qualità migliore della droga si ha quando la pianta è all'inizio della fioritura e i capolini, per lo più ancora chiusi, sono particolarmente ricchi di essudato resinoso.

Parte utilizzata: Capolini

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA GRINDELIA:


Flavonoidi

MODALITA' D'AZIONE

Attività: La Grindelia possiede attività antispasmodica, espettorante, bechica, antiflogistica ed antibatterica.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o altre particolari precauzioni d'uso alle dosi usualmente raccomandate.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA GRINDELIA

Impieghi: La Grindelia è indicata in caso di tosse, bronchite, catarro e spasmi della muscolatura bronchiale.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:


Uso interno: Infuso preparato con 4-6 g di droga o preparazioni equivalenti (sciroppi, estratti secchi liofilizzati) ad un assunzione giornaliera di flavonoidi totali (espressi come iperoside) di 1,5 -3,5 mg.

Uso esterno: L'estratto oleoso di Grindelia rientra nella formulazione di unguenti balsamici pettorali.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA GRINDELIA


La Grindelia veniva tradizionalmente usata dagli Indiani d'America per le sue proprietà sedative della tosse ed espettoranti ed inoltre per trattare alcune affezioni cutanee come irritazioni e scottature. Iscritta nella Farmacopea degli Stati Uniti fin dal 1882 e nella Farmacopea Francese dal 1908, la droga era ritenuta particolarmente efficace nelle tossi stizzose, nel broncospasmo, nella pertosse.

 

 

Piante ad azione balsamica

PROPOLI


Propolis

ETIMOLOGIA


Propoli deriva dalle parole greche pro = davanti e polis = città, ad indicare l'impiego che le api fanno di questa particolare sostanza naturale.

BOTANICA

Descrizione: La Propoli è una sostanza cero-resinosa di colore variabile che oscilla dal giallo bruno fin quasi al nero, a seconda della sua provenienza e dagli alberi da cui è tratta. L'odore è aromatico, generalmente molto gradevole. Se la Propoli viene masticata, in principio ha sapore tenue poi
acre-amarognolo.

Provenienza: Si tratta di una sostanza resinosa bottinata dall'ape dalle gemme di alcuni alberi. L'ape stacca un frammento di resina dalla gemma e lo trasporta nei contenitori pollinici delle zampe posteriori, fa quindi ritorno all'alveare dove la resina raccolta verrà arricchita dalle api operaie con particolari secrezioni salivari che conferiscono alla Propoli le caratteristiche che conosciamo.

Tempo di raccolta: La raccolta ha luogo durante le ore centrali della giornata, quando la temperatura è superiore ai 20 °C e le resine sono malleabili.

Produzione: La quantità annua di Propoli prodotta da un alveare varia dai 50 ai 150 g. Alcune razze di api propolizzano più di altre: notevoli quantità vengono prodotte da api caucasiche e da alcune specie di api dell'Asia minore. La Propoli di origine europea, non sottoposta ad alcun trattamento dopo la raccolta, rappresenta sicuramente la migliore qualità di Propoli presente sul mercato.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA PROPOLI


Flavonoidi (di cui i più attivi sono la galangina e la pinocembrina).

MODALITA' D'AZIONE

Attività: La Propoli presenta spiccate proprietà antibatteriche o battericide, anestetiche, cicatrizzanti, antinfiammatorie, antiossidanti, e riepitelizzanti. L'azione antibiotica si esplica, oltre che sui batteri, anche in una certa misura su virus influenzali.

Avvertenze: In rari casi, in seguito all'uso esterno di prodotti contenenti Propoli, sono stati riscontrati fenomeni allergici di tipo cutaneo (dermatiti da contatto) dovuti ad una ipersensibilità individuale.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA PROPOLI

Impieghi: I preparati a base di Propoli sono utilizzati per le loro proprietà antinfiammatorie, antibatteriche (soprattutto nei confronti della flora batterica gram positiva che rappresenta l'agente causale prevalente delle infezioni delle vie respiratorie e della pelle) e cicatrizzanti. Le indicazioni principali sono rappresentate da affezioni delle vie respiratorie, della gola (tonsilliti, faringiti) e del cavo orale (afte).

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO DELLA PROPOLI:


Uso interno: Preparati a base di Propoli in forma di estratti idroalcolici, estratti secci, sciroppi, spray orali, collutori che assicurino un assunzione giornaliera di flavonoidi (come galangina e pinocembrina) corrispondente a 9-22 mg per gli adulti e 4-8,5 mg per i bambini.

Uso esterno: Unguento o pomata alla Propoli.

Uso cosmetico: Esistono in commercio numerosi prodotti cosmetici contenenti Propoli: shampoo e lozioni destinate all'igiene del cuoio capelluto; dentifrici e colluttori per l'igiene orale, stick
e deodoranti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA PROPOLI


L'uso della Propoli risale ad epoche antichissime. Gli egizi la usavano per la cura di numerose malattie a carattere infiammatorio e rappresentava inoltre uno dei principali ingredienti per l'imbalsamazione delle spoglie dei faraoni. In epoca romana Plinio scrisse in modo esteso della Propoli sulla "Naturalis Historia", mentre Aristotele la definì un ottimo rimedio per le affezioni della pelle. C'e addirittura chi sostiene che la Propoli venisse adoperata nel campo della fabbricazione degli strumenti a corda. Nella medicina popolare la Propoli veniva diffusamente impiegata per le sue proprietà antibatteriche e cicatrizzanti della pelle nel trattamento di ferite, ustioni, piaghe da decubito. sale prevalente delle infezioni delle vie respiratorie e della pelle) e cicatrizzanti.
Le indicazioni principali sono rappresentate da affezioni delle vie respiratorie, della gola (tonsilliti,
faringiti) e del cavo orale (afte).

Piante ad azione depurativa

Aloe


Aloe barbadensis Mill.

ETIMOLOGIA


Dal greco alòs (mare), perchè le piante vegetano presso il mare. Dall'arabo olloech e alua (amaro) e dall'ebraico halat (amaro), allusione all'amarezza del succo.

BOTANICA

Famiglia: Liliacee/Aloaceae

Descrizione: Pianta erbacea perenne xerofita (cioè che cresce in luoghi aridi).

Habitat: Pianta tipica delle regioni calde delle Indie occidentali nel Mar dei Caraibi. Si adatta a tutti i tipi di terreno, anche quelli più aridi. Le temperature ideali per la sua crescita sono fra 20 e 24 gradi.

Coltivazione: Le diverse specie di aloe sono ormai coltivate in tutto il mondo, comprese le regioni mediterranee (Italia, Francia, Spagna) europee e l'Australia. Il terreno da utilizzare per l'aloe deve essere di matrice sabbiosa. L'aloe si moltiplica per talea o per semina. La coltivazione dell'aloe si basa su un'attvità prettamente manuale.

Tempo di raccolta: Le piante vanno trattenute nei campi per circa 5 anni. Il raccolto consiste nella recisione delle foglie più grandi all'esterno, avendo cura di non danneggiare le foglie più giovani e tenere all'interno del cespuglio di aloe, che a loro volta saranno frutto del successivo raccolto.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle foglie più grandi. Due sono i prodotti derivanti dalle foglie di aloe. Il gel mucillaginoso ottenuto dal tessuto parenchimatoso situato al centro della foglia. Il succo amaro e giallastro ricavato in seguito ad incisione della porzione più superficiale della foglia (subito al di sotto della stessa epidermide) che fornisce la cosiddetta "droga" dell'aloe.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:

(Gel): Polisaccaridi; (Succo): Derivati idrossiantracenici (25-40% aloine A e B)

MODALITA' D'AZIONE DELL'ALOE

Attività Gel: Per uso interno il gel di aloe presenta una spiccata attività depurativa, favorendo la fisiologica eliminazione di scorie e tossine accumulate nell'intestino e svolgendo parallelamente un'effetto benefico sulla mucosa e sulla flora batterica intestinale. Coadiuva inoltre la fisiologica funzionalità del sistema immunitario ed è un buon antiossidante. Per uso esterno, sulla pelle,
il Gel di Aloe possiede attività idratante, emolliente e lenitiva. Ha inoltre un'attività cicatrizzante.

Attività Droga: In virtù della presenza di aloina, il Succo di Aloe agisce direttamente sul colon svolgendo un'azione lassativa di contatto. A piccole dosi, il Succo di Aloe si comporta come amaro stomachico e stimolante dell'attività biliare.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI

Usi erboristici (gel): Il Gel di Aloe trova impiego internamente come depurativo generale ed esternamente come emolliente ed antinfiammatorio della cute. Largamente impiegato in prodotti cosmetici per la sua capacità di idratazione e protezione della pelle, il Gel di Aloe è frequentemente
presente in creme di trattamento e prodotti per la pulizia di viso e corpo.

