IL SIGNIFICATO DEI FIORI

Aconito


Il loro aspetto particolare e la loro velenosità hanno dato spunto a miti
e leggende, che da sempre indicano l’aconito come il fiore della vendetta
e dell’amore colpevole. La mitologia
greca narra che Cerbero, cane a tre teste di Ecate, regina dell’Ade,
portasse nella bava i semi d’aconito. Quando Ercole rapì la bestia, trascinandola schiumante di rabbia
sulla terra, favorì la diffusione dei semi lungo il tragitto; è così che i semi d’aconito arrivarono in questo mondo. Secondo la tradizione norvegese
questo fiore rappresentava, per la sua particolare forma, l’Elmo di Odino, il più valoroso guerriero teutonico. Tale speciale copricapo conferiva a chiunque lo indossava il potere magico di rendersi invisibile agli uomini. La religione cristiana lo ritiene il cappuccio dei monaci. In Francia è popolarmente detto carro di Venere.

 

 

Agrifoglio


I Druidi lo usavano per cacciare gli spiriti maligni; Plinio il Vecchio, nel primo secolo A.C., consigliava di piantarlo vicino alla porta di casa, per proteggerla dalla perfidia dei malvagi. In molti paesi del Nord, nel Medioevo, si pensava che questa pianta fosse dotata di un potere
superiore a quello degli aggressori e la capacità di proteggere dalle intemperie nelle lunghe notti buie in inverno. L’agrifoglio ha conservato il significato di eternità e aggressività, date le sue foglie pungenti. E’ usato per addobbare la casa durante il periodo natalizio, fa spesso parte di “scacciaguai”. Esiste anche una particolare varietà di agrifoglio e cioè quello sudamericano, Matè, che ha foglie poco spinose dalle quali, una volta essiccate e tostate, si ricava un ottimo infuso eccitante.

Alstroemeria

 

Fiore originario dell'America del sud, che sboccia in mazzetti portati su lunghi fusti carnosi; facilmente coltivabile anche in giardino, dove si possono porre a dimora i piccoli bulbi, le alstroemeria trovano sempre più spazio anche nei mazzi di fiori e nei bouquets. Ne esistono di vario colore, dal giallo oro al rosso acceso, sempre variegati e puntinati di colore scuro; la loro aggiunta agli altri fiori significa devozione.

 

 

 

 

 

 

Amaryllis

Gli amaryllis sono bulbose di grandi dimensioni, originarie dell'aFrica, i grandi fiori sbocciano su un lungo stelo carnoso; il loro significato nel linguaggio dei fiori deriva dall'aspetto del fiore, grande e maestoso, di colori sgargianti, spesso accompagnati da un delicato profumo.
L'amaryllis, o hippeastrum, simboleggia l'eleganza e la fierezza, uniti alla timidezza.

 

 

Anemone

Il termine anemone deriva dal greco anemos, che significa vento; proprio per questo l'anemone è comunemente chiamato fiore del vento. Questo appellativo è da riferirsi senza dubbio anche alla brevissima durata che i fiori dell'anemone hanno e, nello stesso tempo, alla grande fragilità che li caratterizza. Il significato attribuito a questo delicatissimo fiore è dunque quello della malattia e dell'abbandono, ma anche quello di speranza e di attesa, espressa dalla singolare bellezza del fiore. La tradizione cristiana narra che anemoni color rosso scarlatto nacquero dalla gocce di sangue cadute ai piedi della croce del Salvatore. Importanti sono anche le proprietà medicamentose che vengono attribuite al fiore dell'anemone, specialmente contro i problemi legati ai rapporti sessuali.

 

Aquilegia

L'origine del termine aquilegia è stata a lungo dibattuta. Vi sono studiosi che ritengono che il nome di questo fiore sia strettamente connesso alla radice etimologica del termine e cioè aquilegium, che in latino significa raccoglitore d'acqua e che ricorda la forma concava delle foglie della pianta. Vi è invece chi sostiene che il nome aquilegia abbia a che fare con il più regale dei rapaci, l'aquila, proprio perché la forma del fiore è simile a quella degli artigli del volatile. Qualunque sia l'interpretazione che si voglia dare al termine aquilegia, il suo significato nel linguaggio dei fiori è quello del capriccio, dell'egoismo e dell'esibizionismo.

 

Arancio


Da sempre è considerato alberello bene augurante. Il suo Paese d’origine è la Cina; sembra che, fin dal dodicesimo secolo, un carico di frutti partisse all’inizio di ogni anno
da Pechino diretto ad uno dei
templi di Foochow per celebrare sacrifici agli dei. L’offerta di arance
il primo giorno dell’anno significava
augurio di felicità, prosperità e
abbondanza. Nei paesi di religione cattolica, l’arancio assume un duplice valore: i frutti e i fiori da un lato sono considerati simbolo di purezza e generosità, dall’altro se associati alla Madonna diventano l’emblema del peccato originale. Le streghe di tutta l’Europa indicavano l’arancio come il cuore delle loro vittime. Risale ai tempi delle crociate l’usanza di impiegare i fiori d’arancio per addobbare gli abiti delle spose. I cavalieri orientali li regalavano il giorno delle nozze alla propria sposa; le tradizioni saracene attribuiscono ai fiori d’arancio valore di fecondità.

