CURARSI CON LE ERBE

 

 

 

 

 

 

Asparago
( Asparagus officinalis )

 



Asparago Asparago
FAMIGLIA: Liliaceae
NOMI COMUNI: Sparagu, spargo, spares, corruda, viscarna, rusco, spariciu, sparau, isparagu.
LA DROGA: Le radici.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le radici si raccolgono quando la pianta e' in riposo, cioe' in autunno o in primavera. Si rimuove la terra intorno alla pianta fino a giungere alle radici e se ne recidono alcune col coltello. E' bene non raccogliere piu' di un quarto delle radici in modo che la pianta possa continuare a vegetare. Le radici raccolte si lavano, si tagliano a pezzi lunghi 5 cm. e si spaccano in due per il lungo.
PROPRIETÀ: Diuretiche, depurative, dimagranti.
PRINCIPI ATTIVI: Aminoacidi, vitamina C, sali minerali vari.


COME SI USA LA DROGA

Troppo nota per essere descritta, questa pianta ci offre la deliziosa verdura primaverile e le virtu' salutari delle radicil Le proprieta' dell'Asparago sono eminentemente diuretiche; esso e' utile quindi per tutti quei disturbi in cui la ritenzione di acqua nell'organismo provoca scompensi.

Le radici dell'Asparago giovano ai malati di cuore per eliminare l'acqua che ristagna nei tessuti per mancanza di un vigoroso circolo cardiaco, agli idropici e agli obesi. Le preparazioni a base di Asparago sono tuttavia sconsigliate a chi soffre di infiammazioni renali.

Per tornare al campo alimentare, e sotto le condizione precedentemente esposte, gia' un uso regolare dei germogli nelle preparazioni culinarie esercita una blanda ma sensibile azione diuretica.

USO INTERNO

Le radici: Per aumentare la diuresi.

Decotto: 4 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno lontano dai pasti. (non aggiungere zucchero)

USO INTERNO

Le radici: Come diuretico e aperitivo.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20º (a macero per 10 giorni). Un cucchiaio prima dei pasti.

 


CURIOSITA'

Il famoso sciroppo diuretico alle cinque radici, tanto usato un tempo, aveva questa composizione.

100 grammi di radici di Asparago, 100 grammi di radici di Finocchio, 100 grammi di radici di Prezzemolo, 100 grammi di radici di Sedano selvatico, 100 grammi di radici di Rusco, 3 litri di acqua distillata bollente, 2 Kg. di zucchero. Mettere nella meta' dell'acqua bollente le radici contuse e pestate e lasciare in infusione a caldo agitando di tanto in tanto. Passare per tela e aggiungere lo zucchero e il resto dell'acqua. Bollire per alcuni minuti e conservare, dopo filtrazione per tela, al fresco.

 

 

Betulla
( Betula pendula )


Betulla Betulla
FAMIGLIA: Betulaceae
NOMI COMUNI: Beola, bida, biula, bes, bola, spazzadorar, albora, bdol, alvaniello, vituddu, salicuni.
LA DROGA: Le gemme, la corteccia dei rami giovani, le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le gemme si raccolgono in febbraio quando sono ancora ben chiuse; la corteccia in marzo - aprile quando la pianta entra in vegetazione; le foglie si raccolgono in aprile - giugno recidendole senza picciolo.
PROPRIETÀ: Diuretiche, coleretiche, ipocolesterolemizzanti, antisettiche, astringenti, lenitive.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, resine, olio essenziale, betulina, glucosidi vari.


COME SI USA LA DROGA

La proprietà fondamentale della Betulla per uso interno è quella di stimolare la diuresi senza indurre alcun effetto secondario sgradito; è perciò usata per ridurre gli edemi (stasi di acqua nei tessuti) sia di origine renale che cardiaca, per diminuire il tasso di albumina nelle urine, favorire l'eliminazione di acido urico.

Gli infusi di foglie di Betulla hanno anche la proprietà di aumentare la fluidità della bile e diminuire il tasso di colesterolo nel sangue. Per uso esterno si sfruttano le proprietà antisettiche ed astringenti, utili alle pelli affette da acne, foruncolosi, eccessiva secrezione di sebo.

I decotti, le tinture e altri derivati della Betulla vengono utilizzati in cosmetica sia come astringenti del cuoio capelluto che come disinfettanti e deodoranti nel caso di forfora grassa. I bagni e gli impacchi di decotto di Betulla sono utili anche nel trattamento esterno coadiuvante della cellulite.