Usi erboristici (succo): Le preparazioni a base di Succo di Aloe trovano impiego nei casi di rallentato transito intestinale. A piccole dosi, come amaro, il succo trova impiego nel favorire l'attività biliare e digestiva.

Usi tradizionali: Il Gel di Aloe viene tradizionalmente impiegato come ingrediente di preparazioni per la cura della pelle e in linimenti per favorire la guarigione di scottature, ustioni e ferite.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:

Gel di Aloe: Estratto liofilizzato (gel disidratato) o gel fresco stabilizzato

Succo di Aloe: Succo condensato (in formulazioni liquide o solide per somministrazione orale) titolato in derivati idrossiantracenici.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL'ALOE


L'Aloe viene usato come rimedio salutistico sin dagli albori della storia. Scritti medici egizi del 1500 a.C. lo raccomandano come cicatrizzante per infezioni e affezioni cutanee (gel), ma anche come lassativo (succo). Quando Alessandro Magno conquistò l'Egitto nel 332 a.C., apprese di questa pianta dagli straordinari poteri cicatrizzanti che cresceva in un'isola di fronte alla Somalia, e per poterla utilizzare come vulnerario per curare le ferite dei suoi soldati scatenò addirittura una guerra, inviando un'armata per conquistare l'isola e prendere la pianta sottraendola ai suoi nemici.

 

 

Bardana

Arctium lappa L.

ETIMOLOGIA


Arctium, dal greco = orso: pianta pelosa come l'orso. Lappa, nome usato da Virgilio (Georg. I, 153) da lapp, celtico= mano, cioè che prende come una mano e dal greco = il prendere, l'afferrare, allusione ai frutti che si appigliano al vello delle pecore ed alle vesti. Major, Majus, comparativi di magnus

BOTANICA



Famiglia: Compositae

Descrizione: La bardana è una pianta erbacea biennale o perenne con foglie ampie rotondeggianti o cuoriformi; la pianta è coperta da una sottile lanugine particolarmente evidente nella pagina inferiore delle foglie.
Fiorisce nel secondo anno di vegetazione nel pieno dell'estate. Su un fusto robusto e ramificato, bruno, si formano capolini globosi, irti e con fiori poco appariscenti di colore rosa.

Habitat: Spontanea in Europa, Asia Settentrionale e Nordamerica. Cresce in tutta Italia dal mare alla regione montana fino a 1700 m; si trova nelle zone ruderali, vicino alle case, in tutte le zone soleggiate.

Coltivazione: La bardana predilige i terreni di pianura, freschi, di medio impasto e con buona dotazione di sostanza organica. La moltiplicazione si fa per seme; il seme è seminato in semenzaio, sotto serra fredda, in febbraio-marzo. Le piantine trapiantate nella primavera. Ai fini della produzione, sia in termini quantitativi che qualitativi, è indispensabile provvedere con abbondanti irrigazioni estive.

Tempo di raccolta: Nell'autunno la pianta va in riposo vegetativo e le radici raggiungono il massimo peso per l'elevato contenuto di sostanze di riserva (specialmente inulina). Da questo momento in poi è opportuno effettuare la raccolta che si deve compiere prima della ripresa.

Parte utilizzata: Le radici.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA BARDANA:


Acidi caffeilchinici.

MODALITA' D'AZIONE DELLA BARDANA



Attività: La Bardana possiede una spiccata attività purificante della pelle e depurativa del fegato. Ha inoltre azione diuretica e decongestionante (con particolare specificità per la cute).

Avvertenze: La Bardana risulta essere una droga caratterizzata da una elevata tollerabilità.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI



Usi erboristici: La radice di Bardana viene essenzialmente impiegata, sia internamente che esternamente in preparati cosmetici, come detossificante e nel trattamento della pelle grassa
e impura e in caso di acne.

Usi tradizionali: Nella medicina popolare i decotti della radice vengono usati in caso di reumatismi
e gotta. Si riscontrano anche impieghi come diuretico, diaforetico e blando lassativo. I decotti delle radici e gli infusi delle foglie sono inoltre usati esternamente ed internamente per vari disturbi cutanei (quali eczema, pelle squamosa, acne).

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Capsule con estratto secco o preparazioni equivalenti a 15-20 mg/die di acidi caffeilchinici (calcolati come acido clorogenico).

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DELLA BARDANA



Nel XIV secolo, in Europa, le foglie di Bardana venivano polverizzate nel vino e usate come trattamento per la lebbra. I medici eclettici americani del XIX secolo la consideravano un eccellente diuretico, e la prescrivevano per infezioni dell'apparato urinario, disturbi renali e minzione dolorosa, oltre che per infezioni cutanee e artrite. Una notizia curiosa sulla Bardana riguarda i suoi capolini ricurvi, la cui particolare forma uncinata favorisce la diffusione dei semi della pianta attraverso gli animalidi passaggio (dispersione zoocora). Tali capolini, attaccandosi ai vestiti, sembra abbiano ispirato l'inventore del sistema di chiusura apri e chiudi denominato"Vélcro".

 

 

 

Carciofo

Cynara scolymus L.

ETIMOLOGIA


Cynara, deriva dalla consuetudine di concimare questa pianta con la cenere "a cinere". Scolymus, nome greco del cardo o cardone = spina.

BOTANICA



Famiglia: Compositae

Descrizione: Il carciofo è un'erba perenne di grandi dimensioni (arriva a circa un metro di altezza), vivace (può vivere fino a 25 anni), con una grossa radice a fittone che produce a livello del terreno un gran numero di propaggini radicali. In primavera il fusto, scanalato e lanuginoso, porta un capolino principale e fino a 5 capolini. Questi sono costituiti da più serie di brattee carnose che racchiudono fiori tubulari di colore azzurro o violetto. Il capolino principale del carciofo raccolto ancora acerbo costituisce l'ortaggio omonimo.

Habitat: Originario dell'area del Mediterraneo, il carciofo predilige terra argillosa ricca, in climi caldo-temperati. Secondo gli studiosi è una varietà del cardo selvatico e sarebbe comparso per mutazione di queste colture verso l'inizio del XV secolo.

Coltivazione: E' una pianta esigente in fatto di terreno poiché teme i terreni eccessivamente pesanti e con ristagno idrico dove patisce i marciumi radicali. Le piante possono essere ottenute da seme; la semina avviene sotto serra fredda, in primavera. Le piantine a 6-8 foglie sono trapiantate nella primavera.


Tempo di raccolta: Le foglie, ricche di principi attivi, vengono raccolte nel pieno sviluppo, prima dell'emissione dello scapo fiorale. La coltura può dare fino a 3 raccolti per stagione.


Parte utilizzata: Foglie.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Acidi caffeilchinici

MODALITA' D'AZIONE DEL CARCIOFO



Attività: Il Carciofo possiede azione epatoprotettrice, colagoga, coleretica; ipoglicemizzante e normalizzante della funzionalità renale. Grazie alle sue proprietà depurative a livello epatico è inoltre efficace nel trattamento delle pelli impure ed acneiche

Avvertenze: Per i suoi effetti stimolanti la funzionalità biliare, il carciofo deve essere utilizzato con cautela nei soggetti con calcolosi biliare.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL CARCIOFO



Usi erboristici: Il Carciofo viene utilizzato per la sua azione depurativa epatica, nel trattamento delle dispepsie e dell'ipercolesterolemia.

Usi tradizionali: Il Carciofo era tradizionalmente utilizzato per ritenzione idrica, cellulite, iperuricemia, gotta e reumatismi.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Capsule con estratto secco o preparazioni equivalenti a 25-30 mg/die di acidi caffeilchinici (calcolati come acido clorogenico).

Uso cosmetico: Il decotto di carciofo ha dimostrato una marcata azione bioattivante cutanea attraverso applicazioni esterne, particolarmente indicate per normalizzare le pelli impure e con foruncoli.

Uso alimentare: Le foglie ed i loro estratti sono usati soprattutto come ingredienti digestivi in bevande alcoliche quali amari e liquori vari.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SUL CARCIOFO


Il carciofo era molto apprezzato sia dai greci che dai romani. Dioscoride (I secolo d.C.) raccomandava di applicarele radici schiacciate sulle ascelle o sulle altre parti del corpo per addolcire gli odori sgradevoli.

 

 

Tarassaco


Taraxacum officinale Weber

ETIMOLOGIA


Taraxacum, nome dato alla fine del Medio Evo, dal greco turbamento e rimescolo e da tarasso, rimedio, allusione alle sue proprietà. Leontodon dal greco dente di leone, per la dentellatura delle foglie, paragonata ai denti di leone.

