Perché si chiama Egitto?
Perché si chiama Egitto?

l primo ad usare il nome Aigyptos fu il poeta greco Omero.
Questa parola era la versione greca di "Hikuptah", termine che in babilonese indicava il tempio di Ptah a Menfi, noto come "Castello del Ka di Ptah".
Gli antichi Egizi, invece, chiamavano il loro paese Kenet  o Kemi cioè "terra nera", riferendosi alla feconda terra coperta dal nero limo lasciato dalle piene del Nilo.
La zona desertica era invece chiamata Dashret, "la terra rossa.
Il paese era diviso in Alto e Basso Egitto, il primo rappresentato col simbolo del giunco e il secondo con quello dell'ape (oppure rispettivamente, con il loto e con il papiro).
L'Alto Egitto comprendeva la Valle del Nilo da Assuan ad Heliopolis ( presso l'odierno Cairo).
Il Basso Egitto, invece occupava tutta l'area del Delta del Nilo.

 

Cibi e vestiti di pietra nell'aldilà


Gli antichi egizi credevano fortemente in un' altra vita nell'aldilà.
Era dunque necessario che nella tomba avessero tutto quanto gli poteva servire: manufatti, vestiti e cibo.
I parenti del defunto si attivavano affinché nulla mancasse al loro caro.
Le offerte, tuttavia, non dovevano essere esclusivamente fatte con oggetti reali. Sfruttando la credenza secondo cui la raffigurazione di una cosa "era la cosa", venivano messe nel sepolcro delle steli su cui era disegnato tutto ciò che serviva al defunto.


Perché è in basso l'Alto Egitto?


Il Nilo nasce dal centro dell'Africa uscendo dal lago Vittoria con il salto delle cascate Ripon, ad una quota di 133 m sul livello del mare.
Dopo inizia il suo lungo percorso verso Nord, ossia verso valle, verso il Mediterraneo, dunque verso quota "zero" sul livello del mare.
E' dunque ovvio che il fiume, scorre da una quota più elevata verso una più bassa; a questo allude la definizione di Alto ( la Valle, a monte ) e Basso ( il Delta ) Egitto.
Inoltre nell'antica cartografia egizia il nord si trovava in basso.

Piantina Alto e Basso Egitto

Ogni colore aveva un perché


Per gli antichi Egizi ogni colore aveva un preciso significato.
Il verde ed il turchese, che richiamavano la vegetazione e l'acqua, rappresentavano giovinezza e rigenerazione.
Il rosso era il deserto e perciò il caos ( gli egizi elencavano i nomi delle entità ritenute pericolose).
A questo colore si contrapponeva il nero della terra fecondata dal limo che simboleggiava l'eterno rinascere della natura.
Il giallo, il colore dell'oro, era associato alle membra degli dei.
Il bianco ovverosia l'argento, corrispondeva alle loro ossa.
Il blu dei lapislazzuli simboleggiava i loro capelli.
Il bianco si ricavava dal gesso o dal calcare, finemente tritato.
Per ottenere il celeste si utilizzava l'azzurrite.
Per i marroni si mescolavano ossido di ferro e pigmenti bianchi.
Il nero era ricavato dal carbone o dall'ossido di manganese.
Per il rosso si utilizzava l'ossido di ferro anidrato.
Il verde veniva prodotto polverizzando la malachite.
Per ottenere il giallo usavano l'ossido di ferro idratato.
A partire dalla XII dinastia fa la sua comparsa l'arsenico.
Il legante per i colori non è stato ancora identificato con sicurezza. Forse venivano utilizzati materiali gommosi, cera d'api e bianco d'uovo.

perchè si chiamavano piramidi?

