ESOTERISMO

Presentazione del libro “Upui. L’arte della strega”

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 31st, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo

Alcuni pensieri sparsi.

Personalmente ho avuto la possibilità di conoscere l’arte di Upui attraverso i primi numeri di “Athame” (il bollettino del Circolo dei Trivi), nel 2002 circa, quando pubblicò diversi articoli sulla sua stregoneria istintiva e diversi disegni.
Inoltre, essendo iscritta ad alcune mailing-list a cui era iscritto anche Nicolò, leggevo i sogni che inviava ai vari gruppi e guardavo con interesse gli schemi che ne scaturivano, pensando, all’epoca, che fosse una donna..il dubbio mi è rimasto a lungo perché i suoi scritti erano ambigui dal punto di vista della sua vera identità.
Comunque, quando recentemente, nel 2006, mi ha contattata per proporsi come collaboratore di Labrys, sapevo già chi fosse dal punto di vista artistico e magico e avevo letto diverse cose nel suo sito, riguardo la sua storia, i ricordi su Gualina, gli schemi di pratica disegnati su carta e le incisioni su rame e nel frattempo avevo intuito quale fosse la realtà circa il suo essere uomo con ricordi di donna.

Reputo il percorso spirituale di Upui e la sua arte originali per diversi motivi. Intanto perché il nostro autore proviene da un percorso cattolico, voleva addirittura entrare in seminario, e – proprio dopo una particolare attività per il Gris di Torino, oltre che nel CUN, il centro ufologico nazionale – è arrivato al sentiero della Dea. In più perché la sua arte unisce il fascino dei grimori rinascimentali allo stile più fumettistico – e lo dico in senso positivo – un tipo di comunicazione più contemporanea, simpatica ed ironica.

Quando nel 2007 con Andrea Armati abbiamo potuto conoscere e incontrare direttamente Nicolò, ci siamo convinti a maggior ragione di quanto fosse importante scrivere riguardo la sua arte, anche per l’originalità dell’autore, per il suo credere profondamente in ciò che vede e sente nei suoi rituali (per quanto non pretenda di essere creduto per forza), quindi per il suo misticismo e anche per la sua fiducia in noi, nonostante ci conoscessimo relativamente da poco.

Personalmente mi sento di parlare di Upui come di un artista-medium in quanto egli stesso dice che è la sua “non mano” (ovvero quello della strega Gualina) a creare gli schemi sotto la guida degli spiriti amici e della Dea. Egli è, a mio parere, un tramite dell’ispirazione Divina o, per lo meno, di quello che per Upui è il Divino.

Quella di Nicolò, quindi, non è arte in senso stretto ma arte esoterica. Upui non è del tutto consapevole quando crea, questa è la sua caratteristica principale. E’ come se durante i rituali entrasse in trance e avesse visioni di riti e celebrazioni con la Dea (che egli si vede attuare come donna) e gli Spiriti grazie ai quali comprende delle “leggi” esoteriche e magiche che poi riporta nelle sue opere (disegni e incisioni su rame). Quindi la cosa importante è far capire come l’arte possa diventare veicolo del mondo dello spirito e del contatto tra l’uomo e il Divino.

Per chi mi chiedesse in cosa consista l’originalità della pratica di Nicolò, risponderò che a mio parere consiste nell’essere molto spontanea e istintiva e nel non appoggiarsi a cose già preconfezionate da altri e quindi di essere veramente originale. In nessun libro di Wicca o di altre forme di stregoneria contemporanea si trovano tali e simili schemi. Il nostro autore segue solo le proprie visioni. Tanto è vero che la stessa simbologia che appare nelle sue opere è molto eclettica: vi sono sia alcuni simboli usati convenzionalmente da movimenti neopagani come la Wicca sia simboli personali di Upui. Non solo. Il nostro autore utilizza anche una serie di alfabeti differenti per raccontare nei suoi schemi ciò che ha visto e sentito: Tebano, Isiaco (non solo in modo tradizionale ma anche in chiave) oltre a caratteri relativi e quindi personali.

A questo punto ci si potrà chiedere in cosa consista, invece, l’originalità del libro. Dal mio punto di vista, consiste nell’aver cercato di fondere testo ed immagini, in modo tale da farli dialogare per esaltare l’opera di Nicolò. Ci è parso che in ambito esoterico non vi fosse nulla di simile, almeno qui in Italia: l’opera che ne è risultata è a metà via tra un saggio e un libro d’arte illustrato che cerca di sviscerare l’opera di Upui sia a livello di contenuto sia a livello visivo. Un libro che, anche per chi non fosse del “settore”, sarà piacevole anche solo sfogliare.

Ma come si compone il libro? L’opera inizia con una biografia dell’autore, il quale ha cominciato il proprio percorso passando dalla sua originale intenzione di entrare in seminario e quindi dal gruppo di ricerca sulle sette, il Gris di Torino, al suo interesse per i movimenti dischisti e del CUN (Centro Ufologico Nazionale) di Torino fino a giungere alla scoperta degli amici spiriti, ai ricordi su una possibile vita passata come la strega Gualina Stabiosa e al rapporto con la Dea. Successivamente, appare un riassunto dei primi ricordi riguardanti Gualina (ricordi tutt’ora in corso, tanto è vero che l’autore sta ancora cercando di ricostruire alcuni fatti non chiariti prima), una sezione dedicata alle simbologie ricorrenti nelle opere grafiche e l’appendice in cui appaiono ulteriori ricordi recenti riguardanti un personaggio un po’ negativo che ha avuto a che fare con Gualina, tale Marcherio, i sogni e le visioni dell’autore e le interviste che gli abbiamo fatto per dare forma al libro.

Spero che questi brevi spunti possano suscitare curiosità nel lettore, tanto da voler entrare nel favoloso mondo della Strega Upui.

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 5)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 29th, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte V)

 