BOTANICA



Famiglia: Compositae

Descrizione: Pianta erbacea vivace o perenne con grossa radice fittonante, fusiforme, gialla, semplice o poco ramificata e rosetta basale. Le foglie sono allungate sessili sul colletto. E' presente una grossa costola centrale, carnosa o fistolosa e la lamina è suddivisa in grossi denti triangolari (da cui il nome volgare dente di leone). Il fiore è composito. Fiorisce tutto l'anno se il clima lo consente ed in particolar modo in primavera ed in autunno. Il frutto è costituito da un piccolo achenio bruno, solcato.

Habitat: Specie delle regioni temperate, il Tarassaco cresce su qualsiasi tipo di terreno, dal mare alla montagna.

Coltivazione: Per garantire un buon sviluppo della radice occorre un terreno ad alta componente sabbiosa, sciolto ed aerato. La moltiplicazione della pianta avviene per seme. Durante il periodo estivo di maggiore secco, il tarassaco si avvantaggia di una o più irrigazioni.

Tempo di raccolta: La raccolta della pianta intera di tarassaco viene effettuata al terzo anno di coltivazione, nella primavera, poco prima della fioritura.

Parte utilizzata: Radice

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DEL TARASSACO:

Derivati dell'acido caffeico

MODALITA' D'AZIONE



Attività: Il tarassaco presenta attività coleretica, colagoga, eupeptica, stomachica e stimolante della diuresi.

Avvertenze: I preparati a base di tarassaco vanno utilizzati con attenzione nei soggetti con microcalcoli alla colecisti ( in quanto stimolanti della secrezione biliare) e in soggetti sofferenti di ulcera peptica (in quanto stimolanti delle secrezioni gastriche).

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL TARASSACO



Usi erboristici: Il tarassaco è un ottimo depurativo epatico e renale. E' inoltre un rimedio utile nei disturbi dispeptici, nelle digestioni lente e per ottimizzare la funzionalità della diuresi.

Usi tradizionali: Per uso esterno, la medicina popolare utilizza il lattice della droga come rimedio per le verruche. Le radici raccolte in autunno, quando sono più ricche di inulina, vengono tostate ed utilizzate come surrogato del caffè. Tradizionalmente il tarassaco veniva impiegato come depurativo, nella gotta e nei disturbi reumatici, come blando lassativo (grazie all'azione di stimolo della coleresi).

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DEL TARASSACO

Uso interno: Capsule con estratto secco o preparazioni equivalenti a 3-4mg/die di derivati dell'acido caffeico.

Uso alimentare: Gli estratti di tarassaco sono presenti come ingredienti digestivi in bevande alcoliche (amari) ed analcoliche. La pianta viene inoltre usata come componente aromatizzante di dolci, prodotti da forno, gelatine e formaggi. Le foglie giovani, specialmente quelle delle forme coltivate, sono usate in insalata o come ortaggio, mentre dei fiori si fa uso nella preparazione di un particolare vino.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DEL TARASSACO


I medici cinesi usavano prescrivere il tarassaco sin da tempi antichissimi per trattare numerosi disturbi (raffreddore, bronchite, polmonite, epatite, foruncoli, ulcere, sovrappeso). I medici arabi del X secolo furono i primi a riconoscerne le proprietà diuretiche. Nel XVII secolo, il tarassaco era così diffuso come diuretico da essere volgarmente chiamato "piscialletto" (dal francese pissenlit), nome tuttora in uso nel dialetto toscano.

 

 

 

 

 

 

Piante utili per le gambe

Amamelide


Hamamelis Virginiana L.

ETIMOLOGIA

Dal greco "simile alla mela" (per il frutto). Virginiana, della Virginia.

BOTANICA


Famiglia: Hamamelidaceae

Descrizione: L'Amamelide è una pianta arbustiva o piccolo albero, vagamente simile al comune nocciolo. Le foglie anno picciolo corto, alterne, glabre, di forma più o meno ovoidale con incisioni ben marcate sulla pagina superiore che corrispondono a nervature molto in rilievo nella pagina inferiore. I fiori, piccoli e di colore giallo sono ascellari e riuniti in piccoli gruppi di 2-3. Fiorisce alla fine dell'estate in settembre-ottobre. Il frutto è una capsula legnosa contenente due semi scuri e lucidi. In Europa è coltivata soprattutto come ornamentale in parchi e giardini.

Habitat: È pianta originaria del Nord America e del Canada, dove cresce spontanea.

Coltivazione: L'Amamelide è stata studiata per il suo potenziale produttivo nelle situazioni pedologiche collinari dove è possibile coniugare produzione e riconversione di seminativi difficili
e marginali. La migliore collocazione è quella di essenza forestale all'interno di formazioni miste con altre essenze officinali (biancospino, frassino) e non (ciliegio, acero) dove la pianta manifesta il duplice valore di pianta officinale per la produzione di droga e di elemento vegetale atto a riconvertire i seminativi acclivi e soggetti ad erosione consolidandoli e salvaguardandoli. L'omologia tra il clima dei luoghi di origine e quello dei siti di impianto ha determinato risultati promettenti.


Tempo di raccolta: Le foglie si raccolgono in estate e si essiccano. La corteccia si raccoglie durante l'autunno e si fa essiccare il più velocemente.

Parte utilizzata: Foglie e rametti.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Fenoli (tannini) espressi come acido gallico.

MODALITA' D'AZIONE DELL'AMAMELIDE


Attività: L'Amamelide virginiana presenta attività astringente, antiflogistica, emostatica locale
e spiccate proprietà antiossidanti.

Avvertenze: In soggetti ipersensibili possono talvolta comparire irritazioni gastriche.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELL'AMAMELIDE

Usi erboristici: I preparati di Hamamelis virginiana sono utili nel trattamento delle infiammazioni
e irritazioni locali della cute e delle mucose ed inoltre nelle emorroidi e nelle varici grazie alle loro benefiche proprietà proprietà a livello dei vasi sanguigni. Per le sue proprietà astringenti l'Amamelide viene inoltre impiegata come coadiuvante in caso di diarrea.

Usi tradizionali: Nella medicina popolare i preparati di Hamamelis virginiana sono utilizzati nel trattamento delle irritazioni della bocca e della gola, infiammazioni oculari, punture d'insetto, piccole ustioni ed altre irritazioni della pelle. La pianta viene generalmente impiegata in forma di decotto, impiastro o unguento.

AMAMELIDE: CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:

Uso interno:

Infuso: 2-3 g di foglie (1-2 cucchiai) in 150 ml acqua bollente. Dopo 10 minuti di infusione filtrare e assumere 2-3 volte al giorno lontano dai pasti. Estratti secchi in capsule o altre preparazioni equivalenti a 15-20 mg/die di fenoli totali espressi come acido gallico.

Uso esterno: Acqua di Amamelide*: per impacchi, tal quale o diluita con acqua nel rapporto 1:3.
Infuso: per cataplasmi e sciacqui, utilizzare più volte al giorno.
* L'acqua di Amamelide (nota anche come distillato di Witch Hazel) si ottiene dai
rametti quiescenti tagliati freschi e parzialmente essiccati. I rametti vengono macerati per
circa 24 ore in acqua fredda a cui segue la distillazione e l'aggiunta di alcool.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL'AMAMELIDE


La storia "europea" dell'Amamelide è relativamente recente, venne infatti importata per la prima volta dal Nuovo Mondo intorno alla prima metà del XVIII secolo. Lo scopo delle prime importazioni fu non tanto quello dello sfruttamento medicinale della pianta, ma il suo utilizzo a scopo ornamentale in parchi e giardini. Con il tempo le notevoli proprietà medicinali dell'Amamelide, già ampiamente conosciute e sfruttate dagli indiani d'America, vennero apprezzate anche dal mondo scientifico europeo, che ormai dall'inizio del '900 ne riconosce le proprietà astringenti ed emostatiche dovute ai principi attivi di natura tanninica.

 

 

Centella

Centella asiatica L.

ETIMOLOGIA


Centella, sembra derivare dal verbo "centellinare", in riferimento al fatto che la pianta continuamente attinge all'acqua delle zone palustri in cui vive.

BOTANICA



Famiglia: Apiaceae

Descrizione: Pianta erbacea perenne debolmente aromatica.

Habitat: Spontanea nei luoghi umidi, cresce vicino all'acqua o inposti acquitrinosi, su rocce umide alte sino a 700 m, in India, Cina, Indonesia, Sri Lanka, isole dei mari sud-occidentali, Australia, Madagascar.

Coltivazione: Intensamente coltivata in India (nei dintorni di Calcutta e Bombay) e in Madagascar (coltivazione da seme).

Tempo di raccolta: Le parti aeree si raccolgono durante tutto l'anno.

Parte utilizzata: Foglie e parti aeree.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Derivati triterpenici (asiaticoside).