 

Bardana

La Bardana deve il proprio nome alla forma ricurva del suo fiore; inoltre il fiore si caratterizza per il fatto di essere leggermente appiccicoso e nello stesso tempo difficile da togliersi una volta attaccato. Proprio per questa peculiarità, tipica dei fiori di Bardana, il significato attribuito alla stessa è quello di riservatezza e ritrosità, proprio a significare la tendenza naturale della pianta a allontanare dal proprio contatto.

 

 

 

 

 

 

 




Bignonia

La bignonia è originaria dell'America centro-meridionale. Ancora oggi presso le popolazioni del Messico, del Perù e dell'Argentina è considerato il fiore simbolo della prosperità, della ricchezza e quindi, se regalato, esprime buon auspicio e fortuna. A tale riguardo è utilizzato per addobbare le chiese durante le cerimonie e generalmente collocato nelle vicinanze della porta d'ingresso, per proteggere e portare fortuna a coloro che vi abitano.

 

 

Bocca di leone


Il nome "bocca di leone" deriva dall'aspetto del fiore, che ricorda per un verso una bocca, per l'altro un naso di animale. La tradizione lo considera da sempre il fiore del capriccio; nel medioevo, infatti, le ragazze erano solite ornarsi i capelli con questi fiori per rifiutare i corteggiatori non desiderati. Per questo la valenza generalmente riconosciuta alla bocca di leone è l'indifferenza ed il disinteresse.

 

 

Bucaneve



E’ detto “stella del mattino” perché è
uno dei primi fiori a spuntare dalla terra dopo l’inverno. La tradizione cristiana associa il bucaneve alla candelora,
il 2 febbraio, giorno della purificazione
della Madonna. Inoltre una leggenda racconta che Eva e Adamo, una volta cacciata dal Paradiso Terrestre, furono trasportati in un luogo gelido, buio e
dove era sempre inverno. Eva ben presto fu presa dallo sconforto e dal rimpianto, non accettava l’idea di vivere
in quelle condizioni; un angelo avuta compassione di lei, si dice, che prese
un pugno di fiocchi di neve, vi soffiò e ordinò che si trasformassero in boccioli una volta toccato il suolo. Eva, alla vista dei bucaneve, prese forza e si rianimò.
I bucaneve sono il simbolo della
vita e della speranza.






Calendola

Il termine calendola deriva dal latino calendae che vuol dire primo giorno del mese. Il significato del nome con il quale si indica questo fiore è da attribuirsi sia al
fatto che la sua fioritura avviene, nelle
zone a clima temperato, un po' sempre, in ogni periodo dell'anno, sia al fatto che i fiori si aprono al mattino e si richiudono al tramonto. Nonostante la bellezza ed i colori delicati dei fiori, la calendola è nel linguaggio dei fiori sinonimo di sofferenza
e dolore. Nella mitologia greca il dolore
veniva per l'appunto rappresentato da un giovane che portava con sé una ghirlanda di calendole


Camelia



La camelia proviene dalla Cina e dal Giappone, dove ne crescono moltissime varietà. In Europa le camelie furono importate da G. J. Camel a partire
dalla seconda metà del 1700. Tuttavia, questa splendida pianta raggiunse grande popolarità soltanto un secolo dopo, in seguito al successo del romanzo di Dumas, "La signora delle camelie". Da allora, infatti, il fiore della camelia iniziò ad essere usato come ornamento di scollature ed orli degli
abiti delle signore; Madame Chanel ha insegnato a portarla sui suoi tailler. Negli anni '30 del 1900, la camelia era una pianta  fondamentale e sempre presente nella maggior parte dei giardini tardo-romantici di tutta l'Europa. Dalle foglie di alcune varietà si ricava il tè. In Italia è coltivata soprattutto sulle sponde del lago Maggiore.
Nel linguaggio dei fiori la camelia vuol dire perfetta bellezza e superiorità non esibita; se regalata è segno di stima.

 

 

Camomilla


La camomilla era ritenuta, dai giardinieri del passato, capace di “sanare” le altre piante sofferenti e più deboli; era sufficiente che suoi cespugli venissero collocati in prossimità degli arbusti e alberi malati per vedere già dopo poco tempo risultati soddisfacenti. Al fiore di camomilla viene attribuito il significato di forza nelle avversità, probabilmente per le note proprietà rilassanti degli infusi a base dei suoi fiori. Tracce di polline di camomilla sono state ritrovate nell’imbottitura della mummia di Re Ramsete secondo, infilate lì con l’intenzione di infondergli il coraggio e la calma per affrontare la vita ultraterrena. In Italia ne crescono spontaneamente molte varietà; i fiori sono ricchi di proprietà attive di carattere riposante e rilassante.



 

 

 

Elleboro

 


L'Elleboro è una pianta alla quale sono attribuite numerose proprietà ed in particolare l'effetto lassativo e l'elevato potere rilassante, quasi di tranquillante, che tisane ricavate con le sue foglie e radici sono in grado di procurare. Ed è proprio con riferimento a queste proprietà che una valenza comunemente attribuita all'Elleboro è quella della liberazione dall'angoscia. Questa pianta è comunemente chiamata rosa di Natale: la tradizione cristiana narra infatti che una pianta di Elleboro nacque nelle vicinanze della grotta del Salvatore. Di qui il significato di fiore e pianta sacra a Dio.