Le stelle

Per gli egizi l'evento astronomico più importante dell'anno era la levata eliaca di Sirio (da loro chiamata Soped ) cioè quando la stella sorgeva in contemporanea con il sole, proprio nello stesso punto dell'orizzonte.
Il fenomeno celeste, che si verifica ogni anno il diciannove di luglio, era considerato l'annuncio di una prossima inondazione.
Le acque del Nilo cominciavano infatti a crescere proprio in questo periodo, trascinando con s[ il prezioso limo che si sarebbe poi depositato nei campi d'Egitto portando abbondanza e benessere.
L'avvenimento era ritenuto talmente cruciale per la vita del Paese che in concomitanza con la levata eliaca di Sirio veniva anche fatto iniziare l'anno.
Nelle loro antiche raffigurazioni pittoriche Sirio è spesso indicata come una stella tenuta in mano da una divinità maschile: si tratta di Orione creduto il trascinatore del brillantissimo astro nel cielo.
Sulle stelle circumpolari gli egizi calcolavano invece l'eternità. Erano chiamate Ikhemu-sek cioè "quelle che non conoscono il perire". Questo nome deriva loro dal fatto che non tramontano mai nel cielo notturno.
I Testi delle Piramidi affermano che a esse veniva collegata l'esistenza ultraterrena del faraone, nella speranza che la sua vita eterna potesse seguire il destino di questi astri che non scompaiono mai dalla vista dell'uomo.

La costellazione di Orione e le piramidi di Giza

 

La Religione nell'Antico Egitto

Mito della Creazione del mondo

Nella religione egiziana sono diversi i miti che riguardano la creazione del mondo; ciascuna delle grandi città sede di culti religiosi tendeva con un proprio mito a far prevalere se stessa (il proprio dio "patrono") sulle altre.

Eliopoli     (oggi Tell Hist, un sobborgo de Il Cairo)

Al principio sono le acque di Nun, il caos nelle cui profondità giace addormentato lo spirito del creatore. Da Nun emerge una collinetta sabbiosa (rappresentazione dell'Egitto), sulla quale, prendendo l'aspetto di una fenice, si posa il creatore, Atum-ra, il Sole. Atum-ra, "tenendo il fallo in pugno ed eiaculando diede vita ai gemelli Shu (dio dell'aria) e Tefnut (dio dell'umidità)". Versioni meno esplicite dicono che fu uno sputo o uno starnuto a dare vita ai gemelli. Dai due gemelli nascono Nut (il cielo) e Geb (la terra). Dice il mito che Geb e Nut, innamorati, se ne stavano tutto il tempo abbracciati, impedendo alla vita di germogliare. Atum-ra allora comanda a Shu di separarli. Shu calpesta Geb e con le mani solleva Nut (che infatti é sempre rappresentata inarcata e con le mani ed i piedi aggrappati a Geb).
Da Geb e Nut nascono Osiride, Seth, Iside e Nefhti che con Horus (figlio di Osiride ed Iside) ed i quattro dei loro progenitori formano l'Enneade.

Ermopoli    (oggi El-Aschmuneim, anticamente era Khmum)

Esiste una materia primordiale nella quale nuotano otto creature: Nun e Nanhet, le acque primigene, Het e Hanhet, lo spazio infinito, Kek e Hehet, l'oscurità, Amon e Amanuet, l'ignoto. Assieme formano l'Ogdoade. Essi fecero nascere il sole e crearono Atum. Si fusero in un grande uovo dal quale nacque il creatore. Dopo di ciò si estraniarono dall'universo creato. Questi otto dei quindi precedono l'Enneade.

Menfi   (oggi Mithahina)

Dal caos (Nun) nasce l'idea di Atum-ra che prende corpo nel cuore divino di Ptah. Quindi l'idea viene espressa dalla bocca di Ptah. Segue la creazione di tutta l'Enneade.

Teologia Predinastica

Neith (in seguito signora dei mestieri) stende il cielo nel suo telaio. Con la navetta pazientemente vi tesse il mondo. Ultimata la tessitura Neith intreccia alcune reti con le quali pesca gli esseri viventi dalle acque primigene. Quindi inventa il parto e lo esperimenta su di sè per dare vita a Ra.

ra Ra                               ra

Personificazione del dio solare, associato ad Atum (il tutto) è, secondo le teologie Eliopolita ed Ermopolita, il creatore dell'universo. Viaggiava nel cielo con il suo equipaggio su due barche: quella del giorno e quella della notte. Veniva ingoiato la sera da Nut e partorito la mattina. Da lui era stata emanata una figlia, Maat.

atum Atum                          atum

Dio principale di Eliopoli, creatore per eccellenza, fu poi identificato con il sole la sera I suoi animali sacri erano il leone, il serpente e l'icneumone.

shu Shu                               shu

Dio dell'aria secca, figlio di Atum-ra e gemello di Tefnut. Genera Geb e Nut. Nell'iconografia separava Geb da Nut.