USO INTERNO

Le foglie (o le gemme): Per aumentare la diuresi, ridurre gli edemi, fluidificare la secrezione biliare, ridurre il tasso di colesterolo

Infuso: 3 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 60º (a macero per 5 giorni). Un cucchiaino due - tre volte al giorno

USO COSMETICO

L'acqua distillata della corteccia e delle foglie di Betulla è un buon tonico cutaneo. La tintura a basso grado alcoolico (20º) delle foglie è usata come capillare per l'igiene e l'irrobustimento dei capelli. L'infuso è utile per pelli grasse, acneiche, affette da foruncolosi





Borragine
( Borrago officinalis )

 



Borragine Borragine
FAMIGLIA: Borraginaceae
NOMI COMUNI: Burrage, burraxa, burros, burrascena, borrana, vorragine, vurrani, limboina, limba e boe.
LA DROGA: Le foglie, i fiori, la porzione aerea della pianta.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in aprile - giugno prima della fioritura; i fiori si recidono, appena dischiusi, in giugno - luglio; la porzione aeerea dell apianta si raccoglie in giugno - luglio tagliando la pianta a 10 cm. da terra e mondandola delle foglie secche.
PROPRIETÀ: Emollienti, espettoranti, diuretiche, sudorifere, depurative, antireumatiche, antiinfiammatorie.
PRINCIPI ATTIVI: Antociani, mucillagini, resine, nitrati di potassio.


COME SI USA LA DROGA

L'infuso di fiori di Borragine ha buone proprietà emollienti, tossifughe, espettoranti: ha anche un'effetto diuretico e depurativo. Le foglie, oltre all'effetto diuretico, sono ritenute valide, come sudorifero, nel reumatismo e nelle forme morbose eruttive caratteristiche dell'infanzia (rosolia, scarlattina ecc..) nonchè per eczemi e foruncolosi.

Per uso esterno fiori e foglie vengono utilizzati come decongestionanti ed emollienti su zone di pelle arrossata e con eruzioni cutanee.

USO INTERNO

I fiori (o le sommità fiorite): Come emolliente, espettorante e sedativo della tosse.

Infuso: 1,5 grammi in 100 ml di acqua. Tre o quattro tazzine al giorno all'occorrenza.

I fiori (o le sommità fiorite): Come diuretico e depurativo

Tintura vinosa: 3 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 5 giorni). Due - tre bicchierini al giorno.

 

USO INTERNO

Le foglie: Come diuretico e depurativo.

Decotto: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine tazzine al giorno lontano dai pasti.

USO ESTERNO

I fiori, le foglie, la parte aerea della pianta: Come emollienete, lenitivo, antipruriginoso delle mucose boccali e della pelle.

Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, sciacqui boccali, applicare compresse imbevute di infuso sulle parti interessate.

USO COSMETICO

Un pugno di fiori o foglie infusi nell'acqua del bagno è utile per la pelle impura e irritata.

 

 

Calendula
( Calendula officinalis )


Calendula Calendula
FAMIGLIA: Asteraceae (Compositae)
NOMI COMUNI: Margarita, courtesia, madalenis, gazan, calendria, primo fiore, cantinedda, frore de casa mese.
LA DROGA: I capolini, le sommità fiorite, le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: I fiori e le sommità fiorite si raccolgono preferibilmente in aprile - giugno e in settembre - novembre. I capolini si recidono con le unghie appena sotto la loro inserzione, le sommità fiorite si ottengono raccogliendo i rametti quando la maggior parte dei capolini è aperta. Le foglie si raccolgono da marzo a novembre, staccandole con le mani una per una.
PROPRIETÀ: Emmenagoghe, coleretiche, antispasmodiche, antiinfiammatorie, decongestionanti, lenitive, idratanti.
PRINCIPI ATTIVI: Caroteni, olio essenziale, mucillagini, resine.


COME SI USA LA DROGA

Le proprietà della Calendula per uso interno sono quelle di fluidificare la secrezione biliare e di regolarizzare il ciclo mestruale.
Per uso esterno la Calendula è valida per le contusioni e per le pelli arrossate e infiammate. Tradizionalmente viene utilizzata per estirpare i calli e contro i geloni.

USO INTERNO

I fiori: Per favorire le regole mensili, per attenuare i dolori addominali.

Infuso: 1 grammi in 100 ml di acqua. Una tazzina o una tazza al giorno.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 25º (a macero per 5 giorni). venti quaranta gocce al giorno.

USO ESTERNO

I fiori (o le sommità fiorite e le foglie): Per pelli e mucose fortemente arrossate, con vasi dilatati, per scottature (comprese quelle solari).

Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. fare lavaggi, sciacqui boccali, applicare compresse per 30 minuti sulle parti interessate.

Tintura: Per i geloni o per le contusioni - Diluire 10 volte con acqua o con alcool di 25º e applicare compresse imbevute sulle parti interessate.