 

 

Epilobio

Il termine Epilobio deriva dalle parole greche epi=sopra e lobos=baccello, proprio a significare la posizione particolare del fiore dell'Epilobio, che di fatto cresce sul baccello del seme. A questa peculiarità della pianta è legato anche il valore simbolico alla stessa associato, ovvero quello di sfida; la posizione praticamente "irreale" del fiore è stata infatti interpretata come un'impresa del tutto ardua e difficilmente paragonabile a qualsiasi altra. Di qui il concetto di sfida nel cercare di avvicinarsi a tale perfezione. Da sottolineare è anche il delicato profumo dei fiori e della foglie della pianta soprattutto se schiacciati.

Erica

 

Pianta molto diffusa in Europa, anche come pianta selvatica, si coltiva in giardino, ma viene sempre più usata anche nelle composizioni da esterno o nei mazzi di fiori, soprattutto quelli essiccati; le piccole spighe di campanule colorate, molto persistenti, e le foglie lineari, di colore molto brillante, la rendono molto adatta anche per confezionare centrotavola o decorazioni e ghirlande. Nel colore bianco ha il significato di protezione, ammirazione e speranza che i sogni e i desideri si avverino; nel colore rosa-lilla prende invece il significato di solitudine.

 

Eupatoria

 

L'Eupatoria è rinomata fin dall'antichità per le proprietà medicali e curative che la caratterizzano. Con infusi e unguenti ricavati con i fiori e le radici della pianta in passato in Europa ed in Africa erano soliti curare vari disturbi, tra i quali il mal di fegato e i dolori causati da ferite e lacerazioni dei tessuti. Il nome è da far risalire al nome del Re Mitridate VI Eupatore, che si narra averne scoperto l'efficacia curativa e medicale. In relazione a tali proprietà, il significato attribuito al fiore è quello di riconoscimento e gratitudine per il sollievo recato.

 

 

 

Stella di Natale

Questa pianta appartiene al genere euphorbia, ed è originaria del Messico; in effetti proviene dall'America l'usanza di regalarle a Natale. Una leggenda Messicana la vuole come pianta regalata da un poverello al Bambino di Gesù; ancora oggi viene utilizzata come simbolo del Natale, come buon auspicio per i mesi a venire, visti i colori accesi e gioiosi, che ci richiamano la primavera, periodo di semine e raccolti. Oltre a questo significato la Stella di Natale ci invita anche a ricordare che non sono necessari doni costosissimi, anche un fiore può essere un regalo gradito, basta il pensiero.

 

 

Farferugine

 

Conosciuta anche con il nome di calta palustre, la Farferugine era associata dai poeti dell'antichità all'oro, proprio perché i suoi fiori dorati, che crescevano rigorosi lungo le rive dei fiumi, rimandavano i loro pensieri al metallo prezioso. Di qui il significato del fiore: bramosia di ricchezza.

 

 

 

 

Fiordaliso


Alcuni resti di questo fiore risalgono all’era neolitica, le sue origini sono antichissime. E’ soprannominato “erba degli incantesimi”. Una leggenda racconta che la dea
Flora, avendo ritrovato morto in un campo pieno di fiordalisi il corpo dell’amato Cyanus, volle chiamare quei fiori proprio con il suo nome;
il nome scientifico è infatti Centaurea cyanus. Centaurea
deriva dal nome del centauro Chitone che, ferito al piede da una freccia avvelenata, si curò con il
succo del fiore. In Oriente, gli innamorati lo regalano all’amata nella speranza di ottenere la felicità da lei.
Nel linguaggio dei fiori significa felicità e leggerezza.

 

 

Fresia

 


E' originaria dell'Africa meridionale.
Per secoli è stato un fiore la cui bellezza, profumo e colore sono stati trascurati. In Italia cresce spontaneamente la fresia gialla; in Olanda, Svezia e Danimarca si coltivano
molte varietà di fresia dai colori tenui e dal profumo delicato.
Proprio per il fatto di non avere quasi
memoria storica la fresia è simbolo del mistero e del fascino per l'arcano
.

 

 

Fritillaria

 


La Fritillaria Tenella è un fiore particolarmente caro alla tradizione popolare francese. Nel 1600, infatti, la moda dei tempi rappresentava e ornava i vestiti con questo fiore. Da sottolineare la colorazione assolutamente singolare dei suoi petali; essi sono infatti picchiettati di quadratini bianchi e neri. Per questo motivo al fiore è stato dato il nome latino di Fritillaria, che significa appunto scacchiera. Nell'ambito del linguaggio dei fiori la valenza del fiore è invece da far risalire alla testimonianza storica, sulla base della quale gli Ugonotti durante la fuga nel Regno Unito portarono con sé i semi del fiore, diffondendo così la coltivazione dello stesso anche oltre Manica. Il significato attribuito alla Fritillaria Tenella è quindi quello di fuga e persecuzione.