tefnut Tefnut                   tefnut

Dea dell'aria umida, figlio di Atum-ra e gemella e sposa di Shu. Dea di Oxyrhynchos.

nut Nut                                nut

Dea del cielo, sorella e sposa di Geb, madre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi. Ingoia il sole a tramonto e lo partorisce al mattino.

geb Geb                              geb

Dio della terra, sposo e fratello di Nut, padre di Osiride, Iside, Seth e Nefthi.

osiri

Osiride                          osiri

Dio di Busiride. Figlio di Nut e Geb, é il dio-re dell'Egitto, lo sposo-fratello di Iside e il padre di Horus. Dopo la morte regna sull'aldilà dove, oltre che sovrano, é giudice supremo. Come dio della vegetazione viene spesso rappresentato in forma di mummia da cui germogliavano delle piante.

isi

Iside                              isi

Figlia di Nut e Geb, é la grande maga, la dea madre e regina. Osiride ne é lo sposo-fratello, Horus il figlio. Il suo nome significa "il trono".

seth Seth                              seth

Dio di Ombos. Figlio di Nut e Geb, fratello di Osiride, Iside e Nefthi, di quest'ultima anche sposo. Dio della siccità e del cattivo tempo, in senso lato potenza distruttrice, simbolo del male. Secondo la leggenda fu l'uccisore di suo fratello Osiride.

nefti Nefthi                         nefti

Dea di Diospolis Parva. Figlia di Geb e Nut, sorella di Osiride, Iside e Seth, di quest'ultimo anche sposa (pur non innamorata) e madre di Anubi. E' la dea della casa.

horo Horus                             horo

Dio di Behdet. Dio falco sdoppiato in Horus il Grande (Haroeris) e in Horus Bambino (Arpocrate). Figlio di Iside e Osiride, regna sull'Egitto dopo la morte del padre. I faraoni sono considerati suoi discendenti.

ptah Ptah                                 ptah

Dio di Menfi e, secondo la teologia Menfita, creatore dell'universo. La sua esistenza avrebbe preceduto quella di Atum-ra. Patrono degli scultori e dei forgiatori, il suo animale sacro era il toro Apis.

sekhmet Sekhmet                          sekhmet

Dea di Rehesu, era la dea della salute e del male nello stesso tempo, patrona della guerra e della medicina. E' raffigurata in forma leonina ed é ritenuta sposa di Ptah. Era legata a Bastet, la dea gatta, nella quale si riteneva si fosse trasformata.

nefertum Nefertum                   nefertum

Dio della regione di Menfi. Era figlio di Ptah e Sekhmet.

thot Thot                                 thot

Dio di Hermopolis. Dio della saggezza, messaggero degli dei. Nell'oltretomba assiste alla pesatura del cuore del defunto. E' generalmente rappresentato con al testa di ibis. E' il dio della scienza, della scrittura, delle arti magiche e delle fasi lunari.

anubi Anubi                     anubi

Dio sciacallo di Cinopolis, assiste Horus e Thot nella pesatura del cuore dei defunti, preposto ai segreti. E' figlio illegittimo di Osiride e di Nefthi.

hathor Hathor                       hathor

Dea di Afroditopolis e di Dendera. Dea dell'amore, patrona della musica e della danza, generalmente rappresentata nell'aspetto di vacca. Il suo emblema era il sistro.

sokar Sokar                            sokar

Dio della necropoli menfita, patrono della metallurgia e dei fabbri.

khnum Khnum                         khnum

Dio caprone di Hypselis, Esna ed Elefantina, inventore degli uomini (modellati al tornio del vasaio) e, come "Signore della cascata", regolava le piene del Nilo.

satet Satet                                   satet

Dea di Elefantina e sposa di Khnum.

anuket Anuket                           anuket

Dea dell'isola di Sehel e della prima cateratta; veniva raffigurata con un copricapo di strana foggia, forse di origine straniera. Assieme a Khnum e Satet, di cui era forse figlia, formava la triade di Elefantina.

maat Maat                                 maat

Divinità astratta, simbolo della verità e della giustizia. Figura nella cerimonia del giudizio del defunto. Dea della "regola" a cui dovevano attenersi uomini, re e dei.