Voglio dire che basterebbe capovolgere il punto di vista. Ma è ovvio che questa gente non porti avanti una visione relativista della realtà (e tantomeno laica, come invece una carica istituzionale dovrebbe garantire), anzi c’è una tendenza fortemente retrograda che porta a detestare tutto ciò che non si conosce e che va al di là della propria comprensione. Inutile dire che un po’ in tutta Italia si stia verificando un ritorno pesante a certo tradizionalismo assurdo che ricorda tanto certo modo benpensante di fare anni ‘50. Ma andiamo avanti. Leggiamo l’articolo riguardante Cacciari: “Cacciari e la crociata anti-Halloween. Il primo cittadino veneziano: di Halloween non mi piace l’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario.
ROMA – «Festeggiare Halloween a Venezia? Non se ne parla proprio. Roba da Disneyland. O da Peschiera del Garda, lì dove c’è Gardaland. Noi abbiamo il Carnevale più bello, intelligente ed elegante del mondo. Perché mai dovremmo concedere spazio a qualcosa che non c’entra niente, dico niente, con le tradizioni italiane?».Mio commento: non tornerò a disquisire sul senso del Samhain/Halloween per la nostra cultura: sarebbe ora che questi signori, prima di parlare, si andassero a studiare i libri di storia e di antropologia.
Massimo Cacciari non è uomo da mezzi toni, si è visto sabato scorso con la manifestazione del Pd contro il governo Berlusconi («non ho alcun interesse a parlarne, mi importa come si organizzerà il Pd, non certo un corteo…»). Figuriamoci se può usare giri di parole per la festa più amata dai bambini italiani.
Solo dai bambini? A me risulta che le feste, di qualsiasi tipo siano, piacciano a bambini e ad adulti, perché è un modo per rendere gioioso e sacro un momento della vita, un momento dell’anno, e per stare in compagnia tra persone. Questo modo di sminuire le cose della vita mi dà molto fastidio e mi fa tanto moralismo da quattro soldi. Come dire: “ma sì, a noi cosa interessa di Halloween, è roba da bambini” per poi, magari, fiondarsi nel primo negozio a comprarsi oggetti in tema per arredare la casa perché è tanto carino e va di moda.
Perché no a Halloween, professor Cacciari? «Semplicemente perché non possiede alcun collegamento con la cultura italiana, con le vere feste delle nostre radici. Certo, mi sembra che la potenza mediatica americana riesca a imporre benissimo nel resto del mondo anche un appuntamento come Halloween. Viene da dire:
è la globalizzazione, amico mio. Ma noi possiamo ribattere: l’Italia è la patria di una meravigliosa tradizione come il Carnevale.
Venezia dal ’400 vanta il più straordinario appuntamento carnevalesco dell’intera Europa, imitato con fatica in tutto il mondo. E quindi possiamo permetterci il lusso di dire no a Halloween, nella nostra città non si festeggia, grazie mille… ».
Ma cosa c’entra il Carnevale di Venezia con Halloween?
Chi glielo tocca il Carnevale? Non è che se festeggi Halloween tu non possa festeggiare più il Carnevale..
non è una questione di chi ha la festa più bella e divertente o antica, sono cose diverse per quanto simili, visto che anche il Carnevale ha origini pagane, ma questo, ovviamente, non si può dire, se no il Vaticano ci obbligherà a non festeggiare più nemmeno il Carnevale di Venezia.
Il filosofo sindaco di Venezia se la prende anche con altre festività da calendario:
«Halloween alla fine è una delle tante feste finte, fintissime, inventate a puri scopi commerciali. Basta guardare le vetrine piene di oggetti tutti uguali per Halloween. Mi viene in mente la festa della mamma, del papà, dei nonni, e chi più ne ha più ne metta. Roba che fino a qualche decennio fa non esisteva ed è stata imposta artificialmente solo per far soldi».
A parte il fatto che, come già dimostrato più volte, Halloween non è una cosa inventata solo a scopi commerciali. Ma poi: dovremmo prendere lezioni dal Carnevale di Venezia, una città che ti spenna vivo per farti comprare maschere in ogni angolo della città? Ma ci stiamo prendendo in giro o diciamo sul serio? Cacciari pensa forse che la gente non sappia che giro di soldi porti a Venezia il Carnevale??? E facciamo lezioni morali su Halloween? Cosa non le piace, a parte l’aspetto commerciale, della festa delle Streghe? «L’aspetto tenebroso, demoniaco, mortuario, quasi di decomposizione… Qui c’è il teschio, non il puer aeternus, allegro e sorridente, che è il simbolo del Carnevale». Cacciari ammette che se comincia a parlare di Carnevale non la smette più: «La festa affonda le sue radici addirittura in un’era pre-romana. Il suo significato è legato al cambio dell’anno, alla tras-gressione nel senso più puro del termine, cioè del procedere verso il nuovo…. Lì è tutta la sua bellezza. Persino la parola è di origine incerta. Forse è Carnem- Vale, addio alla carne per la Quaresima. O potrebbe essere Carro-navale, perché nell’antica Roma Iside si presentava a bordo di un mezzo del genere».
Oh, finalmente, l’abbiamo detto. Il Carnevale è una festa pagana pre-cristiana. E, guarda un po’, anche Halloween è nata da una festa pagana legata al ciclo dell’anno, essendo il capodanno celtico. Toh, che strano.
E se parliamo, comunque, di figure del Carnevale, non si può negare che in esso appaiano esseri demoniaci ed inquietanti. Arlecchino è nato come demone (Hellchino), lo sanno tutti quelli che studiano storia del teatro e dello spettacolo. Pulcinella, invece, è una larva, un fantasma. E questo proprio perché, essendo in origine una festa primaverile, per rendere la terra fertile si davala possibilità agli esseri degli Inferi (sotto la terra, appunto) di scorrazzare liberi sulla terra per un certo periodo di tempo, per ingraziarseli e poter avere raccolti abbondanti. [5] Ma continuiamo. Il giornalista, a questo punto, chiede al Sindaco come sarà il Carnevale veneziano 2009 e lui parla dei progetti per il nuovo anno, ma la cosa interessante viene dopo: “[…] L’aspetto commerciale, nel 2009, viene messo da parte: «In pieno col sindaco Cacciari, non punteremo tanto sulla quantità di pubblico, che ormai si aggira sul milione e 200 mila presenze ogni Carnevale. Piuttosto vogliamo proporre una vera esperienza cognitiva. Un’occasione per capire e apprendere, naturalmente divertendo».
E i giovani legati a Halloween? «Io sono convinto che molti ragazzi potranno facilmente capire l’immensa differenza che esiste tra un “qualsiasi” Halloween e l’irripetibile Carnevale veneziano. Quando sento che qui in Italia si scimmiottano le streghette americane mentre a New Orleans o in Sud America impazziscono per cercare di imitare il modello veneziano divento matto…».
Articolo di Paolo Conti, del 31 ottobre 2008
[http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_31/cacciari_anti_halloween_491cce32-a71d-11dd-90c5-00144f02aabc.shtml]
Credo che non servano altri commenti: le ultime frasi si commentano tutte da sole. Ma cos’è, una gara ??? Per la serie: “chi ce l’ha più bella??” (la festa, ovviamente).
Sinceramente, mi sembrano giochetti e atteggiamentida bambini, questo sì. E per finire, un articolo dell’Ansa sempre riportato da Dafne nel suo blog:

Ansa, 2008-10-31 19:28
HALLOWEEN: FESTA DILAGA IN ITALIA E PREOCCUPA CHIESA
ROMA – La festa celtica dei morti che per una notte tornano tra i vivi dilaga in Italia, soprattutto tra i giovani, e la Chiesa lancia l’allarme. Altro che innocui ’scherzetti o dolcetti’ e zucche ritagliate per bambini: Halloween, ammonisce don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette Occulte dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, promuove “la cultura della morte” e favorisce “connivenze con il crimine e con spietate sette che non hanno alcuno scrupolo”. Per questo, è l’appello del religioso dalle colonne del quotidiano della Cei ‘Avvenire’, genitori ed educatori scoraggino stanotte i ragazzi dal partecipare ad incontri “sconosciuti, ambigui” o peggio ancora “segreti”.
“Quest’inneggiamento al macabro e all’orrore – scrive don Buonaiuto – spinge le nuove generazioni ad una mentalità magicoesoterica, attacca il sacro e i valori dello spirito attraverso una subdola iniziazione alle arti e alle immagini dell’occulto”. Una ’scomunica’ che ricorda quella rivolta dalla Chiesa nei confronti di Harry Potter, il maghetto nato dalla penna della scrittrice britannica J. K. Rowling, che ha scalato le classifiche librarie di tutto il mondo.