MODALITA' D'AZIONE DELLA CENTELLA



Attività: La Centella asiatica presenta spiccate proprietà riepitellizanti e riparative dei tessuti connettivi grazie alla sua capacità di stimolare l'attività dei fibroblasti e la produzione di collagene. Tali proprietà la rendono indicata come protettrice dei capillari e della parete venosa, antiedemigena e cicatrizzante.

Avvertenze: La frazione triterpenica di Centella asiatica risulta priva di attività teratogena o di altri effetti negativi su gravidanza e allattamento. Tuttavia, poiché non sono noti studi clinici
controllati in donne in gravidanza e durante l'allattamento sul fitocomplesso totale di Centella asiatica, si consiglia in questi casi di utilizzare la pianta con prudenza.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI



Usi erboristici: Le preparazioni a base di Centella asiatica vengono impiegate come coadiuvanti negli stati di insufficienza venosa (varici, flebiti, emorroidi) e per favorire i processi di cicatrizzazione
in caso di piaghe, ferite, ulcere cutanee.

Usi tradizionali: In India, suo paese d'origine, la Centella è usata da migliaia di anni ed ancora ha un posto centrale nella medicina ayurvedica. E' usata soprattutto per trattare la lebbra, le ulcere cutanee ed altri problemi della pelle. In India questa pianta ha una reputazione di lunga data
come apportatrice di "nuova giovinezza" dal momento che aiuta la concentrazione e la memoria. Le foglie fresche si danno ai bambini sofferenti di dissenteria. La pianta è anche di aiuto per le febbri,
i disordini addominali, l'asma e le bronchiti.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO DELLA CENTELLA:

Uso interno: Estratto secco o altre preparazioni equivalenti a 100 mg/die di derivati triterpenici totali espressi come asiaticoside.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA CENTELLA

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La Centella non fu molto usata agli inizi del nostro secolo, ma dopo la Seconda Guerra Mondiale entrò in una miscela di erbe per infusi chiamata Fo-Ti-Tieng, che rivendicava le proprietà di stimolare la longevità; secondo la leggenda, un certo Li Ching Yun, un antico erborista cinese, aveva usato la miscela con regolarità ed era vissuto fino a 256 anni, sopravvivendo a 23mogli!! L'infuso ebbe immediato successo e la Centella riemerse dall'oscurità come tonico erboristico.

 

Rusco

Ruscus aculeatus L.

ETIMOLOGIA


Ruscus, per il sapore amaro dei suoi germogli.

BOTANICA



Famiglia: Liliaceae

Descrizione: Il rusco è un piccolo arbusto sempreverde con rizoma robusto, spesso ramificato e provvisto, nella parte inferiore, di grosse radici. I fusti, originati all'apice del rizoma, sono alti fino a 60 cm, hanno la porzione basale lignificata e sono molto rigidi, semplici inferiormente e abbondantemente ramificati in alto. Quelle che sembrano foglie, in effetti, sono dei rametti appiattiti detti cladodi, che hanno preso la forma e la funzione delle foglie; sono ovali e terminano all'apice in una punta rigida
e pungente; le nervature sono più o meno parallele. Le vere foglie sono molto piccole e inserite al centro dei cladodi, hanno forma triangolare o lanceolata e sono lunghe solo alcuni millimetri. I fiori, inseriti isolati o più raramente appaiati all'ascella delle vere foglie, hanno un involucro composto da 6 petali. Sono tutti di colore verdastro. Il frutto è una bacca sferica di colore rosso vivo contenente 1-2 semi.

Habitat: Il rusco vive quasi esclusivamente in ambiente mediterraneo, raramente si spinge fino a quello submontano; cresce nei boschi e lungo le siepi.

Coltivazione: Le piante coltivate si raccolgono in autunno quando fruttificano; si scava con la zappa o la vanga, si recidono i fusti a qualche centimetro dall'inserzione e si lava per eliminare la terra (le radichette laterali vanno lasciate); i rizomi grossi si tagliano in pezzi e si dividono in due per il lungo.
Il rizoma si essicca al sole o in stufa a bassa temperatura.

Tempo di raccolta: La raccolta della pianta intera viene effettuata al terzo anno di coltivazione, nella primavera, poco prima della fioritura.

Parte utilizzata: Rizoma

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DEL RUSCO:


Ruscogenine (saponine steroidee).

MODALITA' D'AZIONE DEL RUSCO



Attività: Il Rusco presenta una spiccata attività flebotonica: aumentail tono venoso, riduce l'eccessiva permeabilità dei capillari, possiede proprietà antiflogistiche e diuretiche.

Avvertenze: In rari casi sono stati descritti lievi disturbi gastrici.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL RUSCO



Usi erboristici del rusco: Le preparazioni a base di Rusco vengono impiegate come coadiuvanti nel trattamento dei disturbi associati all'insufficienza venosa cronica quali dolori e senso di pesantezza
alle gambe, edema, prurito e crampi notturni ai polpacci. Le medesime preparazioni possono essere impiegate come coadiuvanti nel trattamento delle emorroidi.

Usi tradizionali del rusco: Nella tradizione europea, sia le parti aeree che il rizoma di
Rusco sono noti come diuretici.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DEL RUSCO

Uso interno: Estratto totale ad una dose corrispondente a 7-11 mg al giorno di ruscogenine totali.

Uso esterno: Creme, pomate o gel per gambe pesanti e/o disturbi emorroidali.

Uso cosmetico: Recenti studi sperimentali hanno dimostrato per gli estratti di Rusco nette proprietà antinfiammatorie e normalizzanti della microcircolazione sottocutanea, da cui la loro indicazione per pelli con couperose e rossori persistenti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DEL RUSCO


Il rusco è molto usato nell'antichità, il pungitopo è stato descritto dal medico greco del I secolo d.C. Dioscoride come "una pianta capace di indurre il flusso urinario e il sanguinamento mestruale".
Dioscoride, inoltre, riteneva la pianta utile nel trattamento della calcolosi biliare, dell'ittero e del mal di testa.

 

 

Vite Rossa

Vite rossa - Vitis vinifera L.

BOTANICA



Famiglia: Vitaceae

Descrizione: Pianta rampicante decidua con rami eretti rampicanti, viticci, foglie palmate, gruppi di piccoli fiori color verdepallido e grappoli di frutta (uva) il cui colore varia dalverde al nero. I rametti giovani, spesso pelosi, hanno, dallaparte opposta alla foglia, un cirro che permette alla pianta di attaccarsi ai sostegni.

Habitat: La vite rossa è una pianta originaria dell'Europa meridionale e dell'Asia occidentale.

Coltivazione: La Vite è coltivata nelle regioni calde temperate di tutto il mondo per il frutto e per la produzione di vino.

Tempo di raccolta: Le foglie si raccolgono in estate.

Parte utilizzata: Foglie

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Antocianosidi. La varietà a foglia rossa (tintoria) è quella più ricca in principi attivi.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: La Vitis vinifera presenta una spiccata attività protettrice e tonica dei capillari e delle vene.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA VITE ROSSA



Usi erboristici: Per la loro specifica attività su vene e capillari, i preparati di Vitis vinifera sono utili nel trattamento dei disturbi circolatori a carico degli arti inferiori e nei casi di fragilità capillare.

Usi tradizionali: Nella medicina popolare i preparati di Vitis vinifera erano utilizzati nel trattamento della dissenteria e in caso di sanguinamento mestruale abbondante, mentre per uso esterno si impiegavano in caso di geloni e vasi superficiali dilatati.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DELLA VITE ROSSA

Uso interno: Estratto secco o idroalcolico: il dosaggio consigliato corrispondea 10 mg al giorno di antocianosidi.
Infuso: 4-5 g di foglie triturate in 100 ml di acqua. Dopo infusione di 10 minuti, filtrare ed assumere 2-3 tazze al giorno.

Uso esterno: Decotto: 8-10 g di foglie triturate in 100 ml di acqua; fare
impacchi sulle zone interessate.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DELLA VITE ROSSA


Nel 1652, l'erborista Nicholas Culpeper la consigliava come collutorio e scriveva che "le ceneri dei
rami bruciati rendono i denti da neri come la colza a bianchi come la neve; con queste frizionate perciò i denti ogni mattina".

 

 

 

 

 

 

 

Erbe utili per l'intestino

Carvi

Carum carvi

ETIMOLOGIA

 

 

Carvi (Carum carvi): dal latino medievale carvi, dall'arabo karawy, e questo a sua volta dal greco káron, nome della pianta.

BOTANICA

Famiglia: Umbelliferae

Descrizione: Pianta erbacea biennale con il fusto del secondo anno ampiamente ramificato, che raggiunge circa 0,75 m.

Habitat: Originario dell'Europa e dell'Asia occidentale e naturalizzato nel Nord America.