Polpa: Per i calli - Applicare sulla parte tenendo a contatto il più possibile.

USO COSMETICO

Una manciata di fiori infusi nell'acqua molto calda del bagno (oppure il decotto) esercita un effetto addolcente, decongestionante, idratante. Le mani screpolate traggono giovamento dall'immersine, per 10 minuti, nel decotto.

 

Consolida maggiore
( Symphytum officinale )


Consolida Consolida
FAMIGLIA: Borraginaceae.
NOMI COMUNI: Burae selvagia, oegia d'aze, renegal, erba pedocchiara, regaligo, suciamele, selabatu.
LA DROGA: La radice, le foglie e le sommità fiorite.
QUANDO SI RACCOGLIE: La radice si raccoglie in autunno o in primavera; si scava con la vanga o la zappa, si lava, si taglia in pezzi di 5 - 10 cm e si seziona in due per il lungo. La radicie fresca si può raccogliere tutto l'anno. Le foglie e le sommità fiorite si raccolgono all'inizio della fioritura in giugno - agosto.
PROPRIETÀ: Astringenti, vulnerarie, antidiarroiche.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, allantoina, mucillagini.


COME SI USA LA DROGA

La Consolida maggiore è una pianta specifica per i problemi attinenti alla cicatrizzazione. Per questa sua proprietà essa era gia nota agli antichi che ne facevano un'uso appropriato. La Consolida è utile in tutte le affezioni della pelle che vanno dalle semplici infiammazioni o pruriti alle ustioni, alle ferite più o meno profonde, alle piaghe o alle ulcere varicose che non cicatrizzano normalmente.

Facendo un'eccezione al criterio di non trattare in casa affezzioni in cui l'integrità della pelle sia evidentemente compromessa, vale la pena di tentare di risolvere con la Consolida le situazioni che non traggono giovamento dai farmaci odierni.

Altro aspetto interessante è il trattamento delle ragadi e di tutte le altre forme infiammatorie e irritative dei capezzoli delle nutrici. Le proprietà della Consolida sono anche utili cosmeticamente per mantenere la pelle sana e integra.

Di questa pianta si usa prevalentemente la radice, ma analoghe proprietà, anche se più blande, esercitano le foglie e le sommità fiotite.

USO INTERNO

La radice (o le foglie): Come astringente e antidiarroico.

Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua. A cucchiai o a tazzine.

Tintura : 20 grammi in 100 ml di alcool di 60°. Venti - trenta gocce due - tre volte al giorno.

USO ESTERNO

La radice (o le foglie): Per infiammazioni, pruriti, screpolature, piaghe e ferite della pelle, per ustioni lievi.

Infuso: 10 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, sciacqui, applicare compresse imbevute di infuso sulle parti interessate.

Polpa: Applicare direttamente sulla parte interessata (utilizzare se possibile l'infuso poichè non è possibile tenere sotto controllo la "pulizia" di questo tipo di preparazione).

 

 

Coriandolo
( Coriandrum sativum )


Coriandolo Coriandolo
FAMIGLIA: Apiaceae (Umbrelliferae)
NOMI COMUNI: Colandri, coriandol, erba cimicina, pitartola, cugghiandru, coriandu.
LA DROGA: I frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: Si raccolgono le ombrelle appena tendono a maturare e si recidono insieme al loro peduncolo.
PROPRIETÀ: Aromatizzanti, aperitive, digestive, carminative, antispasmodiche, antisettiche.
PRINCIPI ATTIVI: Olio essenziale (linalolo, pinene), mucillagini, tannini.


COME SI USA LA DROGA

La pianta del Coriandolo non ha un odore piacevole, mentre i suoi frutti essicati, che ne costituiscono la droga, hanno un'aroma fresco e gradevole. I frutti del Coriandolo vengono utilizzati in molte ricette di origine orientale, nei liquori digestivi alle erbe e nei vermouth; nel settore farmaceutico le particolari caratteristiche aromatiche permettono di correggere il sapore e l'odore di molti medicinali e soprattutto quelli di taluni lassativi vegetali.

Caratteristiche più propriamente salutari del Coriandolo sono quelle di favorire i processi digestivi, di eliminare i crampi allo stomaco, i dolori colici e il mal di testa che conseguono alla cattiva digestione.

USO INTERNO

I frutti: Per favorire la digestione, eliminare i gas intestinali, attenuare i crampi addominali.

Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Uno - due cucchiai o cucchiaini generalmente dopo i pasti all'occorrenza.

Tintura : 20 grammi in 100 ml alcool di 60° (a macero per 5 giorni). Cinque - dieci gocce su zucchero o in acqua all'occorrenza.