 

 

Garofano


Numerosi sono i significati attribuiti a questo fiore nel corso dei secoli. La mitologia lega il garofano alla Dea della caccia, Diana; si tramanda infatti che un giovane pastore innamorato follemente della Dea, sia stato dalla stessa prima sedotto e poi crudelmente abbandonato; dalle lacrime versate del giovane che morì per la passione si narra nacquero dei bellissimi fiori: i garofani. Nello stesso verso anche la tradizione cristiana riporta che dalle lacrime di Maria addolorata ai piedi della croce del Cristo nacquero dei garofani. Numerosi sono anche i poteri attribuiti agli infusi ricavati con l'essenza del fiore: toccasana contro i malanni e la febbre, sollievo per le sofferenze d'amore. Nel linguaggio dei fiori il significato del garofano varia a seconda colore dello stesso: rosso=amore passionale ed impetuoso, bianco=fedeltà, giallo=sdegno.

 

 

Gelsomino

 


Sono state ritrovate tracce antichissime di gelsomino in Egitto; piccolissimi frammenti sono stati rilevati sulla mummia di un faraone nella necropoli di Deir-el-Bahri. In Europa giunse forse dalle Indie.
In Toscana, nel 1500, un nobile ne piantò uno splendido esemplare nel proprio giardino, proibendo al proprio giardiniere
di riprodurre quella pianta; la fidanzata del giardiniere, disobbedendo all’ordine del Signore, ne rubò un rametto, lo ripiantò; riuscì a riprodurre il gelsomino e iniziò
a venderne talee; in questo modo sì arricchì e riuscì a sposare il fidanzato. Anche oggi in Toscana è tradizione per le spose aggiungere un rametto di gelsomino al bouquet, affinché porti fortuna al futuro marito.
Il gelsomino giallo è simbolo di eleganza e grazia, quello bianco di amabilità. In Spagna è l’emblema della sensualità.

 

 

Genziana

 


Il nome genziana deriva da Gentius, ultimo re illirico che regnò tra il 180 e il 167 A.C.; egli fu il primo a scoprire le proprietà medicamentose della radice di questo fiore. Nel '500, la genziana lutea, di colore giallo, veniva utilizzata per combattere la peste. Oggi con le sue radici si preparano amari, digestivi ed aperitivi. In Italia, sugli Appennini e sulle Alpi, crescono genziane di colore blu.
Il significato della genziana è la determinazione: infatti, questo fiore cresce in montagna, in mezzo alle rocce, resistendo a temperature rigide ed alle intemperie cui è costantemente esposto.

 

Geranio

Il geranio apparve per la prima volta in Europa tra la fine del 1600 e l'inizio del 1700. La bellezza del fiore non fu apprezzata immediatamente ma soltanto dopo alcuni decenni. La notorietà del geranio raggiunse il suo culmine durante l'epoca vittoriana, quando, soprattutto in Gran Bretagna, ma anche nel resto dell'Europa, i giardini delle dimore dei signori erano abbelliti e arricchiti con ogni varietà conosciuta di geranio. Nel giro di pochi anni però la popolarità e la fama di questo fiore subirono una forte battuta d'arresto, tant'è che nell'Ottocento il geranio veniva definito come fiore della strada. Ai nostri giorni, bellissimi gerani adornano, durante l'estate, i balconi e le terrazze delle nostre case. Famose sono le proprietà decongestionanti del geranio e la capacità del loro profumo di tenere lontani gli insetti. Il significato attribuito a questo fiore varia a seconda del colore e della varietà: il geranio rosso vuol dire consolazione, quello rosa predilezione, il geranio edera fedeltà e stabilità.

Ghianda

Un tempo le ghiande venivano utilizzate per l'alimentazione, umana ed animale; con la farina di ghiande si confezionava anche il pane. Questi frutti prendono però il loro significato dall'albero su cui crescono; la quercia era per molte popolazioni un albero cosmico, che rappresentava l'unione del mondo divino con il mondo terreno; il suo frutto è simbolo della presenza della divinità, simbolo di vita e di eternità.
Il dono di ghiande, vere o in materiale pregiato, è simbolo di buon augurio e fertilità.

 

 

 

Millefoglie



Il nome comune della pianta è da far risalire alla forma semplice e singolare nello stesso tempo delle sue foglie; si tratta, infatti, di innumerevoli filamenti, simili a capelli. Da sempre è rinomata, inoltre, per le proprie proprietà curative e medicamentose, prima fra tutte la capacità di fermare il flusso del sangue (potere coagulante); impacchi realizzati con le foglie della pianta venivano utilizzati nell'antichità per curare le ferite dei soldati. La mitologia raffigura lo stesso Achille medicare le ferite dei propri soldati con la Millefoglie, durante la guerra di Troia. Di qui il significato attribuito alla pianta nel linguaggio dei fiori: guerra e dolore.

 

Melograno


Linneo, botanico e naturalista, lo aveva chiamato Punica granatum, pensando fosse di origine
africana; pare che i romani avessero scoperto il melograno a Cartagine e non avevano esitato a
definirlo il frutto più gustoso del Mediterraneo; tuttavia il melograno proviene dall’Afganistan e dalla Persia. E’ usanza per le spose turche scagliare un frutto per terra
e si dice che queste avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia la tradizione vuole che lo sposo trasferisca dal giardino del
suocero al suo una pianta di melograno. Il frutto è simbolo di fertilità e ricchezza proprio per il notevole numero di grani contenuti al suo interno. Nel linguaggio floreale, per il suo colore acceso, esprime amore ardente. Infine c’è chi ritiene che il romano, contrappeso della stadera, tragga la propria forma e il proprio nome dal frutto del melograno; in portoghese, infatti, roman significa melograno. Per questo un’altra valenza attribuita al frutto e alla pianta è quella di
giustizia ed equilibrio.