Coltivazione: La droga proviene da coltivazioni, soprattutto dalla Polonia, dall'Olanda, dalla Germania orientale e dall'Egitto. Solitamente la raccolta avviene prima della completa maturazione dei frutti, poiché in tale momento si ha il massimo contenuto di olio essenziale.

Tempo di raccolta: I frutti del Carvi si raccolgono in Agosto-Settembre.

Parte utilizzata: La droga è costituita dai frutti.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Olio essenziale.

MODALITA' D'AZIONE

Attività: Il Carvi presenta attività carminativa, stomachica.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari
precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI

Usi erboristici: I preparati di Carum carvi sono risultati utili nel trattamento
delle dispepsie e atonie digestive, meteorismo e flatulenze.

Usi tradizionali:
Nella medicina popolare il Carum carvi è utilizzato come espettorante e stomachico per dispepsia e indigestione; è impiegato anche per alleviare i disturbi mestruali, come galattagogo. Attraverso isecoli, in Europa come nel medio Oriente e nel Nuovo Continente, il carvi costituì una aggiunta ideale alle erbe lassative, grazie alla sua capacità di temperare i violenti effetti di queste ultime.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:

 

Uso interno: La dose giornaliera media suggerita è di 1,5-6 gr di droga.
Infuso: triturare 1-2 cucchiaini di frutti di carvi (corrispondenti
a 2-5 g) ed infondere in acqua bollente (circa 150 ml); dopo 5-10 minuti filtrare.
Assumere 2-4 tazze di infuso caldo al giorno,tra un pasto e un altro.


STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SUI CARVI


Il medico dell'antica Grecia Dioscoride menzionava i semi di carvi per favorire la digestione, e gli erbari delle epoche successive li raccomandavano per disturbi digestivi, gas e coliche infantili.
All'epoca di Shakespeare, le mele al forno con semi di carvi erano considerate un dessert lenitivo per lo stomaco.

 

Cicoria

Cicoria:Cichorium intybus L.

ETIMOLOGIA


Cicoria (Cichorium intybus): dal latino cichoria, plurale di cichorium, greco kikhórion.

BOTANICA

Famiglia: Compositae

Descrizione: La cicoria è un'erba annua o perenne, a fusto alto da un palmo a mezzo metro, peloso, ramificato. Le foglie, radicali a rosetta, sono lunghe da pochi centimetri a un palmo e più,
molto variabili. I capolini sono generalmente in gruppi di 3- 4 sessili, accompagnati da un peduncolo. L'involucro è formato da due serie di squame. I fiori sono una quindicina, tutti con linguetta a 5 denti, lunga un paio di centimetri, azzurra.Gli acheni sono piccoli, molto stipati, con un pappo di squamette minutissime, appena visibili con la lente.

Habitat: E' radicchio di campo, originario delle parti temperate dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa settentrionale, ora diffuso anche nell'Africa meridionale e in America. In Italia è comune nei prati, lungo le strade.

Coltivazione: Per ottenere belle radici è necessario lavorare il terreno in profondità; è preferibile un substrato alcalino.

Tempo di raccolta: Le radici si raccolgono prima che cresca il fusto aereo; si seccano intere
o tagliate a fette.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle radici.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA CICORIA:


Inulina

MODALITA' D'AZIONE

Attività: La Cicoria presenta attività debolmente coleretiche, lassative, diuretiche e depurative.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA CICORIA

Usi erboristici: I preparati di Cichorium intybus sono risultati utili nel trattamento delle inappetenze e nelle dispepsie.

Usi tradizionali: Nella medicina popolare le radici di cicoria tostate sono impiegate come salutare succedaneo del caffè. Per via esterna, la radice è tradizionalmente impiegata come purificante
cutaneo.


CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO DELLA CICORIA:


Uso interno: La dose giornaliera media suggerita è di 3 gr di droga o la dose corrispondente delle varie preparazioni.
Infuso: 6 g di radice tagliata (1 cucchiaio circa) in 200 ml di acqua bollente. Dopo 15 minuti filtrare ed assumere una tazza prima dei pasti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE

Si perde nei tempi il consumo della cicoria, sia come erbaggio che come medicinale. Gli antichi Romani, nei loro pranzi luculliani, per contorno a uova di tordo, beccafichi e pavoni, mangiavano cicoria. I vecchi medici la usavano moltissimo, e con essa curavano parecchie malattie dell'addome,
Galeno infatti dice: "amica del fegato e non contraria allo stomaco".

 

 

Finocchio

Foeniculum vulgare

ETIMOLOGIA


Finocchio: dal latino tardo fenuc_lum, variante di foenic_lum, diminuitivo di foenum "fieno".


BOTANICA

Famiglia: Umbelliferae

Descrizione: Il finocchio volgare è un'erba perenne (le razze coltivate sono annue o biennali) con radice grossa, cilindrica, e fusti alti da uno a due metri e ampiamente ramificati. Le foglie, bi
o tri-pennatosette, hanno i segmenti quasi filiformi con l'apice appuntito; le foglie inferiori sono picciolate, quelle superiori sono più semplici e sessili. Tutte hanno alla base una guaina carnosa e sono totalmente glabre. I fiori sono raggruppati, in numero di quindici-venti, in ombrellette a loro volta riunite in grosse ombrelle; hanno un piccolo calice, la corolla è composta da cinque petali gialli di forma ovale, con un lungo apice ripiegato verso il centro.

Habitat: Originaria dei luoghi ghiaiosi della regione mediterranea, nella sua forma spontanea il finocchio cresce dal mare alla regione submontana di tutta Italia; si trova nei luoghi aridi, sulle rupi e sui vecchi muri. Teme i freddi intensi.

Coltivazione: Il finocchio da seme si coltiva come pianta annuale a ciclo primaverile estivo. La propagazione avviene per seme. La semina viene effettuata ad inizio primavera scegliendo terreni
meglio drenati ed esposti a Sud. Il frutto, una volta raccolto, subisce una successiva essiccazione per ridurre l'umidità al 13-15%.

Tempo di raccolta: I frutti del finocchio si raccolgono in Agosto-Settembre.

Parte utilizzata: La droga è costituita dai frutti.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DEL FINOCCHIO:


Olio essenziale

MODALITA' D'AZIONE

Attività: Il finocchio selvatico presenta attività carminativa, spasmolitica intestinale ed antimeteorica. Azione galattogenaed espettorante.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate. Al contrario, l'uso dell'essenza pura di finocchio è sconsigliato nei bambini molto piccoli e nelle donne in gravidanza.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DEL FINOCCHIO

Usi erboristici: I preparati di Foeniculum vulgare sono risultati utili nel trattamento delle dispepsie e atonie digestive, meteorismo e coliche gassose dei bambini, ipogalattia ed, infine, come coadiuvante nel trattamento delle bronchiti secretive.

Usi tradizionali: Nella medicina popolare il finocchio è utilizzato come espettorante secretomotorio, secretolitico ed antisettico. Tradizionalmente preparazioni a base di Foeniculum
vulgare vengono impiegate nel trattamento dei calcoli renali se associato ad antisettici urinari, come l'Uva ursina.



CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI E UTILIZZO:

Uso interno: La dose giornaliera media suggerita è di 5-7 gr di droga. Infuso: triturare 1-3 cucchiaini di frutti di finocchio ed infondere in acqua bollente (circa 150 ml); dopo 5-10b minuti filtrare. Assumere 2-4 tazze di infuso caldo al giorno, tra un pasto e un altro.


STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SUL FINOCCHIO


Durante il III sec. A.C., Ippocrate prescriveva il finocchio nel trattamento delle coliche infantili.
Quattrocento anni dopo, Dioscoride lo definiva un soppressore dell'appetito e ne raccomandava
i semi per promuovere la secrezione lattea. Il naturalista romano Plinio incluse il finocchio in 22 rimedi; egli aveva notato che alcuni serpenti si strofinavano contro la pianta dopo aver perso la pelle, e poco dopo i loro occhi vitrei si schiarivano. Plinio interpretò tale fatto come un segno dell'efficacia del finocchio nel trattare i problemi dell'occhio, tra cui anche la cecità.

 

Senna


Senna:Cassia angustifolia

ETIMOLOGIA


Senna (Cassia angustifolia): dall'arabo sen (Cassia dal latino cassia,
greco kasía, di origine orientale).

BOTANICA



Famiglia: Leguminosae

Descrizione: Arbusto alto circa 1-1,5 m, che presenta infiorescenze a racemo con numerosi fiori gialli, grandi circa 3 cm, zigomorfi. Le foglie sono paripennate con foglioline ovali-lanceolate,
i follicoli sono piatti, leggermente incurvati a forma di rene, di colore verde-bruno e pergamenacei con semi nettamente appiattiti.