Tintura vinosa: 2 grammi in 100 ml di vino (a macero per 5 giorni). Un bicchierino generalmente dopo i pasti.

USO COSMETICO

Un pugnetto di frutti di Coriandolo infusi nell'acqua calda del bagno e, in proporzione, in quella di pediluvi o semplici semicupi, ha effetto stimolante e deodorante.



Eufrasia
(Euphrasia officinalis)


Eufrasia Eufrasia
FAMIGLIA: Scrophulariaceae.
NOMI COMUNI: Erba per i oeggi, erba pei oci, seghersola selvatica, brusafer, eufragia.
LA DROGA: La pianta intera.
QUANDO SI RACCOGLIE: La pianta si raccoglie da luglio a settembre estirpandola dal terreno con tutta la radice; si monda della terra e dalle foglie secche.
PROPRIETÀ: Astringenti, antiinfiammatorie oculari e nasali, aperitive e digestive.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, aucuboside.


COME SI USA LA DROGA

Si dice che l'Eufrasia rafforzi l'acutezza della vista, corregga le miopie, faciliti l'adattamento dell'occhio alla luce troppo intensa. Al di là di queste proprietà ancora da sottoporre a moderne verifiche, l'Eufrasia può essere usata come antiinfiammatorio della zona oculare utile per decongestionare le palpebre, alleviare i sintomi delle congiuntiviti infettive, attenuare le irritazioni dovute a troppa esposozione al sole o a lampade.

È utile inoltre per attenuare infiammazioni e congestioni della pelle e delle mucose; autori moderni ne hanno provato l'efficacia decongestionante, mediante aerosol, nei raffreddori. Per uso interno la pianta ha la proprietà di stimolare l'appetito e i processi digestivi.

USO INTERNO

La pianta intera: Per stimolare l'appetito e favorire la digestione.

Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Una tazzina ai pasti principali.

USO ESTERNO

La pianta intera: Per decongestionare le palpebre e la zona attorno agli occhi.

Decotto: 1 grammo in 100 ml di acqua. Fare lavaggi sulla zona esterna dell'occhio e applicare compresse imbevute di decotto sulle palpebre per 15 minuti.

La pianta intera: Per le infiammazioni dell'epidermide, della bocca e della gola.

Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui e gargarismi e applicare compresse sulle zone interessate.

USO COSMETICO

L'Eufrasia, infusa nell'acqua del bagno, è utile per le pelli sensibili agli agenti atmosferici o facilmente arrossabili.


Luppolo
(Humulus lupulus)

Luppolo Luppolo
FAMIGLIA: Cannabaceae
NOMI COMUNI: Reverdixe, lupol, orticaccio, votticella, bruscandoli, lepone, lupari.
LA DROGA: Le infiorescenze femminili.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le infiorescenze femminili si raccolgono in agosto-settembre recidendole alla base senza il peduncolo.
PROPRIETÀ: Aromatizzanti, amaro-toniche, sedative della sfera nervosa e sessuale.
PRINCIPI ATTIVI: Resina, olio essenziale, flavonoidi, antociani, steroli, sostanze estrogene.


COME SI USA LA DROGA

Il Luppolo è noto soprattutto per il suo impiego nella preparazione della birra, alla quale conferisce l'inconfondibile aroma amaro e di cui aiuta la conservazione. Per le stesse caratteristiche è usato talvolta in liquori amari e digestivi.
Nei preparati domestici le infiorescenze femminili del Luppolo sono tradizionalmente impiegate, a dosi appropriate, come amaro-tonico per stimolare i processi digestivi; esse hanno inoltre proprietà sedative atte a concigliare il sonno e a moderare l'appetito sessuale. Quest'ultima proprietà è da collegare con la presenza nel Luppolo, di sostanze estrogene. La presenza di tali sostanze deve indurre, tra l'altro, a un uso moderato e non continuato dei preparati di Luppolo; un uso smodato potrebbe dare luogo a nausea, vertigini, fenomeni ipnotici.
Applicazioni esterne di infiorescenze calmano i dolori nevralgici, reumatici, e artritici.
In cosmetica il Luppolo viene impiegato per rivitalizzare e ridare turgore e luminosità alle pelli senescenti, rugose e rilassate.

USO INTERNO

Le infiorescenze: Per conciliare il sonno, alleviare gli stati ansiosi, normalizzare i processi digestivi.

Infuso: 1 grammi in 100 ml di acqua. Una-due tazzine prima di coricarsi.

Tintura : 20 grammi in 100 ml di alcool di 40° (a macero per 8 giorni). Un cucchiaino prima di coricarsi.