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 4)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 28th, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte IV)

 

Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i vari dibattiti che ne sono seguiti si sono rivelati poco accurati dal punto di vista storico e, soprattutto, alquanto impietosi verso quella che consideriamo l’unica cultura, spiritualità e religione in grado di vibrare nella nostra anima: il mondo dell’antico Paganesimo. Fa piacere che fra i vari argomenti verso i quali i/le nostri/e concittadini/e mostrano interesse vi siano quelli storici, eppure pensiamo sia quantomeno doveroso, da parte nostra, denunciare i vari errori sul piano storico e, soprattutto, difendere la memoria di quelle che consideriamo le nostre uniche radici. Ecco, dunque, una cosa che ci spinge a non rimanere con la bocca chiusa e ad andare avanti con i nostri bollettini: il desiderio di fare chiarezza in mezzo a tanto ciarpame storico e culturale. Di lavoro da fare ce n’è tanto, nel caso qualcuno decida di unirsi a noi, non potremmo che esserne lieti. […]”
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]
A mio avviso, noi neopagani abbiamo il dovere morale e culturale di informare, evitando le mistificazioni, sulla cultura pagana antica e contemporanea. E questo per evitare che si creino atteggiamenti di rifiuto verso la nostra cultura e il nostro modo di sentire e vivere, per evitare che vi siano atteggiamenti di intolleranza verso le cose minime. Mi vengono in mente, tra le altre cose, i recenti divieti di far festeggiare Halloween in diverse città italiane, come riportato ad esempio su “La Tribuna di Treviso” del 25 Ottobre 2008 [3], in cui si diceva che il sindaco della città di Oderzo avrebbe negato la celebrazione della festa di Halloween nelle strutture di proprietà pubblica, cosa avvenuta anche a Venezia da parte del Sindaco Cacciari. Infatti, come riporta Dafne Eleutheria nel suo blog per quanto riguarda il primo articolo, sulla negazione della festa ad Oderzo, si diceva che “Nessuna festa di Halloween sarà permessa in città, non per lo meno nelle strutture di proprietà pubblica. E’ la decisione del sindaco Pietro Dalla Libera che, in linea con quanto già accaduto negli ultimi due anni, ha deciso di non concedere spazi comunali alle feste del 31 ottobre dedicate alla ricorrenza tipica del mondo anglosassone. Obiettivi: tutelare le tradizioni religiose ed evitare vandalismi.” […]“La nostra è una scelta ben precisa – sottolinea il primo cittadino – siamo contrari alla celebrazione di feste che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione culturale e religiosa come nel caso specifico. Il nostro è uno spirito che intende tutelare i santi ed i defunti puntando a consolidare le tradizioni locali”. […] Quello che propongono le nostre liste civiche è un cambio di mentalità contro la dilagante perdita di valori – chiude il sindaco Dalla Libera – è essenziale proporre iniziative che rafforzino le nostre tradizioni, soprattutto religiose. Al di là di essere favorevoli alle feste, non crediamo che Halloween sia una ricorrenza che si sposa con la nostra cultura. Come può un giovane festeggiare fino alle 3 o 4 del mattina e poi alzarsi per andare in cimitero a celebrare la festività religiosa dell’ 1 novembre? Abbiamo fatto una scelta ben precisa e finché ci saremo noi non intendiamo cambiare rotta”.
Dunque, partiamo dal fatto che scelte di questo tipo siano piuttosto liberticide anziché no, come già faceva notare la nostra cara Dafne. E su questo, credo non vi sia molto altro da dire. Aggiungiamo anche che l’usanza di Halloween, per quanto sia divenuta anglosassone per ovvi motivi (nei paesi anglosassoni le antiche tradizioni pagane si sono mantenute vive più a lungo che da noi e quindi si sono poi evolute nelle festività più moderne e commerciali), ha origini antiche di stampo celtico, essendo il Samhain una festa legata a quella cultura. Non staremo a ripeterci sui suoi significati, già approfonditi in tanti libri ed articoli anche apparsi in questa rivista [4], noi sappiamo che una festa del genere ha forti e antichi legami con la nostra civiltà, per quanto la versione moderna americana sia stata “corrotta” da puri scopi commerciali (ma quale festa non la è, pensiamo al Natale …).
Sul tutelare le tradizioni religiose: quali? Solo quelle cattoliche, immagino. Come se in Italia fossimo tutti, dal primo all’ultimo, cattolici. Tutti gli altri, infatti, non esistono, ovvio. Mi sembra una posizione talmente arrogante che si commenta da sola.
I vandalismi? Come rispondevo nel blog di Dafne, inutile dire che se i vandali vogliono agire non aspettano di certo la notte di Halloween…insomma, voglio dire, le mele marce ci sono 365 giorni all’anno, purtroppo. Per quanto poi riguarda il fatto di andare al letto alle tre di notte e poi alzarsi per andare in cimitero, come rispondevo nel blog sopra citato, tra le varie opzioni che si possono trovare tra le molte altre è che la festa possa essere fatta e chi voglia andare (cristiano o meno) possa andare, mentre chi non voglia andare non ci vada a prescindere che la festa ci sia o meno, perché non gli interessa a priori. Dare, quindi, la possibilità di fare una festa piuttosto che un’altra non incide per niente sulla mentalità e “moralità” (???) delle persone. Se sei cristiano cattolico nel sangue non ti dovrebbe toccare minimamente che vi sia una festa non cattolica in giro e viceversa perché questo non dovrebbe creare in te dubbi o altro…se credi in un modo, le altre credenze o modi di vivere non ti causano scompensi interiori, al massimo un po’ di curiosità o, al contrario, indifferenza. O, per lo meno, dovrebbe essere così. Io sono pagana e non mi tange che tutte le domeniche la gente vada a messa, non ci vado perché non è più la mia via da quel dì, ma rispetto le scelte altrui (senz’altro, invece, mi infastidisce il campanile vicino a casa che batte ogni ora, anche di notte, ma questo è un altro discorso…).

 

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 4)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 28th, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte IV)

 