neith Neith                                 neith

Dea di Sais. Il suo culto, di derivazione tribale, continua in età storia, quando diventa la divinità funeraria nota con il nome di Mehurt. Dea creatrice della guerra, in seguito dea della caccia. A Esna era compagna di Khnum.

amon Amon                         amon

In origine una delle otto divinità primordiali adorate ad Ermopoli. Diviene poi il dio supremo, la divinità solare Amon-ra. La città di Tebe é il centro principale del suo culto. Il suo nome significa "il misterioso", assieme alla moglie Muth e al figlio Khons forma la triade di Tebe. Il suo animale è l'ariete, come si può intuire dal viale cerimoniale del suo tempio principale a Karnak, uno dei più grandi ed importanti del paese.

muth Muth                             muth

Dea di una località vicino a Karnak, dove si eleva il suo tempio. La si raffigura sotto forma di donna o di avvoltoio. I copricapi delle regine, che presentano spesso le ali e una testa di avvoltoio, si intitolano alla dea, sposa di Amon.

khons Khons                      khons

Dio di Tebe associato alla luna. Con Amon e Muth formava la triade di Tebe.

Sobek Sobek

Dio coccodrillo del Fayum e di Kom Ombo, connesso alle acque ed alla fertilità. Più tardi dio creatore.

hapi Hapi                       hapi

Divinità rappresentante il Nilo. Non si tratta del fiume divinizzato, ma piuttosto del suo spirito, della sua essenza dinamica. Veniva rappresentato come uomo dai seni pesanti e dal ventre prominente, a simboleggiare abbondanza; la divinità portava sempre doni, fiori e piante.

bes

Bes

Nume protettore della casa e dei bambini.

Serket

Appartiene alla cerchia delle dee maghe, associate a Iside. Dea scorpione, era rappresentata come scorpione a testa di donna o come donna con uno scorpione in testa. Secondo le leggende locali era la madre di Harakhte (il sole all'orizzonte) e sposa di Horus.

Nun

Massa liquida primordiale da cui é emerso il dio-sole Atum-ra. Oltre che nei miti della creazione compare in quello della distruzione del genere umano come la divinità che consigliò a Ra di inviare il proprio occhio contro i ribelli.

Upuaut

L'apritore di strade.

Apis

Toro sacro, considerato incarnazione di Ptah.

Apofi

Nome del serpente che nel regno di Duat (oltretomba) lotta contro il dio sole per contrastarne l'approdo a oriente.

Heh

Milioni, associato ad altri Heh presenta le pervasività dell'aria.

Min

Dio della terra e della fecondità, appellativo di Horus. Era il dio locale di Coptos e della regione desertica tra il Nilo ed il mar Rosso, come pure di Panopolis. Veniva sempre rappresentato come dio itifallico.

Montu

Dio guerriero, patrono della guerra e delle sue arti.

Tueret

Dea ippopotamo, protettrice della casa e della gravidanza.

Seshat

Dea del destino.

Khepri

Nome che indica l'aspetto mattiniero del sole, generalmente rappresentato come scarabeo.

Imset

Figlio di Horus, dalla testa umana. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente il fegato. E' posto sotto la protezione di Iside.

Hapy

Figlio di Horus, dalla testa di babbuino. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente i polmoni. E' posto sotto la protezione di Nefthi.

Quebhsenuf

Figlio di Horus, dalla testa di falcone. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente l'intestino. E' posto sotto la protezione di Selket.

Duamutef

Figlio di Horus, dalla testa di sciacallo. Dio funerario, rappresentato sul vaso canopo contenente lo stomaco. E' posto sotto la protezione di Neith.

Bastet

Dea di Bubasti. Raffigurata con testa di gatta, fa parte di un mito che la vede ultima trasformazione del ciclo: l'occhio del sole, figlio di Ra, si era infuriato e, trasformatosi in leonessa (Sekhmet) era fuggita in Nubia; qui, raggiunta da Thot, era stata calmata dal dio. Più tranquilla, si trasformò in donna dalla testa di gatta, dall'indole pacifica.

Nekhbet

Dea avvoltoio di El Kab. Era associata alla regalità.

Uaget

Dea serpente di Buto, era patrona della regalità e associata a Nekhbet nei titoli del faraone.