Mirtillo
(Vaccinium myrtillus)

Mirtillo Mirtillo
FAMIGLIA: Ericaceae
NOMI COMUNI: Puele, brignoletti, glizu, giasene, baggiolino, mortello, mertillo.
LA DROGA: Le foglie e i frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccogono in giugno - luglio, i frutti a maturità in agosto usando gli appositi pettini.
PROPRIETÀ: Astringenti, antiinfiammatorie, antisettiche, protettrici vasale e della retina.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, sostanze peptiche, acido chinico, il glucoside arbutoside, idrochinone e resine.


COME SI USA LA DROGA

I frutti del Mirtillo hanno utilissime proprietà medicinali: la più conosciuta è quella astringente intestinale e antidiarroica particolarmente adatta a bambini e persone deboli. Il Mirtillo ha inoltre buone proprietà protrettrici vasali e antiemorragiche e favorisce una pronta percezione visiva, nel caso di luce scarsa, utile ad automobilisti, sportivi, studenti.

Per uso esterno i Mirtilli sono validissimi astringenti e antiinfiammatori per il mal di gola, il raffreddore, le irritazioni e la fragilità delle gengive, i disturbi emorroidali e altri stati infiammatori della pelle legati a forme microbiche o disturbi vasali.
Le foglie sono astringenti per uso esterno.

USO INTERNO

I frutti: Per le irritazioni intestinali, per migliorare la visione crepuscolare.

Frutti: Secondo il normale consumo alimentare.

Succo: A cucchiai.

Decotto: 5 grammi in 100 ml di acqua. A tazzine.

USO ESTERNO

I frutti: Per tutte le forme infiammatorie della pelle e delle mucose accessibili.

Succo o polpa: Applicare sulle parti interessate, fare lavaggi, sciacqui e gargarismi.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool 80° ( a macero per 15 giorni ). Dieci - venti gocce in un bicchiere d'acqua per sciacqui e gargarismi.

Le foglie: Come astringente della pelle e delle mucose.

Decotto: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse imbevute di decotto.


Olivo
(Olea europea)

 


Olivo Olivo
FAMIGLIA: Oleaceae
NOMI COMUNI: Uiva, ramoliva, olia, ulivar, ulivo, piantone, auliva, gliastro, olivaru, ollastu.
LA DROGA: Le foglie e la corteccia.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si possono raccogliere tutto l'anno, la corteccia in febbraio - marzo o in ottobre - novembre, decorticando i rami eliminati con la potatura.
PROPRIETÀ: Febbrifughe, astringenti, antiinfiammatorie, regolatrici della pressione sanguigna.
PRINCIPI ATTIVI: Olio grasso (frutti), glucosidi, resine, fitosteroli, colina e oleuropeina (foglie).


COME SI USA LA DROGA

L'olio di oliva è un efficace e blando lassativo; una buona cura per chi soffre di emorroidi consiste nel prendere, al mattino, un cucchiaio di olio vergine; lo stesso olio è emolliente per uso esterno ed è un antidoto agli avvelenamenti da sostanza irritanti l'intestino.
Le foglie dell'Olivo sono note come febbrifughe, astringenti e leggermente antisettiche; esse hanno anche un'azione ipoglicemizzante e una ipotensiva, confermata da studi moderni, che abbassa la pressione massima e tende ad equilibrare la minima entro i limiti fisiologici. Queste proprietà ne consigliano un uso prudente sotto controllo medico.
Per uso esterno le foglie favoriscono la cicatrizzazione, proteggono e tonificano i vasi capillari, leniscono le morroidi infiammate. Anche la corteccia ha proprietà febbrifughe oggi superate da farmaci più efficaci.

USO INTERNO

Le foglie: Per l'ipertensione.

Infuso: 3 grammi in 100 ml di acqua. Due tazzine al giorno.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 5 giorni). Tre cucchiaini al giorno.

USO ESTERNO

Le foglie: Per lavare piaghe e ferite in caso di emergenza, per vasi superficiali dilatati, emorroidi.

Decotto: 6 grammi in 100 ml di acqua. Fare lavaggi, applicare compresse sulle parti interessate.

USO COSMETICO

L'olio è un buon emolliente per pelli secche e mitiga gli eritemi solari. Le foglie di olivo sono state oggetto di ricerche cosmetologiche, che hanno permesso di applicarne gli estratti contro diversi inestetismi della pelle.