Un’altra questione da sollevare, a mio parere, è legata alla cultura pagana. In questo senso, è interessante questo passo dell’editoriale dei “Quaderni di Ipazia”: “[…] Le fiction televisive “Pompei”, “L’inchiesta” ed i vari dibattiti che ne sono seguiti si sono rivelati poco accurati dal punto di vista storico e, soprattutto, alquanto impietosi verso quella che consideriamo l’unica cultura, spiritualità e religione in grado di vibrare nella nostra anima: il mondo dell’antico Paganesimo. Fa piacere che fra i vari argomenti verso i quali i/le nostri/e concittadini/e mostrano interesse vi siano quelli storici, eppure pensiamo sia quantomeno doveroso, da parte nostra, denunciare i vari errori sul piano storico e, soprattutto, difendere la memoria di quelle che consideriamo le nostre uniche radici. Ecco, dunque, una cosa che ci spinge a non rimanere con la bocca chiusa e ad andare avanti con i nostri bollettini: il desiderio di fare chiarezza in mezzo a tanto ciarpame storico e culturale. Di lavoro da fare ce n’è tanto, nel caso qualcuno decida di unirsi a noi, non potremmo che esserne lieti. […]”
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]
A mio avviso, noi neopagani abbiamo il dovere morale e culturale di informare, evitando le mistificazioni, sulla cultura pagana antica e contemporanea. E questo per evitare che si creino atteggiamenti di rifiuto verso la nostra cultura e il nostro modo di sentire e vivere, per evitare che vi siano atteggiamenti di intolleranza verso le cose minime. Mi vengono in mente, tra le altre cose, i recenti divieti di far festeggiare Halloween in diverse città italiane, come riportato ad esempio su “La Tribuna di Treviso” del 25 Ottobre 2008 [3], in cui si diceva che il sindaco della città di Oderzo avrebbe negato la celebrazione della festa di Halloween nelle strutture di proprietà pubblica, cosa avvenuta anche a Venezia da parte del Sindaco Cacciari. Infatti, come riporta Dafne Eleutheria nel suo blog per quanto riguarda il primo articolo, sulla negazione della festa ad Oderzo, si diceva che “Nessuna festa di Halloween sarà permessa in città, non per lo meno nelle strutture di proprietà pubblica. E’ la decisione del sindaco Pietro Dalla Libera che, in linea con quanto già accaduto negli ultimi due anni, ha deciso di non concedere spazi comunali alle feste del 31 ottobre dedicate alla ricorrenza tipica del mondo anglosassone. Obiettivi: tutelare le tradizioni religiose ed evitare vandalismi.” […]“La nostra è una scelta ben precisa – sottolinea il primo cittadino – siamo contrari alla celebrazione di feste che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione culturale e religiosa come nel caso specifico. Il nostro è uno spirito che intende tutelare i santi ed i defunti puntando a consolidare le tradizioni locali”. […] Quello che propongono le nostre liste civiche è un cambio di mentalità contro la dilagante perdita di valori – chiude il sindaco Dalla Libera – è essenziale proporre iniziative che rafforzino le nostre tradizioni, soprattutto religiose. Al di là di essere favorevoli alle feste, non crediamo che Halloween sia una ricorrenza che si sposa con la nostra cultura. Come può un giovane festeggiare fino alle 3 o 4 del mattina e poi alzarsi per andare in cimitero a celebrare la festività religiosa dell’ 1 novembre? Abbiamo fatto una scelta ben precisa e finché ci saremo noi non intendiamo cambiare rotta”.
Dunque, partiamo dal fatto che scelte di questo tipo siano piuttosto liberticide anziché no, come già faceva notare la nostra cara Dafne. E su questo, credo non vi sia molto altro da dire. Aggiungiamo anche che l’usanza di Halloween, per quanto sia divenuta anglosassone per ovvi motivi (nei paesi anglosassoni le antiche tradizioni pagane si sono mantenute vive più a lungo che da noi e quindi si sono poi evolute nelle festività più moderne e commerciali), ha origini antiche di stampo celtico, essendo il Samhain una festa legata a quella cultura. Non staremo a ripeterci sui suoi significati, già approfonditi in tanti libri ed articoli anche apparsi in questa rivista [4], noi sappiamo che una festa del genere ha forti e antichi legami con la nostra civiltà, per quanto la versione moderna americana sia stata “corrotta” da puri scopi commerciali (ma quale festa non la è, pensiamo al Natale …).
Sul tutelare le tradizioni religiose: quali? Solo quelle cattoliche, immagino. Come se in Italia fossimo tutti, dal primo all’ultimo, cattolici. Tutti gli altri, infatti, non esistono, ovvio. Mi sembra una posizione talmente arrogante che si commenta da sola.
I vandalismi? Come rispondevo nel blog di Dafne, inutile dire che se i vandali vogliono agire non aspettano di certo la notte di Halloween…insomma, voglio dire, le mele marce ci sono 365 giorni all’anno, purtroppo. Per quanto poi riguarda il fatto di andare al letto alle tre di notte e poi alzarsi per andare in cimitero, come rispondevo nel blog sopra citato, tra le varie opzioni che si possono trovare tra le molte altre è che la festa possa essere fatta e chi voglia andare (cristiano o meno) possa andare, mentre chi non voglia andare non ci vada a prescindere che la festa ci sia o meno, perché non gli interessa a priori. Dare, quindi, la possibilità di fare una festa piuttosto che un’altra non incide per niente sulla mentalità e “moralità” (???) delle persone. Se sei cristiano cattolico nel sangue non ti dovrebbe toccare minimamente che vi sia una festa non cattolica in giro e viceversa perché questo non dovrebbe creare in te dubbi o altro…se credi in un modo, le altre credenze o modi di vivere non ti causano scompensi interiori, al massimo un po’ di curiosità o, al contrario, indifferenza. O, per lo meno, dovrebbe essere così. Io sono pagana e non mi tange che tutte le domeniche la gente vada a messa, non ci vado perché non è più la mia via da quel dì, ma rispetto le scelte altrui (senz’altro, invece, mi infastidisce il campanile vicino a casa che batte ogni ora, anche di notte, ma questo è un altro discorso…).

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 2)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 28th, 2010 - 1 Commento  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte II)

 