 

Margherita

Si dice abbia facoltà profetiche. Gli innamorati la sfogliano per sapere se il loro amore è ricambiato.  Nel Medioevo, le donne riconoscevano pubblicamente di essere amate e di riamare quando concedevano al loro cavaliere il permesso di ornare il proprio scudo con due margherite. Opposto è il messaggio che altri
hanno assegnato al fiore: quando una donna non era sicura dell’affetto dell’amato si ornava la fronte con margherite. E’ il simbolo della semplicità, freschezza e purezza
.

 

 

Malva

Il nome Malva deriva dal termine greco malakos, che significa calmante e dolce. Il nome della pianta lascia trasparire le proprietà da sempre riconosciute alla stessa ed agli infusi ricavati con i suoi fiori, vale a dire efficace rimedio contro dolori e contro stati d'infiammazione; gli Antichi Greci erano soliti mangiare i semi di malva e confezionare infusi con gli stessi, che venivano poi utilizzati per calmare la tosse, nonché vari tipi di infiammazione. Nel linguaggio dei fiori il valore attribuito alla malva è quello della pacatezza.

 

Magnolia


Cresce spontaneamente in Louisiana. Nello scorso secolo, in Georgia, si riteneva che la presenza di una
magnolia nel giardino di casa fosse di buon auspicio e fosse importante
quanto i pilastri della casa stessa. In Europa fu importata, nel 1740, da un commerciante che viaggiava tra il Vecchio e il Nuovo continente. Si racconta che inizialmente la magnolia venisse coltivata in serra, perché si pensava fosse una pianta molto
delicata; tuttavia vi fu chi, di parere contrario, decise di piantare un bell'esemplare di magnolia all’aperto; i fatti gli diedero ragione: quella pianta
crebbe forte e maestosa e visse per
oltre cento anni.
Se regalata, il fiore di magnolia simboleggia la dignità e la perseveranza.

Il loto

 


Presso gli Orientali il loto è espressione della perfezione
e della purezza del sole, del cielo, della creazione, del passato, del presente e del futuro, ovvero, in una parola sola della vita stessa e di tutte le virtù ad essa,
direttamente o indirettamente, riferibili. Per questo è considerato un fiore sacro, il fiore degli Dei. I Buddisti indiani rappresentano il seggio di Budda come forma allargata del fiore di loto. Nella Grecia antica era il simbolo
della bellezza e dell'eloquenza. In Italia cresce in zone temperate; a Mantova, sul lago Superiore, cresce grazie ad una giovane laureata in
Scienze Naturali, che, circa 60 anni fa, decise di piantarne lì alcuni esemplari. 
Oggigiorno, il dono del fiore di loto è un gesto per dichiarare grande
ammirazione.

 

Liriodendro

Si tratta di una pianta originaria degli Stati Uniti. Il legno del liriodendro era utilizzato dagli indiani d'America per costruire canoe, la sua corteccia per ottenere infusi,
efficaci per combattere la febbre alta. La delicatezza del colore dei suoi fiori e la grande somiglianza degli stessi con le foglie, tant'è che spesso è difficile distinguerli,
hanno portato a vedere il fiore come simbolo di riservatezza e pudore. Conservando questo valore il liriodendro è ancora oggi utilizzato negli Stati Uniti come addobbo delle Chiese in occasione dei matrimoni.

 

 

Nasturzio

Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina. Nel linguaggio dei fiori questa pianta simboleggia la lotta; i suoi fiori a forma di elmo ne forniscono la giustificazione.

 

Lavanda



La Lavanda è entrata a far parte della tradizione popolare grazie al suo delicato, fresco e persistente profumo. Da sempre è, infatti, utilizzata per profumare
la biancheria; una volta essiccati i suoi fiori vengono perlopiù raccolti in sacchettini e quindi riposti nei cassetti e negli armadi. Con l'essenza del fiore, inoltre, si ricavano delicati saponi, acqua di Colonia e altri prodotti per l'igiene personale. Tra le principali proprietà della Lavanda ricordiamo la capacità di tenere lontane le tarme; per questo vengono realizzati detergenti a base di Lavanda che, oltre a rilasciare negli ambienti un delicato profumo, svolgono anche un'importante azione antisettica. Tuttavia, è a causa della presenza di un gran numero di api e calabroni in prossimità della pianta durante la fioritura e della conseguente cautela con la quale è meglio avvicinarsi alla pianta per coglierne delle ciocche che deriva il significato della Lavanda nel linguaggio dei fiori e cioè diffidenza.