 


 

Psillo
(Plantago psyllium)

 


Psillo Psillo
FAMIGLIA: Plantaginaceae
NOMI COMUNI: Erba pulce, semensine, smantina, psel, abissilio, pulicaria, campello, tomacchi, ipisilu, erba de pulisci.
LA DROGA: I semi.
QUANDO SI RACCOGLIE: I semi si raccolgono in luglio - agosto recidendo la pianta alla base quando buona parte dei semi è matura, ma prima che cadano spontaneamente.
PROPRIETÀ: Regolatrici intestinali, lassative, antiinfiammatorie, emollienti.
PRINCIPI ATTIVI: Mucillaggini e l' eteroside aucuboside, sali potassici, oligoelementi.


COME SI USA LA DROGA

I semi dello Psillo, già noti agli antichi, sono fra i regolatori intestinali più sicurie innocui. Le mucillaggini in essi contenute rigonfiano nel tratto intestinale e ne favoriscono l' evacuazione. Le stesse mucillaggini esercitano una buona azione antiinfiammatoria, emolliente e assorbente sulle mucose e sono altrettanto utili per le enteriti, le coliti e le dissenterie.
Per uso esterno, i decotti di semi di Psillo possono essere utilizzati per trattare infiammazioni della cavità orale e della gola, per lenire arrossamenti delle zone intime e delle emorroidi, per detergere le palpebre infiammate. I semi e le altre parti dello Psillo sono impiegati dall' industria tessile per ottenere sostanze gommose innoque e appretti per i tessuti.

USO INTERNO

I semi: Come regolatore intestinale e blando lassativo.

Semi (interi): Uno - due cucchiaini in acqua o marmellata prima di coricarsi.

I semi: Per le infiammazioni intestinali.

Decotto: 3 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.

USO ESTERNO

I semi: Per infiammazioni della pelle e le mucose.

Decotto: 5 grammi in 100 ml di acqua. Fare sciacqui, gargarismi, lavaggi, applicare compresse imbevute di decotto sulle zone interessate.

USO COSMETICO

I decotti di Psillo sono utili come lozione idratante ed emolliente sulle pelli secche e irritate dagli agenti atmosferici.
Un paio di litri di decotto si possono aggiungere all' acqua del bagno con analoghe funzioni.

 

Ribes nero
(Ribes nigrum)

Ribes nero Ribes nero
FAMIGLIA: Grossolariaceae.
NOMI COMUNI: Boessaro nero, uva rama, canestrei, uva spina nera, cassis.
LA DROGA: Le foglie e i frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in giugno - luglio, senza il picciolo, prima della fruttificazione; i frutti si raccolgono in luglio - agosto, recidendo i grappoli interi.
PROPRIETÀ: Aromatizzanti, dissetanti, vitaminizzanti, aperitive, diuretiche, depurative, astringenti, antiinfiammatorie, protrettrici vasali e della retina.
PRINCIPI ATTIVI: Acidi organici e vitamine (frutti); Tannini (foglie).


COME SI USA LA DROGA

I frutti del Ribes nero, oltre alle prerogative aromatizzanti utili per l' industria e per l' uso domestico in sciroppi, conserve, vini, colori alimentari, contengono sensibili quantità di anticiani che aumentano la percezione visiva nelle ore del crepuscolo e sono perciò utili a tutti coloro che utilizzano l' organo visivo in condizioni di luce insufficiente.
Altrettanto preziose sono le foglie, che hanno prerogative diuretiche e depurative, utili agli uricemici e ai gottosi, e antireumatiche. La tradizione popolare utilizza l' infuso delle foglie per la ranella, le idropisie, i catarri vescicali, e come antiinfiammatorio intestinale. Per uso esterno le foglie hanno proprietà astringenti della pelle e delle mucose; la polpa dei frutti è un utile rimedio per le ustioni.

USO INTERNO

I frutti: Come regolatore intestinale, diuretico, rinfrescante, depurativo.

Succo: 50 - 150 grammi al giorno.

Le foglie: Come diuretico e depurativo.

Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua.Due - tre tazzine al giorno.

Tintura vinosa: 5 grammi in 100 ml di vino rosso (a macero per 8 giorni). Due - tre bicchierini al giorno.

USO ESTERNO

I frutti: Per le ustioni e le infiammazioni della bocca e della gola.

Polpa: Applicare sulle zone interessate.

Succo (diluito): Fare sciacqui e gargarismi.

 

Ribes nero
(Ribes nigrum)

Ribes nero Ribes nero
FAMIGLIA: Grossolariaceae.
NOMI COMUNI: Boessaro nero, uva rama, canestrei, uva spina nera, cassis.
LA DROGA: Le foglie e i frutti.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in giugno - luglio, senza il picciolo, prima della fruttificazione; i frutti si raccolgono in luglio - agosto, recidendo i grappoli interi.
PROPRIETÀ: Aromatizzanti, dissetanti, vitaminizzanti, aperitive, diuretiche, depurative, astringenti, antiinfiammatorie, protrettrici vasali e della retina.
PRINCIPI ATTIVI: Acidi organici e vitamine (frutti); Tannini (foglie).