Spesso e volentieri io stessa mi sono chiesta se abbia senso continuare con la rivista, non lo nego. La maggior parte delle volte mi ritrovo a postare nella mailing list della rivista articoli che non so neppure se vengano mai letti da qualcuno. Poiché cadono nel totale silenzio.
Invio. E c’è silenzio. Fai una domanda per vedere di provare anche solo per 5 secondi ad attivare una piccola reazione e … silenzio. Se qualcuno risponde – e per questo lo ringrazio – solitamente si tratta sempre delle due-tre persone che so esserci e che seguono con costanza.
Ma difficilmente una voce nuova si aggiunge. E dopo anni e anni ad andare avanti così, non è facile. Ti senti davvero stupido. A che lo fai a fare? Per il tuo ego? All’ego, anche se fosse questo il motivo, non serve di certo buttare lì qualcosa che cade nel silenzio, anzi. Ti crea solo un senso di tristezza, solitudine e insensatezza. Quando per anni scrivi dicendo: “chi abbia un’idea o anche solo una domanda, mi scriva e la pubblicherò” e vedi che nessuno ha mai nulla da chiedere o da proporre, ti rendi conto che quel che scrivi forse davvero finisce nel vuoto e non serve a nulla. Poi, magari, trovi forum e gruppi di discussione pieni di gente che discute insultandosi su scemenze, mandandosi le maledizioni via mail, minacciandosi a vicenda di denunciarsi e cose di questo tipo e ti chiedi: ma quale contributo dà una situazione del genere al movimento? Non ci farà apparire come un sacco di gente che davvero segue un percorso solo per moda e non perché senta davvero qualcosa d’altro, il Divino, un’energia che va oltre a ciò che si vede con gli occhi? Eppure, nonostante queste strane contraddizioni, di persone che scrivano in giro e facciano studi più o meno seri ce ne sono: nascono di continuo bollettini e riviste, cartacee o on-line, forum e gruppi, il che è rassicurante e positivo; ma è un po’ come se i creatori di questi progetti fossero spinti da un’esigenza interiore che non corrisponde all’esigenza esterna, che non corrisponde, cioè, ad una richiesta alla pari con il loro bisogno di far conoscere ed informare, a loro modo, gli altri, ovvero quelli che non scrivono. Un po’ come se si scrivesse più per sé, per il proprio bisogno, che non per gli altri e per un’esigenza esterna esistente. Spesso mi sono chiesta se qualcuno pensi di me la stessa cosa, cioè che scrivo solo per il mio ego o cose di questo tipo. Chi pubblica – senza scopo di lucro come la maggior parte delle fanzine e delle riviste di questo ambito – lo fa con il solo scopo di divulgare e rendersi utile, ma spesso non riceve quasi nulla in cambio: né attenzione né un minimo di soddisfazione nel farlo, se non sempre da quelle due-tre persone. Per carità, non che uno fondi una rivista, un sito o altro sperando di ricevere qualcosa in cambio: se no, non ci sarebbe il puro spirito di studio e di informazione libera. Ma alle volte sembra di parlare davvero a vuoto. E quelli che danno un vero contributo sono sempre i soliti che girano. Eppure i forum e le mailing list sono pieni di iscritti. Quindi la partecipazione dovrebbe esserci. Ma non sempre appare, non sempre è così manifesta. Spesso si rivolge una domanda ad un pubblico virtuale che neppure risponde,che non fa conoscere la propria opinione, e ti chiedi: ma per quale motivo allora si sono iscritti? Non voglio credere che alle persone piaccia ricevere sempre e solo la “pappa pronta”. Spesso penso: romperò le scatole ad un sacco di gente con i miei articoli, prima o poi si diranno “che due scatole!, ma perché questa continua a blaterare?” Mi dispiacerebbe davvero tanto se una cosa di questo tipo accadesse, perché il mio scopo non è quella di stressare o rompere le uova nel paniere, ma cercare di dare un contributo, per quanto piccolo, alla comunità neopagana italiana. Personalmente, sono iscritta ad un sacco di gruppi ed anch’io, è vero, non sono molto attiva nelle altre ml ma nella maggior parte dei casi mi sono iscritta perché dai gruppi posso trarre nuove informazioni da inoltrare agli iscritti del mio gruppo e fare “pubblicità” a movimenti ed associazioni neopagane…perché è bello far sapere cosa fa chi. E’ fondamentale, perché è l’unico modo per far circolare notizie e idee. Spesso, anche, ho avvisato i gestori di altre ml che non avrei potuto scrivere per motivi di tempo, perché già Labrys è un grosso impegno.
Ma è mai possibile che tutte, proprio tutte, le persone iscritte non abbiano mai neppure due minuti di tempo per fare un commento? Alla fin fine, a differenza che negli incontri “fisici” in cui serve tanto tempo per spostarsi e magari fermarsi in un luogo, benzina e costi di vario tipo, scrivere due righe in una mailing list non costa nulla, se non qualche minuto del proprio tempo. E uno non deve neppure farlo spesso…ma basterebbe qualche volta far capire che “sì, esisto, ci sono, non cade tutto nel nulla”. Questo è un problema che mi pongo davvero spesso. Un altro punto è legato forse all’Ego e al vivere in modo solipsistico, ovvero come se chi scrive non dovesse leggere gli altri. Personalmente, appena ne ho l’opportunità, cerco di leggere le opere degli altri perché se no come potrei crescere mentalmente e culturalmente?
E’ un po’ il problema che mi sono trovata davanti ad alcuni vecchi amici che fanno gli artisti. Personalmente amo osservare le opere e le mostre altrui: non mi toglie nulla, non è che il successo di uno tolga qualcosa a me, anzi: sono molto felice della riuscita altrui e grazie all’arte di un’altra persona posso arricchirmi interiormente in un modo tale che se ne rimanessi estranea non mi capiterebbe. Eppure, chissà perché, da parte degli altri non è mai così. Mai che ti diano una soddisfazione, mai che vengano a vedere quello che hai realizzato perché sarebbe, forse, come ammettere che tu hai realizzato una cosa a cui loro non hanno mai pensato. Ma è normale che sia così, è bello che sia così: siamo tutti diversi, abbiamo passioni e interessi e capacità diverse, se no sai la noia? E invece…Ecco, forse è anche questo che ho ritrovato nei due testi sopra citati: qualcosa che appartiene anche a me, un non poter mai ricevere una piccola soddisfazione da persone che ti circondando tutti i giorni e che sarebbe bello se volessero collaborare per realizzare qualcosa insieme. Forse l’ego ele incomprensioni a causa di questo è davvero uno dei peggiori mali di questa realtà fisica. Il vero motivo per cui anche tanti gruppi si sciolgono, lasciano tanta amarezza in bocca. Un esempio che mi viene in mente è anche la fine di MadreDea….Un vero peccato. Da quel che riporta il sito [2] dell’associazione culturale – tra l’altro tutto al femminile – con delibera dell’8 settembre 2008 del direttivo, è stata presa la decisione di chiudere l’associazione. I motivi citati nel testo sarebbero la mancanza di tempo per gestire gli eventi da parte della maggioranza dei membri del direttivo – cosa, questa, piuttosto comprensibile – e anche per “inconciliabili diversità di opinione tra le socie fondatrici”. Per favore, vi prego, ditemi che non è per una questione di ego che anche un gruppo di questo tipo si è sciolto. E’ il male del nostro movimento e sapere che si infiltra ovunque come una malattia endemica non ci fa bene, non fa bene a nessuno di noi. Siamo esseri umani, è vero, quindi è naturale non trovarsi sempre d’accordo. Ma lo scopo di realizzare qualcosa in comune dovrebbe essere più alto dei singoli punti di vista, ci sarà un modo per venirsi incontro … almeno, io lo spero.
Sempre l’ego è la causa anche del fatto che ci sia tanta competizione tra tradizioni e gruppi neopagani diversi invece che la collaborazione. Gente che pensa a strani complotti, al mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda per far concorrenza ad un gruppo piuttosto che ad un altro, un modo per spendere energia in rabbia e antagonismo che uccide il movimento e che ci rende vulnerabili e attaccabili troppo facilmente dall’esterno, soprattutto da quelle forze e da quei poteri tradizionalisti di certa matrice cattolica che non vedono l’ora di trovare i nostri punti deboli per farci apparire gente priva di serietà. Un grosso baraccone, insomma. Eppure, ci sono persone che vogliono evitare di dare questa immagine e vanno avanti, credendo nel proprio sogno, scrivendo e cercando di divulgare idee e informazioni il più possibile. Occorre andare avanti, proprio come vogliono continuare a fare gli autori de I quaderni di Ipazia e come hanno fatto, anche con altre pubblicazioni, persone che provenivano dall’esperienza di Sacre Radici. E come vorrei fare io. L’ego, l’indifferenza e il troppo individualismo sfrenato uccidono, uccidono tutto lasciando dietro di sé solo odore di bruciato, speranze infrante, amarezza in bocca e mancanza di coesione all’interno del movimento neopagano. Per questo non ringrazierò mai abbastanza le poche persone che seguono con interesse Labrys e che collaborano a realizzarlo: perché anche se rimarranno solo una o due varrà la pena andare avanti, anche solo per loro. Grazie. Significa che qualcosa resta, che non tutto è perduto.
Ma pensiamoci, per favore. Non lasciamo che l’indifferenza vinca su tutto. E ditemi cosa ne pensate, per piacere, non rimanete in silenzio…