Habitat: Il genere Cassia comprende circa 700 specie spontanee che vivono nelle aree più calde dei due emisferi. Le specie utilizzate a scopo officinale sono la Cassia angustifolia (Senna di Tinnevelly), originaria della Somalia, dell'Arabia e dello Yemen, ma coltivata anche nel sud dell'India, specialmente nella regione di Tinnevelly, e la Cassia acutifolia o Cassia senna (Senna alessandrina),
spontanea nell'Africa tropicale e coltivata nel Sudan.

Coltivazione: Cresce dal seme in primavera, dalle talee all'inizio dell'estate e richiede abbondanza di sole.

Tempo di raccolta: Le foglie possono essere raccolte prima o durante la fioritura ed i baccelli a maturità, in autunno.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle foglie e dai baccelli.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO DELLA SENNA:


Eterosidi idrossiantracenici.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: La Cassia angustifolia presenta attività lassativa.

Avvertenze: Le preparazioni a base di foglie e frutti di senna non vanno utilizzate in presenza di ilei, né durante la gravidanza o l'allattamento o in presenza di fenomeni infiammatori del tratto gastrointestinale. Un sovradosaggio può determinare coliche addominali e l'espulsione di feci liquide.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA SENNA



Usi erboristici: I preparati di Cassia angustifolia sono risultati utili nella stipsi occasionale ed in tutte le indisposizioni in cui sia indicata una facile evacuazione intestinale con feci molli.

Usi tradizionali: Le foglie di senna sono state utilizzate per secoli, sia dalle culture occidentali che orientali, come lassativi, sotto forma di tisane o in polvere.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DELLA SENNA

Uso interno: La dose giornaliera media suggerita è di 20-30 mg di derivati idrossiantracenici, calcolati come sennoside B. Infuso: 0,5-2 g di droga tagliata in 150 ml di acqua calda. Filtrare dopo 10 minuti ed assumere 1 tazza al mattino o, preferibilmente, alla sera. La tisana può essere preparata anche ponendo la droga in acqua fredda e lasciandola macerare per 10-12 ore.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA SENNA



L'erborista inglese del Seicento Nicholas Culpeper, che fu vicino a prescrivere ogni erba per ogni malattia, non potè trattenersi dall'affermare che la senna "depura lo stomaco, purga la melanconia e la flemma da capo, cervello, polmoni, cuore, fegato e milza, depurando queglin organi dagli umori cattivi". Gli altri erboristi raccomandavano la senna in genere soltanto come lassativo. Gli indiani d'America riconobbero nella specie nativa di senna un'erba dotata di azione lassativa, ma la usarono principalmente come febbrifugo. Gli eclettici dell'Ottocento, influenzati dalla medicina indiana, ritenevano la senna "molto utile in tutte le forme di malattie febbrili in cui è auspicabile un'azione lassativa".

 

 

 


 

 

Erbe per le articolazioni

Arnica


Arnica Montana L.

 

ETIMOLOGIA

Il nome Arnica sembra che derivi dal greco ed abbia il significato di "starnuto" ovvero che fa starnutire perché le radici ed i fiori sono starnutatori. Sinonimi: Erba benedetta delle montagne, starnutella.

BOTANICA


Famiglia: Compositae

Descrizione: Erba perenne spontanea con rizoma cilindrico; fusto eretto rigido semplice alto fino a 30-60 cm, foglie ovali in rosetta le basilari, opposte e lanceolate quelle del fusto. Fiori giallo aranciati con capolini di 3-8 cm di diametro.

Habitat: Comune nei prati, pascoli e posti erbosi assolati arenaceo-granitici, umici e dacalcificati delle Alpi ed Appennino settentrionale. Attualmente è una pianta protetta.

Tempo di raccolta: Da giugno ad agosto.

Parte utilizzata: La droga è costituita dai capolini fioriti.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:

Lattoni sesquiterpenici (di cui quello di riferimento è l'elenalina).

MODALITA' D'AZIONE DELL'ARNICA



Attività: Antinfiammatorio, antiechimotico, analgesico (uso esterno).

Avvertenze: L'Arnica è una pianta da utilizzarsi solo per uso esterno e sulla pelle integra. In soggetti ipersensibili L'arnica può causare irritazioni dell'epidermide che scompaiono con l'interruzione dell'uso della pianta.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELL'ARNICA


Usi erboristici: Sempre utilizzata esternamente per il trattamento di ecchimosi,
distorsioni e come trattamento sintomatico di disturbi reumatici.

Usi tradizionali: Usata tradizionalmente nell'acqua del bagno come stimolante e
per massaggi anticellulitici e bioattivatori.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Estratti idroalcolici, secchi o liofilizzatti vengono aggiunti ad unguenti, creme e pomate ad una concentrazione variabile compresa tra il 2-5% equivalenti di pianta secca. L'utilizzo di prodotti titolati è particolarmente importante per questa pianta al fine di garantirne la massima efficacia e sicurezza.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DELL'ARNICA



In alcune zone alpine i contadini erano soliti fumarne le foglie ed aspirarne con le narici la polvere similmente al tabacco. Per questo motivo l'Arnica veniva anche chiamata tabacco di Savoia,
tabacco dei Vosgi, tabacco di montagna.

 

 

Artiglio del diavolo


Harpagophytum procumbens DC


ETIMOLOGIA

Il nome Artiglio del diavolo deriva dalla forma del suo frutto duro e spinoso che può attaccarsi al ventre degli animali che inavvertitamente li sfiorano provocandogli delle consistenti ferite.

BOTANICA



Famiglia: Pedaliaceae

Descrizione: Pianta annuale perenne, con fusti striscianti che si originano da un unico tubero.

Habitat: E' una pianta originaria dell'Africa meridionale ed orientale e si trova frequentemente nell'altopiano sudafricano del Transvaal.

Tempo di raccolta: I tuberi vengono raccolti in autunno.

Parte utilizzata: La droga è costituita dai tuberi che sono la parte della pianta particolarmente ricca di principi attivi.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Glucosidi iridoidi in particolare l'arpagoside.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: L'Artiglio del diavolo ha azione antinfiammatoria, analgesica ed amaro tonica.

Avvertenze: Le proprietà tonico amare la rendono sconsigliata in caso di irritazione ed infiammazione della mucosa dello stomaco (e.g. ulcere etc.). In individui ipersensibili possono
verificarsi leggeri disturbi gastro-intestinali soprattutto se la pianta viene assunta a dosaggi molto alti.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELL'ARTIGLIO DEL DIAVOLO


Usi erboristici: L'Artiglio del diavolo viene fondamentalmente utilizzato come antinfiammatorio nei problemi reumatici ed articolari. Le proprietà tonico-amare la rendono una pianta utile anche nella digestione difficile.

Usi tradizionali: Per questa pianta gli usi tradizionali non differiscono sostanzialmente da quelli moderni. Dalle popolazioni locali dell'Africa meridionale quali i Khoikhoin ed i Bantu viene utilizzato anche come febbrifugo e tonico.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: 2-5g di droga o preparazioni equivalenti. Nella cattiva digestione ed inappetenza sono sufficienti 1,5 g di droga al giorno o preparazioni equivalenti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULL'ARTIGLIO DEL DIAVOLO


Le sue proprietà medicinali sembra siano state scoperte dalle varie popolazioni del sud dell'Africa che la usavano in decozione per trattare problemi digestivi, forme reumatiche, artriti e per ridurre la febbre. Un aspetto curioso della pianta è la capacità dei frutti dotati di uncini di artigliare gli animali che vi si avvicinano troppo; in taluni casi l'animale rimane bloccato e muore di fame e sete, ma permette grazie all'umidità del suo corpo di far germogliare i semi della pianta. Si pensa che l'appellativo "del diavolo" sia dovuto anche a questa sua peculiarità

 

Boswellia

Boswellia serrata Roxb


ETIMOLOGIA


Il nome serrata proviene da serra (sega) con riferimento al margine dentellato delle foglie. Sinonimi B. glabra Roxb, B. thurifera Roxb.

BOTANICA



Famiglia: Burseraceae

Descrizione: Al genere Boswellia appartengono diverse specie tra cui B. sacra (Frankincese), B. frereana (African elemi), B.serrata (salai guggul). Quella attualmente ritenuta di maggior valore medicinale è la B.serrata. Si tratta di un albero di dimensioni da medie a grandi con una circonferenza di 1,2-1,8 metri ed un altezza di 9-15 metri. Produce un infiorescenza bianca a racemo di 10-12 cm. Nel loro paese d'origine è ritenuta una gradevole pianta ornamentale e viene utilizzata per alberare i viali.

Habitat: La B. serrata è nativa dell'India e del Pakistan, le altre specie correlate sono native anche di altre regioni quali l'Africa nord orientale e la Somalia.