 

Lappio


Il Lappio è un fiore molto comune, che insieme a margherite e papaveri colora i campi già all'inizio della primavera, continuando poi a fiorire per tutta la stagione estiva. In alcune zone, laddove il clima resta particolarmente mite per tutto l'anno, il Lappio fiorisce anche durante l'inverno. Da sempre i bambini di ogni generazione raccolgono mazzolini di Lappio e altri fiori di campo per portarli in dono alla proprie mamme. Di qui il significato del fiore: puerilità e amore infantile

 

Iris


La mitologia greca ha chiamato Iride, la messaggera degli Dei, e cioè  la divinità che, servendosi dell'arcobaleno come passaggio, consentiva il "dialogo" tra Olimpo
e Terra. Il fiore dell'iris fu così chiamato perché la molteplicità dei suoi colori ricordava, per l'appunto,
i colori dell'arcobaleno. Si narra, anche, che le prime specie di
questo fiore furono trasferite in Egitto dal faraone Thutmosis  dalla Siria. In Italia l'iris è un fiore molto comune nelle campagne toscane;
sembra infatti che proprio sulla base di questo fiore venne ideato lo stemma della città di Firenze, anche se da sempre esso è comunemente conosciuto come giglio fiorentino. Anche il Re Luigi di Francia lo scelse come simbolo del proprio paese. in Giappone l'iris è uno dei fiori nazionali.
Il significato associato a questo fiore è messaggio di buona novella.

 

Ibisco


Il nome deriva dal greco; probabilmente fu assegnato da Dioscoride, il più famoso medico dell’antichità, vissuto
nel primo secolo dopo Cristo. Notizie più precise ci sono state riportate da Ghislain de Busbeck, ambasciatore fiammingo alla corte di Solimano il magnifico a Costantinopoli; durante la sua permanenza in
Asia Minore studiò la botanica inviando numerosi esemplari, tra cui l’ibisco, in Olanda. In Polinesia, da sempre, l’ibisco è portato tra i capelli dalle ragazze; i ragazzi invece sono soliti apoggiarne un fiore sull’orecchio destro, se sono fidanzati, sull’orecchio sinistro, se sono “liberi”. I suoi fiori sono delicati e leggerissimi e hanno una durata molto breve, di solito un giorno; per questo regalando l’ibisco si vuole esaltare la bellezza fulminea e fugace.

 

Giglio

 


Il giglio è originario della penisola Balcanica e dell'Asia Minore, da dove fu importato nel resto dell'Europa. La tradizione vuole che il giglio, in origine, fosse un fiore bianco e candido, proprio per questo per i cristiani il giglio è simbolo della purezza. Da sottolineare a tale proposito è
il fatto che San Giuseppe viene spesso rappresentato con un bastone dal quale germogliano
gigli bianchi. Un giglio stilizzato è ancor oggi considerato lo stemma
della città di Firenze, anche se, probabilmente, il fiore che si voleva rappresentare era l'iris, in quanto le colline che circondavano la città erano piene di questi fiori. La mitologia narra che il giglio nacque da una goccia di latte caduta dal seno di Giunone mentre allattava il piccolo Ercole.
Il significato del giglio è, dunque, quello della purezza e della castità.

Giacinto


L'etimologia del termine (la radice giak in greco significa rosso cupo) avvalora l'ipotesi secondo la quale in origine il giacinto era, probabilmente, di colore rosso. Questo fiore è stato caro a molti poeti antichi, tra i quali Plinio, Virgilio e Teocrito, che spesso hanno citato il fiore nei propri versi. In Italia il bulbo del giacinto giunse per la prima volta alla fine del 1500 dall'Asia Occidentale. Preziosa è la sua essenza, con la
quale, da sempre, si ricava un profumo delizioso e molto ricercato.
I significati attribuiti al fiore sono diversi e variano a seconda della colorazione: per esempio il giacinto rosso è simbolo di dolore, quello blu di coerenza.
In generale, comunque, il giacinto rappresenta il gioco e il divertimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

La mimosa

In Inghilterra, nel secolo scorso, le ragazze meno carine erano solite infilare un fiore d’acacia nell’occhiello della giacca, della camicetta oppure
fra i capelli per esibire la loro ideologia. Diverso significato veniva attribuito alla mimosa dagli
indiani d’America; in base ad una vecchia
usanza un ramoscello d’acacia era donato da
ogni giovane alla ragazza che gli aveva infuocato
il cuore. Il loro aspetto delicato nasconde forza
e vitalità; per questo è simbolo
di forza e femminilità.

 

Mirto


Gli antichi Greci ritenevano che chi coltivava, chi coglieva il mirto, chi lo
usava per abbellire la casa e gli abiti fosse accompagnato da energia,
vigore e potenza. Ad Atene, uomini vincenti come atleti o guerrieri vittoriosi
si cingevano il capo con una corona di mirto. Il mirto è simbolo di amore e vitalità. In passato era visto come dotato di un qualcosa di magico: si narra che chiunque lo toccasse poteva essere folgorato da una nuova e duratura passione. La mitologia rappresenta il mirto pianta cara a Venere, dea dell’amore e della bellezza, e pianta prediletta da Mirra; questa alle sue feste offriva ramoscelli di mirto alle donne maritate, perché si cingessero polsi caviglie e capo al fine di trarne desiderio e fantasia nei rapporti amorosi.
Questa valenza è ancor oggi attribuita al mirto dagli inglesi; infatti è augurio di amore completo se inserito nel bouquet.

 

 

Mughetto


E’ sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre
per augurio. Secondo una leggenda San Leonardo
dovette combattere contro il demonio con sembianze
di diavolo. Egli vinse, ma il combattimento fu difficile
e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono
in bianchi campanellini.