COME SI USA LA DROGA

I frutti del Ribes nero, oltre alle prerogative aromatizzanti utili per l' industria e per l' uso domestico in sciroppi, conserve, vini, colori alimentari, contengono sensibili quantità di anticiani che aumentano la percezione visiva nelle ore del crepuscolo e sono perciò utili a tutti coloro che utilizzano l' organo visivo in condizioni di luce insufficiente.
Altrettanto preziose sono le foglie, che hanno prerogative diuretiche e depurative, utili agli uricemici e ai gottosi, e antireumatiche. La tradizione popolare utilizza l' infuso delle foglie per la ranella, le idropisie, i catarri vescicali, e come antiinfiammatorio intestinale. Per uso esterno le foglie hanno proprietà astringenti della pelle e delle mucose; la polpa dei frutti è un utile rimedio per le ustioni.

USO INTERNO

I frutti: Come regolatore intestinale, diuretico, rinfrescante, depurativo.

Succo: 50 - 150 grammi al giorno.

Le foglie: Come diuretico e depurativo.

Infuso: 5 grammi in 100 ml di acqua.Due - tre tazzine al giorno.

Tintura vinosa: 5 grammi in 100 ml di vino rosso (a macero per 8 giorni). Due - tre bicchierini al giorno.

USO ESTERNO

I frutti: Per le ustioni e le infiammazioni della bocca e della gola.

Polpa: Applicare sulle zone interessate.

Succo (diluito): Fare sciacqui e gargarismi.

 

Tarassaco
(Taraxacum officinale)

Tarassaco Tarassaco
FAMIGLIA: Asteraceae
NOMI COMUNI: Sciuscion, radiciun, virasol, radec selvadech, cicoria mata, brusa oci, pessalet, dent d'allion, ingrassaporci, girasole selvatico, lapa, maroglia, missinina, pabogalu, zicoria burda.
LA DROGA: Il rizoma.
QUANDO SI RACCOGLIE: Il rizoma si raccoglie in settembre - ottobre o in febbraio, prima che la pianta fiorisca; si lava per eliminare la terra e si tagliano le radichette laterali.
PROPRIETÀ: Amaro - toniche, eupeptiche, digestive, coleretiche, colagoghe, depurative, blandamente diuretiche, lassative.
PRINCIPI ATTIVI: Carotenoidi, fitosteroli, colina, tannini. La radice contiene inoltre l' alcaloide taraxina e la sostanza amara taraxacina.


 

COME SI USA LA DROGA

Il Tarassaco o Dente di leone, è una delle erbe più note e diffuse nell' ambito terapeutico popolare. I boccioli dei fiori si mettono sott' aceto come i capperi, le foglie, giovani, crude o cotte, compongono ricercate insalate depurative, le radici tostate costituiscono un buon surrogato del caffè. L' impiego commestibile delle foglie costituisce già un buon trattamento depurativo (e vitaminizzante) valido quanto quello fatto con preparati di rizoma, che costituisce la droga vera e propria. Moderne ricerche hanno confermato che che il Tarassaco ha effettivamente proprietà coleretiche e colagoghe utili in caso di itterizia, calcoli biliari e in ogni genere di insufficienza epatica. Non sono del tutto sicure le attività diuretica e sudorifera, mentre rimangono confermate quelle amaro - toniche e digestive utili per l' inappetenza e le dispepsie. Il Tarassaco è reputato infine un blando lassativo e un lenitivo delle infiammazioni emorroidali.
Quest' erba è scarsamente usata all' estero, tuttavia, per le valide proprietà depuratrici dell' intero organismo, rappresenta indrettamente un buon presidio cosmetico poichè la sua funzione detossicante si riflette sulle pelli impure e malsane rendendole fresche e luminose. L' infuso dei fiori ha applicazione cosmetica come lozione per schiarire le efelidi.

USO INTERNO

Il rizoma: Per depurare l' organismo, stimolare le funzioni del fegato, dei reni e dell' intestino.

Succo: Fino a quattro cucchiaini al giorno

Infuso: 3 grammi in 100 ml di acqua. Fino a tre - quattro tazze al giorno, a sorsi, lontano dai pasti.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 10 giorni). Fino a tre - quattro cucchiaini al giorno lontano dai pasti.