Coltivazione: Prevalentemente di raccolta spontanea. E' alquanto resistente sia alla siccità che al gelo.

Tempo di raccolta: La oleo-gommo-resina viene raccolta da maggio fino a metà settembre quando le piogge ne interrompono di necessità la raccolta.

Parte utilizzata: Oleo-gommo-resina che viene essudata dall'albero previa incisione della corteccia. Il prodotto è così definito in quanto effettivamente composto di resina, oli essenziali ed una frazione gommosa solubile in acqua. Si presenta in gocce di colorazione giallognola.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Alcuni terpenoidi in particolare gli acidi boswellici presenti soprattutto nella frazione resinosa.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: La Boswellia possiede principalmente attività antinfiammatoria. L'azione antinfiammatoria risulta particolarmente interessante in considerazione dell'assenza di gastrolesività/ulcerogenicità della pianta.

Avvertenze: Non sono noti dalla letteratura effetti collaterali o particolari precauzioni d'uso alle dosi raccomandate.


UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA BOSWELLIA



Usi erboristici: Come antinfiammatorio nei disturbi del sistema osteomuscolare quali reumatismi, artrosi, etc., come coadiuvante nelle malattie infiammatorie intestinali ed in alcuni disturbi dell'apparato respiratorio.

Usi tradizionali: Leggero espettorante, stimolante, diaforetico ed astringente.

Uso cosmetico: Utilizzata sia nel trattamento della seborrea e pelle impura che per pelli sensibili e facilmente arrossabili.

CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO

Uso interno: Preparazioni equivalenti a 100-400 mg di acidi boswellici al giorno.

Uso esterno: La Boswellia può essere utilizzata anche in unguenti e pomate sulle articolazioni e parti doloranti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE DELLA BOSWELLIA



Avicenna (X sec.) la raccomandava nella dissenteria e nella febbre. I fumenti erano considerati utili per la bronchite e laringite. Veniva anche fatto infondere nel vino ed utilizzato come lavaggio antisettico nelle pestilenze. L'uso che forse più ci è noto è tuttavia quello cerimoniale. Secondo Erodoto l'incenso (Boswellia spp) per un ammontare di 1000 talenti in peso veniva offerto ogni anno sul grande altare del tempio di Babilonia. L'uso religioso dell'incenso era ugualmente comune in Persia, in Babilonia ed Assiria. Dai Romani l'incenso veniva utilizzato anche in cerimonie non religiose quali nelle occasioni di stato e vita domestica.

Spirea


Spirea:Filipendula ulmaria (L). Maxim

ETIMOLOGIA


Olmaria: le foglie hanno margine decisamente seghettato con nervature marcate che, a prima vista, ricordano molto le foglie dell'olmo. Sinonimi: Regina dei prati esternamente in formule appropriate per contusioni, ematomi, slogature etc.

BOTANICA



Famiglia: Rosaceae

Descrizione: E' un erba perenne di altezza fino ad un metro, con il fusto eretto poco ramificato. Le foglie lunghe fino ad unpalmo circa sono pennatosette con tre/cinque paia di segmenti grandi ovali o lanceolati. La fioritura avviene all'inizio dell'estate ed i fiori sono disposti in fitti corimbi.

Habitat: Cresce spontanea in tutte le zone collinari e montane dell'Europa, dell'America temperata e dell'Asia occidentale e settentrionale. È comune nei boschi e nelle siepi umide soprattutto lungo
i margini dei fossi e dei corsi d'acqua. In Italia si trova dal piano submontano a quello montano distribuita in tutta l'Italia settentrionale in particolare. Fiorisce tra maggio ed agosto.

Coltivazione:
La spirea ha bisogno, per uno sviluppo ottimale, di abbondanza di acqua, importante è anche una buona dotazione di humus. La propagazione viene effettuata per talea di rizoma in autunno.

Tempo di raccolta: Le sommità fiorite vengono raccolte all'inizio della fioritura usualmente in Luglio.

Parte utilizzata: La droga è costituita dalle sommità fiorite.

PRINCIPI ATTIVI DI RIFERIMENTO:


Flavonoidi titolati come spireaoside.

MODALITA' D'AZIONE



Attività: La spirea ha attività antinfiammatoria, diuretica e diaforetica (particolarmente quando assunta calda in infuso).

Avvertenze: Vista la presenza nella droga di salicilati i preparati a base di spirea sono sconsigliati a chi ha ipersensibilità verso questa classe di composti.

UTILIZZI ODIERNI PIU' COMUNI DELLA SPIREA



Usi erboristici: La spirea viene utilizzata per le sue proprietà antinfiammatorie in problemi reumatici e dell'apparato osteomuscolare. Viene inoltre suggerita some supporto nella sindrome da raffreddamento per le sue proprietà diaforetiche, e come diuretico. La spirea viene utilizzata anche esternamente in formule appropriate per contusioni, ematomi, slogature etc.

Usi tradizionali: Usato come astringente nella diarrea, come depurativo e in caso di irritazioni della mucosa gastrica (i salicilati di questa pianta infatti, al contrario dell'acido acetil salicilico, non sono gastrolesivi).


CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEI PREPARATI ED UTILIZZO DELLA SPIREA

Uso interno: Dose giornaliera media suggerita: 2-6 g di droga o preparazioni equivalenti.

STORIA, FOLCLORE E LEGGENDE SULLA SPIREA



La Spirea compare spesso nella tradizionen celtica ed anglosassone come erba sacra o simbolica. Insieme alla Menta d'acqua e alla Verbena, la Spirea entra nella terna delle erbe sacre dei druidi. I cavalieri delle saghe sassoni bevono una bevanda ottenuta da cinquanta piante tra cui vi è anche la Spirea. Per altro, l'usanza di aromatizzare vino e birra con i fiori vagamente vanigliati di questa pianta, sembra essere ancora diffusa nelle campagne inglesi. Come erba medicinale veniva usata per stimolare la sudorazione ed abbassare la febbre. Tali proprietà sono oggi correlabili al contenuto di salicilati che abbondano nei fiori e nelle foglie. Lo studio dei salicilati nel Salice e nella Spirea hanno portato alla sintesi dell'acido acetilsalicilico.

 

 

 

 

Ginepro - Lichene - Melissa
Erbe medicinali delle Alpi - Dalle erbe la salute

Ginepro - Juniperus communis

Habitat: luoghi incolti dal piano al monte.

Il ginepro contiene un olio essenziale volatile - la gineprina - che, assorbendo l'ossigeno dall'aria, depone la canfora di ginepro ed altre sostanze aromatiche.
Naturalmente la parte più usata è costituita dalle bacche di ginepro: facendone una cura intensa che inizia da cinque bacche ben masticate il primo giorno ed aumentando la dose di una bacca per ogni giorno di cura fino al massimo di quindici e, quindi, regredire fino a tornare a cinque, non solo si faranno scomparire quegli odiosi bruciori di stomaco che tanto spesso ci affliggono, ma lo stomaco stesso ne uscirà rinforzato, mentre l'appetito aumenterà di pari passo.
Questa cura può essere proficuamente sostituita da due tazze al giorno di un infuso preparato versando una tazza d'acqua bollente su sei o sette bacche di ginepro accuratamente schiacciate. L'infuso preparato con tre cucchiai di bacche di ginepro bene schiacciate ed un litro d'acqua bollente e preso nella misura di 3 o 4 tazze al giorno porterà sensibili benefici ai sofferenti di acido urico, quindi agli artritici, ai reumatici, ai gottosi, o a chi è affetto da itterizia, calcoli vescicali, idropisia cardiaca e nefritica, di leucorrea e di blenoraggia.
All'infuso fa seguito, naturalmente, il celebre vino di ginepro, preparato con 60 grammi di bacche schiacciate messe a macerare per sei giorni in un litro di buon vino bianco.

Di questo vino - diuretico e digestivo - se ne bevono due mezzi bicchieri al giorno. Per le essenze volatili in esse contenute e che vengono eliminate attraverso i polmoni, le bacche di ginepro sono pure indicate nei catarri cronici polmonari, nella tubercolosi e nell'asma. Un cucchiaio di bacche schiacciate poste in mezzo litro d'acqua bollente, danno un ottimo tè che preso ben caldo, nella misura di una tazza ogni due ore, farà sudare abbondantemente, faciliterà la respirazione, permetterà un abbondante e facile espettorazione. Anche le regole mensili saranno promosse prendendo la sera, prima di coricarsi, una tazza di tè preparato con acqua bollente e venti bacche di ginepro schiacciate. E, infine, per i numerosi malanni, acciacchi e ... bisogni invernali sarà sufficiente una buona manciata di bacche schiacciate di ginepro in un litro di vecchia grappa nostrana. Si otterrà il migliore gin di questo mondo, in grado di fugare i malanni invernali e gli altri poco sopra ricordati.