 

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 3)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 27th, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte III)

 

Il rapporto con i mass media

In riferimento a Sacre Radici e alla sua descrizione apparsa nel testo del Ministero dell’Interno riguardante sette e movimenti magici in Italia: “[…]“E’ un fulmine a ciel sereno – dice il sindaco di Cremeno, Roberto Rota – non ne ho mai sentito parlare. Questo mi preoccupa ancora di più, visto che in casi del genere l’agire nell’ombra senza farsi scoprire è sinonimo di organizzazione, di grande organizzazione. Faremo dei controlli, ma non vorrei neppure che il caso s’ingrossasse più del dovuto, visto che non abbiamo mai avuto problemi su questo fronte.” Continuando nell’esame del documento del Ministero dell’Interno, alla luce anche di quello che è successo nella notte tra sabato e domenica a Lecco, il capitolo più interessante – preoccupante- è quello dedicato al satanismo dove vengono schematizzate quattro componenti. Si tratta del satanismo occultista che dissacra, rovesciandoli, emblemi del cattolicesimo. […]” [Testo tratto da un articolo apparso su La Provincia di Lecco l’11 marzo 1999, corredato di una grande fotografia di una scritta satanica – il 666 e la croce rovesciata – all’ingresso della chiesa parrocchiale di Bonacina]. “Cremeno. Bocche cucite in paese. Nessuno sembra saper niente della setta “Sacre Radici”, fondata nel 1994 con la denominazione di Federazione Pagana. Non ne sa nulla il primo cittadino Roberto Rota, che comunque è deciso a prendere informazioni dettagliate sul caso. Anche se chiaramente si troverà ad affrontare un muro di gomma visto che riuscire a mettersi in contatto con i seguaci delle “Sacre Radici” sembra a dir poco difficile. Tra le tesi più quotate si fa largo quella che la setta, abbia casualmente posto la sua sede a Cremeno. Forse attratti dalle bellezze naturalistiche in grado di dare maggiore intensità alla matrice religiosa panteista, a cui fanno riferimento. […] Il fatto lascia davvero a bocca aperta, tanto che anche il parroco di Cremeno e Cassina, don Gianni Dell’Oro, in servizio dal 1° settembre scorso, appare sconcertato. “Sono qui da pochi mesi e non ho mai sentito parlare di questa setta, però se fosse una cosa concreta e ben radicata sul territorio ne sarei stato informato. Non saprei neppure cosa dire, visto che non conosco concretamente le loro idee, e non so da cosa siano spinti. In casi come questi è bene andare con i piedi di piombo senza ingigantire i fatti, certo una cosa del genere fa pensare.” Fa pensare sul serio visto che il sodalizio da opera di proselitismo, soprattutto nell’ambito delle manifestazioni ambientaliste, oltre a pubblicare, ogni sei mesi, una propria rivista, “Mercurio”, che non si acquista certamente in edicola, ma che viene usata quale mezzo di informazione per i seguaci, oltre che per attirare nuovi adepti. Anche l’assessore Mauro Invernizzi […] è all’oscuro di questo movimento, invita “chiunque sappia qualcosa a rivolgersi in comune. E’ meglio sapere sempre cosa succede sul proprio territorio e fenomeni del genere vanno tenuti sotto controllo anche se non sono nocivi”. […] di una cosa siamo certi una notizia del genere riuscirà a scatenare molta curiosità, soprattutto in un paese piccolo come Cremeno, dove la parrocchia è ancora uno dei pochi punti di riferimento importanti.”
[Testo tratto da un articolo di Paola Sandionigi, tratto da “La provincia di Lecco”, venerdì 12 marzo 1999]

“Sacre Radici. La setta, fondata nel 1994 con la denominazione di “Federazione Pagana”, ha una matrice religiosa di chiaro contenuto panteista, dichiarando che tutto quanto ci circonda è sacro, perché possiede in sé un’entità metafisica superiore. Le linee essenziali di tale dottrina sono state stralciate direttamente da tutti i credi precristiani, da quelli di origine indiana e dallo sciamanesimo.
La fondatrice è una donna nordamericana, coniugata con un italiano; entrambi si definiscono “gli sciamani d’Europa”.
Il sodalizio fa opera di proselitismo, oltre che nelle manifestazioni di stampo ambientalista, anche attraverso la diffusione di un semestrale denominato “Mercurio” – Pubblicazione interna dell’associazione Sacre Radici”. Sede: Cremeno (LC) Totale aderenti: non quantificato.”
[Testo tratto da “Sette religiose e movimenti magici in Italia” del Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – 2001, pagg. 109-110]