 

Uva ursina
(Arctostaphylos uva - ursi)

Uva ursina Uva ursina
FAMIGLIA: Ericaceae
NOMI COMUNI: Uga d' ursu, busserole, ramoliva, corbesoi, seresoi d' la volp, pometti rossi, uva dell' orso, uva selvaggia.
LA DROGA: Le foglie.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in luglio - agosto, staccando quelle ben sviluppate ed evitando quelle troppo piccole e tenere.
PROPRIETÀ: Astringenti, antiinfiammatorie, antisettiche dell' apparato urinario.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, il triterpenico acido ursolico, i tre glucosidi ericolina, arbutina e metilarbutina, sali potassici in prevalenza sugli altri sali.


COME SI USA LA DROGA

L' Uva ursina è un arbusto caratterizzato da talune proprietà molto specifiche e validamente efficaci. Le foglie hanno infatti la prerogativa di trattenere le infiammazioni dell' apparato genito - urinario e in particolare le pieliti, le cistiti, le uretriti, le nefriti e in genere incontinenza, ritenzione urinaria, ipertrofia prostatica e leucorrea. L' azione dell' Uva ursina è dovuta ad una contemporanea azione antiinfiammatoria e antissettica esercitata dai principi attivi che sono presenti nella pianta,e cioè tannini, flavonoidi e glucosidi idrochinonici tra cui l' arbutina; a quest' ultima è attribuita l' azione antisettica particolare.
Le foglie di Uva ursina non hanno spiccate proprietà diuretiche, ma la loro azione antiinfiammatoria e anticatarrale favorisce la normalizzazione delle funzioni escretive.
Va ricordato che proprio i benefici principi attivi della pianta, se usati in modo non appropriato, possono dar luogo a fenomeni irritativi del tubo digerente e a veri e propi fenomeni allergici.
L' Uva ursina è una droga molto valida, tuttavia il suo uso è sconsigliabile qualora non venga approvato e seguito dal medico.
Per il loro contenuto in polifenoli, i preparati di Uva ursina per uso esterno sono considerati ottimi astringenti e antiinfiammatori. I frutti sono commestibili perchè innocui ma non molto gradevoli da mangiare.

USO INTERNO

Le foglie: Per purificare e decongestionare l' apparato urinario.

Infuso: 1,5 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.

Tintura: 20 grammi in 100 ml di alcool di 20° (a macero per 8 giorni). Due - tre cucchiaini al giorno.

 

Vite
(Vitis vinifera)

Vite Vite
FAMIGLIA: Vitaceae
NOMI COMUNI: Uga, vixe, vis, vi, vit, ua, vide, vida, ova, vigna, uva, paina, vita, vitaia, vitosa, vitacchia, igna, vitusa, viti, racina, achina, uba, vidda.
LA DROGA: Le foglie e il frutto fresco o secco.
QUANDO SI RACCOGLIE: Le foglie si raccolgono in autunno, quando sono rosse, i frutti alla loro maturità, in agosto - ottobre.
PROPRIETÀ: Diuretiche, depurative, aromatizzanti, dietetiche, stimolanti, antiinfiammatorie, protrettrici vasali.
PRINCIPI ATTIVI: Tannini, flavonoidi, acidi organici.


COME SI USA LA DROGA

La Vite è una delle piante più note e sfruttate dall' uomo. L' uva è dissetante e rinfrescante, ha un elevato valore dietetico, è utile per cure depurative e ricostituenti; i decotti di uva passa sono emollienti per la tosse e le infiammazioni della gola.
Dall' uva si ottengono vini e distillati alcoolici di elevato potere tonificante ed energetico validi, a dosi moderate, per stimolare l' appetito e la digestione, la circolazione sanguigna e la diuresi. L' aceto di vino viene usato come aromatizzante e dissetante, rinfrescante e astringente intestinale; famosi sono gli aceti aromatici resi gradevoli per infusione di spezie ed erbe odorose; opportunamente diluito, l' aceto si impiega per lavare piaghe e ferite, fare impacchi sulle contusioni, ottenere tonici e lozioni di bellezza. A gocce, l' aceto fa cessare il singhiozzo, il suo odore intenso stimola i centri nervosi e favorisce la ripresa di chi ha perso conoscenza.
Le foglie di una varietà della Vite, quella rossa, particolarmente ricche in polifenoli, hanno proprietà antiinfiammatorie e protettrici dei capillari sanguigni utili per talune affezioni venose (per varici, emorroidi, eritrosi, geloni) e per le turbe della menopausa.

USO INTERNO

Le foglie: Per disturbi circolatori.

Decotto: 4 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazze al giorno.

USO ESTERNO

Le foglie: Per i geloni e i vasi superficiali dilatati.

Decotto: 8 grammi in 100 ml di acqua. Fare impacchi sulle zone interessate.

AVVERTENZA

Prima di cogliere le foglie di Vite occorre accertarsi che non abiano subito alcun trattamento con prodotti chimici.