 

 

 

Ginepro - Lichene - Melissa

Lichene - Cetraria islandica

Habitat: sul terreno nudo o rocce zone montane.

E' facile in montagna imbattersi in rocce ricoperte da una pianta che vive e si sviluppa come le alghe, che si allarga, quasi, in foglie inodore, coriacee, di color rosso oliva nella faccia superiore, biancastre in quella inferiore, formando, il tutto, strani cespuglietti alti da terra sei o sette cm.
Quando una tosse secca e persistente scuote il petto, affatica il cuore e toglie il sonno è la Cetraria islandica che porta un immediato sollievo, decongestionando ogni mucosa e favorendo così una pronta espettorazione di catarro.
In questi casi si usa il decotto preparato con una mezza manciata di lichene che si fa bollire per mezz'ora in un litro di acqua. Quest'ultima di butta via e si fa ribollire il lichene per mezz'ora in un altro litro di acqua, si cola, si addolcisce con zucchero o miele, si allunga con un po' di latte e si somministra il decotto così ottenuto quattro o cinque volte al giorno, in tazzine da tè e molto caldo.
Se invece si soffre di debolezza generale, di cattiva digestione, di dissenteria cronica, di febbri intermittenti, di enterogastrite cronica, di gastrite catarrale il decotto si prepara senza rigettare la prima acqua. Ne risulterà una bevanda molto amara - che però si può zuccherare - ma molto efficace per i malanni sopra ricordati.
Se al primo decotto pettorale di lichene precedentemente ricordato - quello cioè al quale si toglie la prima acqua di ebollizione - si aggiunge mezzo cucchiaino di potassio, o calcio carbonato, e si lascia macerare il tutto per 24 ore, si otterrà una sostanza gelatinosa, costituita prevalentemente da amido di lichene. Questa gelatina, che può essere convenientemente mescolata con marmellata o amalgamata e dolcificata, a piacere, con del miele, costituisce una sostanza nutritiva di primo ordine che, mangiata, è indicatissima, inoltre, per le persone o convalescenti, nelle infiammazioni intestinali, nei raffreddori ribelli e, in particolare, per i bambini sfiancati ed esauriti dai numerosi accessi di tosse convulsa o tosse canina.

Melissa - Melissa officinalis

Habitat: terreni freschi incolti dal piano alle zone montane.

Questa erba, comunemente chiamata melissa o cedronella, cresce nei luoghi incolti, lungo le siepi, nei campi oppure è coltivata nei giardini.
Le virtù medicinali della melissa sono contenute nelle sommità fiorite, oppure nelle foglie che contengono uno speciale olio essenziale che dà alla pianta un grato odore ed un gustoso sapore di limone. La melissa è sempre stata consigliata nei postumi delle paralisi, nelle debolezze muscolari, nei tremori dei vecchi, nei languori fisici e morali susseguenti a lunghi patimenti. Così la melissa è molto indicata nelle convulsioni, nelle nevrosi, nell'isterismo ed in ogni forma patologica afferente il sistema nervoso. Risulta molto utile, ancora, nello stimolare l'appetito, nel rinforzare lo stomaco in caso di indigestioni, nell'espellere gli eccessivi e noiosi gas intestinali.
Se famoso era lo "spirito di melissa", altrettanto celebre era "l'acqua di melissa" dei Carmelitani scalzi. Quest'ultima si prepara con 150 grammi di melissa fresca o 60 di secca, 30 grammi di buccia di limone grattugiata, 15 grammi di cannella, 15 di chiodi di garofano, 15 di polvere di noci moscate, 5 grammi di radice di angelica e 5 di coriandoli. Il tutto viene bollito per cinque minuti in mezzo litro di acqua, vi si aggiunge mezzo litro di grappa e si espone al sole in un vaso ermeticamente chiuso per circa tre settimane. Alla fine si filtra e si conserva il liquido così ottenuto in bottiglie ben chiuse.
Quest'acqua di melissa si prende nella misura di un cucchiaino di caffè diluito in un po' d'acqua prima dei pasti principali. L'acqua di melissa dà gli stessi risultati se presa nella misura di trenta o quaranta gocce su di una zolla di zucchero.
Per i bambini o le persone allergiche all'alcol, l'acqua di melissa può essere sostituita, con gli stessi effetti, dal decotto. Lo si prepara bollendo per qualche minuto due cucchiai di melissa in mezzo litro d'acqua e si prende nella misura di un bicchiere prima dei pasti. Nei disturbi nervosi questo decotto sarà più efficace se con la melissa verrà bollito un cucchiaio di radici di valeriana. L'infuso, invece, preparato con un cucchiaino di melissa, uno di menta ed una tazza di acqua bollente, sarà efficace ristoro nei vomiti nervosi delle donne incinte.
Il vecchio famoso spirito di melissa è un ottimo calmante, facilita le digestioni difficili, combatte le nausee ed il vomito, ridà colore alla faccia nei frequenti mal d'auto o di mare. Si prepara con 150 grammi di melissa, 450 di alcol puro e 450 di acqua. Si mette in bottiglia, si espone al sole per tre giorni, si filtra e se ne prende un cucchiaino da caffè in una tazzina d'acqua o trenta gocce su una zolletta di zucchero tre volte al giorno.
Nelle fredde sere invernali, poi, non c'è niente di più indicato di un cucchiaio di acqua o di spirito di melissa in una tazzina di acqua molto calda da prendersi prima di coricarsi.

Acetosella - Oxalis acetosella L.
Erbe medicinali delle Alpi - Dalle erbe la salute

Acetosella - Oxalis acetosella L.

Habitat: dal piano ai 2.000 metri, nei boschi ombrosi, ricchi di humus.

Etimologia: "Oxalis" dal greco oxys=acuto, pungente e da hals=sale, per il sapore acido. "Acetosella" per il gusto acidulo che ricorda l'aceto.
L'Acetosella (Oxalis acetosella - Famiglia Ossidalaceae)) è una pianta erbacea perenne, acaule, rizomatosa, alta 8-15 cm. Molto comune, si trova nelle zone fredde e temperato-fredde dell'Europa, dell'Asia e del Nordamerica. In italia è frequente in tutta la penisola, eccetto le zone litoranee e nelle isole. Cresce nei boschi, nei luoghi ombrosi, dal piano ai 2.000 metri. Gradisce un terreno fertile, morbido e ricco di humus.
Le foglie sono trilobate, portate da un picciolo arrossato, simili a quelle del trifoglio. Col tempo piovoso si contraggono piegandosi verso il basso, assumendo l'aspetto di un piccolo ombrello. I petali e le foglie si chiudono nelle ore nottune.
Il fiore è unico sullo stelo e compare ad aprile-maggio con petali bianchi o rosati, solcati da sottili venature violette. Il frutto è una capsula allungata provvista di un particolare sistema per diffondere i semi: questi, immersi in una massa mucillagginosa, vengono sospinti attraverso una fessura che, essendo stretta ed elastica, si contrae bruscamente proiettandoli lontano con un effetto "esplosivo".
Sotto la piantina striscia un fusticino sotterraneo, che si divide formando una fitta rete negli strati superficiali del suolo.
Assaggiando le foglie si percepisce subito un gusto acidulo dovuto alla presenza notevole di acido ossalico (anche più dell'1%). Questo comporta un uso attento della pianta, che se ingerita in quantità notevoli risulta dannosa all'attività renale e può persino causare la morte. L'acetosella è nota da tempo per le sue numerose proprietà, che però si perdono in gran parte con l'essiccazione.
In campo alimentare, dal Medioevo e ancora oggi, viene usata per insaporire le insalate. Si combina con altre essenze selvatiche in salse di vario uso. Dalle foglie si ricava anche un infuso depurativo, una bevanda dissetante simile alla limonata, mentre consumate crude calmano la sete in caso di mancanza d'acqua e disinfettano le piccole ulcere del cavo orale.
Le foglie sono diuretiche, decongestionanti, depurative, astringenti, rinfrescanti, febbrifughe.
Tutta la pianta contiene acido ascorbico, biossalato di potassio, vitamina C, mucillagine. Tutto ciò la rende controindicata per chi soffre di disturbi gastrici, intestinali, epatici, di calcoli renali e biliari, di gotta. Usata esternamente serviva a preparare rimedi per pelli arrossate e infiammate, dato il suo potere antinfiammatorio e decongestionante.
Nella pratica quotidiana serviva a pulire oggetti di rame, bronzo e cuoio; il "sale di acetosa", ora ottenuto industrialmente, un tempo veniva preparato dai droghieri con l'acido ossalico contenuto nella pianta. Era usata anche per smacchiare la biancheria da ruggine e inchiostro, nonché come mordente per i colori e disincrostante per i radiatori delle automobili.

Acetosella - Oxalis acetosella L.