“L’ombra del satanismo si allunga sulla mattanza di Sestri Ponente. Alimentata dagli oggetti raccolti dalla polizia nella casa dei due fratelli arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di aver massacrato a coltellate l’amico e compagno di band: «Manoscritti,pensieri e disegni riconducibili al fenomeno del satanismo», si legge sul verbale di sequestro firmato dalla polizia dopo la perquisizione.
Il giovane chitarrista, ormai fuori pericolo, ha ricostruito con gli inquirenti la dinamica dell’aggressione («Ha iniziato lui, poi lei ha continuato mentre il fratello la incitava a finirmi») ma ancora non riesce a spiegarsi il perché di un simile accanimento. Gli stessi inquirenti sono al lavoro per trovare un senso a questa vicenda, che non credono si possa ridurre all’esito violento e folle di un litigio scoppiato in sala prove per un accordo musicale sbagliato.
Inevitabile che le indagini si concentrino sul materiale trovato nell’abitazione dei due fratelli. Manoscritti, schizzi, un diario. E poi un computer, una rubrica e il ceppo dei coltelli da cucina dal quale era stata presa l’arma del delitto, portata in borsa dalla cantante. Non si tratterebbe esclusivamente di testi riguardanti la religione wicca, alla quale i due ragazzi si ispiravano, fenomeno che non ha nulla a che vedere con il satanismo e tantomeno con il genere musicale del gothic metal. Ci sarebbero anche altri documenti ritenuti «interessanti» per capire la mentalità e le inclinazioni dei due ragazzi. «La regola principale dei wiccan, come si definisce chi si ispira a quella corrente naturalistica, è “fa’ tutto quello che vuoi, ma non fare del male agli altri o ti tornerà triplicato” », spiega al Secolo XIX Mirko P., 20 anni, il tastierista della band di cui facevano parte la cantante e il fratello bassista: «I wiccan sono persone pacifiche
dedite alla Natura, molto spesso nei rituali si celebra la comunione con i quattro elementi: Terra, Aria, Fuoco e Acqua. Ripeto, quella religione non ha nulla a che vedere con le azioni compiute da quei due. La wicca professa la pace! Cristina e A. ne avranno avuto una visione distorta, come immagino anche del Satanismo». […]”
[Articolo tratto da IL SECOLO XIX - L'ombra del satanismo sull'agguato del chitarrista di Graziano Cetara dell’11 dicembre 2008]
Perché ho citato questi testi? Be’, intanto perché rendersi conto ogni volta che chi dovrebbe fare informazione non la fa ma crea soltanto confusione è sempre triste. In realtà, ho citato questi testi perché li avevo facilmente sottomano ma se ne potrebbero trovare in giro molti altri, in cui si mescolano cose che non c’entrano nulla fra loro. La cosa interessante è, per quanto riguarda Sacre Radici, che un’associazione culturale panteista che professava, tra il resto, l’amore per la natura, venisse percepita come una setta e come qualcosa di minaccioso. E che il fatto che usasse un bollettino per tenere informati i propri iscritti potesse essere ritenuta opera di proselitismo, senza contare che in quasi ogni parrocchia cattolica esiste, ormai, un bollettino. E’ opera di proselitismo anche questa? Forse molto di più, visto che i cristiani e soprattutto i cattolici puntano sull’idea di evangelizzazione, cosa sconosciuta ai pagani. Ma forse, questo qualcuno lo dovrebbe fare presente alle autorità. Un’associazione culturale non ha adepti, ha semplicemente degli iscritti, questa è la differenza tra una setta e un’associazione. Ma anche se fosse stato un gruppo chiuso – e questo lo dico non amando i gruppi chiusi e settari – rimane sempre il fatto che ci sono gruppi e gruppi. Anche un gruppo che fa semplice meditazione potrebbe passare per setta, ma non per questo andrebbe messa alla pari di gente che pratica cose pericolose per sé e per gli altri. Ma andiamo avanti. Il pensare che qualcosa non si conosca e quindi per questo debba per forza avere dietro una “grande organizzazione” è davvero ridicola. Come se io domani fondassi un’associazione culturale (in modo regolare: le associazioni, solitamente, devono essere registrate all’agenzia delle entrate) e lo andassi a urlare in paese ai quattro venti. Perché mai dovrei farlo? A chi interesserebbe se non alle persone che possono condividere un interesse comune al mio? Mah. Oltre a questo, la cosa davvero sconvolgente è che si voglia a tutti costi demonizzare tutto il demonizzabile. Non siete satanisti ma vi presentiamo accanto ai satanisti; non siete satanisti ma vi accomuniamo a loro, alle sette pericolose, vi mettiamo anche un bel 666 in piena pagina così la prima cosa che la gente vede è quella e a quello associa il vostro nome, il vostro pensiero. Parliamo di un assassinio a sfondo satanico e toh, ci metto in mezzo che i due ragazzi assassini avevano con sé anche libri di Wicca che, per fortuna almeno è stato detto, “non c’entrava nulla”, i “wiccan sono pacifici”. Meno male. Come dire: ma sì, vi abbiamo messi in mezzo in qualche modo, però abbiamo detto che non c’entrate. E’ già qualcosa, per carità, ma NON BASTA. Qui occorre “mettere i puntini sulle i”, dire le cose come stanno, non mescolare le carte in tavola. Questa è DISINFORMAZIONE. Ma non per pura ignoranza, che sarebbe pure abbastanza comprensibile, anche se non accettabile. Qui c’è la programmatica VOLONTA’ di fare apparire qualcosa in un modo diverso da quel che e’. E questo avviene tutt’oggi, a distanza di anni. Quante volte sentiamo chiamare la Wicca e il Neopaganesimo “setta” dai mass media? E quante volte, se vengono ritrovate tracce di riti satanici, si definiscono genericamente “esoterici” in modo da far coincidere satanismo ed esoterismo? Quante volte? E’ mai possibile che sia solo ignoranza? Ne dubito fortemente.
Questa è disinformazione fatta apposta per spaventare la gente e per farci passare per qualcosa che non siamo. Per questo dico che come Neopagani abbiamo il dovere morale di far capire cosa siamo e facciamo in realtà, far capire che non siamo una minaccia o gente che gioca a fare le streghette, ma che siamo persone con un cammino spirituale ben definito che punta alla propria evoluzione spirituale e quindi – direttamente o indirettamente – all’evoluzione spirituale della società. Le cose, negli anni, saranno forse migliorate, ma si deve pretendere che i mass media si informino maggiormente, prima di fare servizi di questo genere e, soprattutto, che non ci sia la volontà di demonizzare ciò che esula dalla visione vaticanista e tradizionale cattolica. Occorre lavorare su questo punto e quindi ogni tipo di mezzo di informazione valido per farlo va usato in questo modo: blog e siti, riviste on-line o cartacee. Fare vera informazione sul movimento, sui suoi aspetti positivi e negativi, in modo obiettivo.

 

 

Riflessioni sul movimento NeoPagano (parte 1)

Scritto da sarahdeglispiriti - gennaio 27th, 2010 - 0 Commenti  
Pubblicato sotto Esoterismo, Teorie

Come apparso su Rivista Labrys anno III, n. 12, Samhain-Yule 2008, “Una Piccola Riflessione personale sul Movimento Neopagano” di Sarah Bernini. (Parte I)

 

Ad ottobre, per una serie di coincidenze particolari, ho ricevuto del materiale molto interessante legato a due volti differenti del movimento italiano neopagano che presentavano, nonostante i periodi temporali differenti, alcuni forti punti in comune. Infatti, contemporaneamente ho avuto la fortuna di ricevere da Roberto Fattore una grossa quantità di materiale, grazie ad uno scambio, riguardante una delle prime associazioni culturali pagane italiane, “Sacre Radici”; e, nello stesso periodo, ho ricevuto l’ultimo bollettino uscito dei “Quaderni di Ipazia” da parte di Dafne Eleutheria. Ringrazio entrambi, oltre che per la gentilezza e la disponibilità dimostratami, anche perché mi hanno dato la possibilità di notare alcune cose che già avevo notato io stessa nella mia piccola esperienza con “Labrys”. Premetto che quelle che seguiranno sono solo mie personali riflessioni che non hanno la pretesa di essere spacciate per la realtà: ho solo pensato fossero interessanti certe coincidenze e mi sono chiesta da cosa potessero essere causate e, nel caso la situazione fosse davvero come mi è parsa, quali possano esserne i motivi.