 

Narciso


Il significato di questo fiore, ovvero autostima, vanità ed incapacità d'amare, è da far risalire alla storia di Narciso, un giovane e splendido pastore di cui Ovidio parla nel terzo libro della Metamorfosi. Narciso è rappresentato come un ragazzo molto vanitoso e completamente ammagliato dalla sua stessa bellezza ed incapace, proprio per questo, di carpire la vita ed i sentimenti che la sua bellezza suscitava in tutte le fanciulle. Un giorno, mentre ammirava tutto il
suo splendore nelle acque di uno stagno, Narciso divenne "bersaglio" di Cupido che, per beffarsi del giovane, gli truccò la faccia e gli scompigliò i capelli. Narciso, nel tentativo di recuperare il suo viso, cadde in acqua e morì. sulle sponde dello stagno nacquero dei narcisi che chinavano il capo sull'acqua alla ricerca del proprio riflesso. Dal termine narciso sono derivati gli aggettivi narcisista e narcisistico ed il sostantivo narcisismo che indicano la tendenza a contemplare con eccessivo compiacimento la propria persona e la propria personalità.

 

Ninfea


I Greci attribuivano al fiore qualità anti-afrodisiache; nella mitologia greca è considerato il simbolo dell’amore non corrisposto, ma anche dell’amore platonico. Gli Egizi hanno scelto questo fiore per ornare, dipinto le pareti delle tombe dei faraoni. In Oriente, la ninfea simboleggia l’alba, l’arrivo del sole; alcune varietà si aprono quando sorge il sole e poi si richiudono al tramonto. Giglio d’acqua è il nome utilizzato per indicare la ninfea nei paesi
anglosassoni; qui rappresenta la
castità, la purezza, e la freddezza.

 

Non ti scordar
di me


La tradizione europea fa risalire il significato di questo fiore ad una legenda austriaca, secondo la
quale un giorno due innamorati, mentre passeggiavano lungo il Danubio scambiandosi promesse
e tenerezze, rimasero affascinati dalla grande quantità di fiori blu,
che venivano trasportati dalla corrente. Il giovane, nel tentativo di raccogliere alcuni di questi fiori per l'amata, venne inghiottito dalle
acque, gridando "Non dimenticarmi mai!".
La valenza da allora attribuita al fiore è quella della fedeltà e dell'amore eterno.

 

 

Oleandro


La pianta è nota da sempre per la sua velenosità; già Plinio il Vecchio parlava di un miele non commerciabile, velenoso, in quanto prodotto dalle api con il nettare dei fiori di oleandro. In India è considerato un fiore funerario; secondo un antica leggenda, l’eroina che va a morire suicida porta
sul capo una corona composta con fiori di oleandro. Diversa è la concezione dell’oleandro
in Libia: qui, infatti, con i cataplasmi delle sue
foglie si curano gli ascessi.  Il suo nome
scientifico, Nerium Oleander, deriva dal greco neron che significa acqua; il nome vuole
enfatizzare il fatto che l’oleandro sviluppa radici molto profonde che ricercano acqua per garantire sopravvivenza alla pianta. Per chi è superstizioso
non è certo un regalo gradito; il suo significato è
la diffidenza.

 

Il papavero


Il Papavero rhoeas è il genere che comunemente fiorisce nei campi dell'Asia e dell'Europa. Si tratta di un fiore estremamente semplice, da sempre oggetto di leggende e credenze popolari. La tradizione mitologica tramanda il papavero come il fiore della consolazione tant'è che si narra che Demetra, la Dea dei campi e dei raccolti, abbia riacquistato la serenità in seguito alla morte della figlia soltanto bevendo infusi di papavero. Nel Regno Unito, durante la prima guerra mondiale, ghirlande di papaveri venivano utilizzate per celebrare e ricordare i valorosi combattenti morti per la patria sul campo di battaglia. Il significato del papavero è quindi quello della consolazione ma anche quello della semplicità.

 

Peonia

 

A questa pianta, molto diffusa in Europa anche allo stato selvatico, vennero attribuite fin dall'antichità mille virtù; oltre ad essere utilizzata come antidolorifico, si diceva che un rametto legato al collo dei pazzi li potesse curare dalla pazzia. Plinio il vecchio ce ne parla come della pianta del dio Peone, medico degli dei a cui dovrebbe il nome. Gli antichi miti greci narrano di come il dio Peone venne tramutato in fiore, una peonia appunto, dopo aver liberato Latona dai dolori del parto. Per le popolazioni asiatiche, in Cina e in Giappone, la peonia (in questo caso si tratta delle peonie cinesi, molto più grandi e doppie di quelle europee) era il fiore degli imperatori, i soli che potevano coltivarlo e coglierlo. Nel linguaggio dei fiori ha preso il significato di vergogna e timidezza, da donare all'amata ritrosa.

 

Pervinca


E' stato il fiore prediletto di Jean
Jacques Rosseau. Essa cresce spontaneamente quasi in tutta l'Europa. Presso i Celti, la pervinca era particolarmente cara agli stregoni,
che la utilizzavano per confezionare pozioni ed infusi. In alcuni Paesi, i suoi fiori venivano sparsi davanti agli sposi come gesto benaugurante; in altre regioni, i suoi rami venivano incrociati
per ricavarne corona da porre sulle tombe.
Il valore simbolico della pervinca è legato al ricordo; regalare una pervinca esprime il desiderio di lasciare e conservare un dolce ricordo.