Indifferenza

“Fine corsa … Il 10 settembre, come già annunciato nel numero precedente di Mercurio, si è tenuto un incontro per decidere il futuro di Sacre Radici. A questo incontro erano presenti solo quattro persone, quelle che negli ultimi tempi hanno portato avanti le iniziative dell’associazione (il bollettino e le feste annuali). Già questa circostanza la dice lunga sulle condizioni attuali di Sacre Radici…Dopo una serena e tranquilla discussione, il gruppo direttivo ha deciso all’unanimità di sospendere le attività dell’associazione, tra cui la pubblicazione di Mercurio. Quello che state leggendo è quindi l’ultimo numero del bollettino. Si è trattata di una decisione spiacevole ma necessaria, in quanto non c’erano alternative. Sacre Radici era nata come un’associazione a rete, un network che doveva servire a tenere in contatto tra loro persone e gruppi interessati a vivere le religioni della Natura in Italia. Certo in questa idea di fondo era presente un forte elemento di debolezza, cioè la forte dispersione degli associati su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, abbiamo sempre sperato che col tempo si creassero gruppi locali, “nuclei di resistenza sul territorio” in grado di darci una mano nell’organizzazione delle attività e capaci inoltre di proporre e portare avanti nuove iniziative. Questo purtroppo non si è verificato e con l’eccezione dell’Istituto Mediterraneo di Studi Politeisti di Marostica (realtà peraltro preesistente e alla quale va tutta la nostra gratitudine per l’aiuto offertoci) non si è coagulato nessun gruppo intorno alle nostre iniziative. Fino a quando Zoe è rimasta con noi, queste difficoltà le abbiamo ignorate, ma con la sua partenza siamo entrati in una fase di crisi profonda. Molti associati non hanno rinnovato l’abbonamento né si sono fatti più vivi: forse in Zoe vedevano una presenza carismatica essenziale per la vita dell’associazione, la quale senza di lei perdeva ai loro occhi ogni interesse. Questa forte diminuzione di associati, non compensata dalle pochissime nuove iscrizioni, ha reso difficile anche l’organizzazione delle attività di Sacre Radici. Non ha senso farsi un c…così per organizzare una festa di Beltane o Samhain e ritrovarsi poi in quattro gatti. Non ha senso pubblicare un bollettino ove appaiono sempre e solo gli interventi delle solite 2-3 persone. Se poi tutti gli sforzi organizzativi devono ricadere unicamente sul gruppo direttivo, si capisce bene che continuare è impossibile. In queste condizioni è poi inutile pensare a nuove iniziative! Pertanto, la decisione che abbiamo preso ci è sembrata l’unica possibile, a questo punto. Ci eravamo forse illusi che col tempo le cose migliorassero ma questo non è avvenuto e ora dobbiamo fare i conti con la realtà. Ma siccome siamo degli inguaribili sognatori idealisti, la nostra è una sospensione, non una morte definitiva: se in futuro si verificassero circostanze tali da permettere in qualche modo la ripresa delle attività, noi saremo pronti a riprendere il cammino […] Riteniamo tuttavia che sia inutile stare a discutere sui motivi che hanno condotto a questa crisi. Forse noi non abbiamo avuto abbastanza carisma per guidare un movimento ma noi siamo quello che siamo e non possiamo cambiare. Forse viviamo in un paese non ancora pronto a ricevere il messaggio pagano: di certo non abbiamo assistito in tutti questi anni [1] a nessuna fioritura di gruppi pagani (al contrario stiamo assistendo ad una forte ripresa del più bieco clericalismo cattolico…)
[Testo tratto dall’ editoriale di “Mercurio” n.10, Samhain 2000]

“Rieccoci qui con il nostro bollettino dopo un anno di silenzio. L’indifferenza con la quale i nostri bollettini sono stati sempre accolti ci ha fatto pensare che continuare a pubblicarli costituiva solo una perdita di tempo e di energie. Nelle nostre intenzioni il loro scopo era quello di stimolare discussioni, dibattiti, prese di posizione su tutta una serie di argomenti, suggerimenti per iniziare nuove iniziative, ecc., e invece…. nulla, una triste indifferenza ha sempre accolto la loro uscita, anche ora che sono gratuitamente scaricabili dal sito www.anticamadre.net.
Tuttavia ci sono cose che ci hanno suggerito di provare a riprenderne la pubblicazione nella speranza di poterci confrontare su temi che penso possano essere di grande interesse per tutte le persone che si considerano “pagane” […].”
[Testo tratto dall’editoriale di I Quaderni di Ipatia, n.10 – Primavera 2783 – 2821 – 2760 ab Urbe condita tratto da http://anticamadre.net/testipdf/I_Quaderni_di_Ipatia_10.pdf, 2007]

Cos’hanno questi due testi, apparentemente molto distanti tra loro, sia temporalmente che per tipo di esperienza culturale, per quanto rientrino entrambi nell’ambito del neopaganesimo italiano? Il fil rouge che appare nei due testi è il tema dell’indifferenza da parte delle stesse persone facenti parte del movimento neopagano, un qualcosa che fa davvero molto male a chi si dà tanto da fare per far sì che le idee circolino e le persone siano sempre aggiornate su ciò che avviene e su quel che si studia in questo ambito. La divulgazione è l’anima di un movimento, in quanto tiene in contatto persone distanti tra loro e fa sapere cose che in altri modi, magari, sarebbe più difficile reperire, soprattutto per chi non vive nei grandi centri abitati, rischiando di sentirsi tagliato fuori a causa del provincialismo culturale che si trova un po’ ovunque, per lo meno qui in Italia (non ho la pretesa di sapere come funzioni all’estero: se qualcuno volesse farci sapere come funziona altrove, ben venga).
Nel testo di Sacre Radici ci si chiede se il motivo della fine dell’associazione e di questo movimento sia stata causata da mancanza di carisma – una volta fuoriuscita Zoe Redbear, praticante wiccan legata al movimento Reclaiming di Starhawk e fondatrice dell’associazione citata – o perché il periodo non fosse quello giusto.
Oggi il movimento Neopagano è più radicato che all’epoca (e, senz’altro, anche e soprattutto grazie alle prime associazioni come Sacre Radici che ebbero il coraggio di mostrarsi alla luce del sole per ciò che erano), eppure i problemi esistono comunque. Che sia un problema italiano? Oppure, più semplicemente, un atteggiamento umano che tende a lasciare fare ad altri per poi aggregarsi solo se la cosa funziona? Personalmente, dubito che potesse essere solo un problema di carisma o cose di questo tipo. Quando un argomento o una causa ci interessa realmente, non badiamo a chi ne sia il portavoce; e, nel caso il portavoce non ci piacesse, potremmo sempre metterci in gioco noi stessi, in prima persona. E invece, questo spesso non avviene, ci si aspetta che ci pensi sempre qualcun altro. Non possiamo negare che mancanza (per lo meno in apparenza) di interesse e partecipazione vi sia tutt’ora spesso in questo ambito. Non solo per quanto riguarda incontri tra pagani (non parlo dei grandi eventi ormai “famosi”, immagino che in questi l’affluenza non manchi ma spero che qualcuno che ne sa più di me lo possa confermare); parlo degli incontri “minori”, diciamo così, tra persone che vogliono incontrarsi per conoscersi e confrontarsi nelle piccole città, o nelle province. Non sempre è facile far sì che vi sia partecipazione, per quanto qualcuno voglia organizzare qualcosa per smuovere le acque. Almeno, questa è stata la mia personale esperienza, c’è solo da sperare che altrove la cosa sia diversa. Per carità, non voglio negare che la colpa sia stata mia, ad esempio, nel non riuscire in questa cosa, ma vorrei saperne di più, per cui chi volesse dire la sua, la dica per favore. Non credo neppure che questa difficoltà nello “stanare” la gente interessata sia legata al problema del radicalizzarsi di certe idee come il clericalismo che possano far paura, possano far temere che vi sia un giudizio proveniente dall’esterno che “pesi” su chi ancora non ha una chiara identità spirituale. Questo non si è mai affievolito, anzi, più si va avanti e più la situazione sembra peggiorare, ma sono convinta che non possa essere questo un qualcosa che fermi i neopagani.
Ma al di là degli incontri che posso immaginare creino certi problemi pratici (spostamenti, costi ecc. ) che comprendo benissimo perché io stessa sono spesso obbligata a non potermi muovere per evitare spese che non posso permettermi (nel mio caso parlo di eventi anche importanti e ben organizzati in diverse parti di Italia), quello che a me colpisce più di tutto il resto è la mancanza, spesso, di partecipazione in gruppi on-line come mailing list o cose di questo tipo, ovvero cose che non comportano né spese economiche né molta perdita di tempo.