 

Pesco

Originario della Cina, il pesco fu portato per la prima volta in Europa da Alessandro Magno che, durante le numerose spedizioni in Medio-Oriente, aveva notato la bellezza di questa pianta. In Oriente, così come nei Paesi Occidentali, il pesco è ritenuto il simbolo della primavera e della ripresa dell'attività vegetativa dopo la lunga pausa invernale. In Egitto sulla base delle foglie lanceolate di questa pianta si è soliti attribuirle il significato del silenzio.
Regalare fiori di pesco è segno di ammirazione e profonda riconoscenza.


Petunia


E’ originaria del Brasile, dove cresce spontaneamente ai margini delle foreste. In Europa la petunia è giunta per merito del coraggio e dell’audacia dei botanici-esploratori, che si addentravano nelle foreste, rischiando la vita, per scoprire nuovi tipi e varietà di piante di cui
ignoravano l’esistenza. La petunia
riesce a produrre un gran numero
di fiori e, proprio per questo, è il
simbolo dell’
amore che non si riesce a nascondere.

 

Phlox



Il nome della pianta deriva dal termine latino phlox, che significa fiamma e che ricorda la forma ed i colori dei suoi fiori. Nell'epoca medioevale i cavalieri, in occasione di feste e ricevimenti,
erano soliti ornare i propri vestiti con fiori di Phlox, fiori la cui bellezza e profumo risultavano essere particolarmente apprezzati dalle Dame. I cantastorie dell'epoca parlavano dell'usanza dei cavalieri di lasciare il fiore alla donna con cui avevano ballato e festeggiato per tutta la serata. Per questo motivo, la pianta è l'emblema della complicità e dell'intesa.

 

 

Piante Carnivore

Caratteristici di questo genere di piante sono la forma, ad imbuto e tasche rigonfie,
i colori, dal verde al rosso, ed il portamento. Proprio per la modalità con la quale le piante carnivore catturano e si nutrono delle proprie vittime, ovvero attirandole con l'odore del nettare dolcissimo, nel quale una volta appoggiati gli insetti vengono risucchiati, il significato comunemente attribuito a queste piante è quello di rassegnazione alla forza e superiorità.

 

 

Caprifoglio

Il nome Caprifoglio deriva dal latino caprifolium e fa riferimento alla predisposizione di questa pianta ad arrampicarsi a tutto ciò che si trova nelle sua immediate vicinanze e che ricorda, per questo, l'abilità d'arrampicarsi delle capre. Famosa è anche la dolcezza del nettare di questo fiore, da cui deriva il significato attribuito alla pianta e cioè dolcezza d'animo.

Cardo Silvestre



Scientificamente conosciuta con il termine greco dipsao (= aver sete). Tale appellativo è da attribuirsi alla forma concava delle foglie della pianta, che dopo le piogge contengono una discreta quantità d'acqua. La tradizione celtica descrive, infatti, elfi e gnomi che bevono utilizzando come tazze le foglie del cardo silvestre. Da sottolineare è, inoltre, l'utilizzo del cardo nell'ambito tessile e più precisamente del capolino della pianta per la cardatura dei tessuti di lana. Dalla tendenza del Cardo a crescere in luoghi impervi deriva il significato nel linguaggio dei fiori: isolamento e solitudine.

Carota Selvatica

Questa pianta cresce spontaneamente nei prati di tutt'Europa, ravvivandoli soprattutto durante la tarda primavera quando i fiori della Carota Selvatica diventano addirittura invasivi. Numerose sono le proprietà associate alla pianta e vanno dall'efficacia contro i "problemi d'amore" (potere afrodisiaco) al rimedio per le malattie dei nervi. In passato la Carota Selvatica veniva utilizzata in occasione delle feste (matrimoni, ecc.) per abbellire e addobbare gli ambienti; di qui il significato di felicità e festa generalmente legato alla pianta ed ai suoi fiori.

Cedro


E’ originario dell’Asia; in Europa giunse grazie agli arabi. E’ stato rappresentato in affreschi e mosaici greco-romani; Plinio il Vecchio lo conosceva e lo ha citato nei suoi trattati e nelle raccolte. Anche Ludovico Ariosto, nell’Orlando Furioso,descrive i frutti e i fiori e la maestosità della pianta. La buccia e i suoi fiori sono largamente usati in profumeria e per confezionare canditi. Il cedro è il simbolo della bellezza capricciosa
.

 

Ciclamino

 

 


Nel terzo secolo Teofrasto scriveva che il
ciclamino veniva usato per eccitare l’amore
e la sensualità.
Il nome deriva dal greco kuklos che vuol dire cerchio e, proprio per questo, alcuni studiosi, associando la forma del fiore e il termine etimologico all’utero femminile, ritenevano che la pianta fosse capace di facilitare il concepimento.
In passato si pensava che l’estratto di ciclamino fosse un toccasana contro i morsi dei serpenti
più velenosi; di qui l’attribuzione al fiore di poteri magici, la capacità di allontanare il maleficio e di influire sulle vicende amorose. L’essenza del ciclamino è ritenuta portafortuna. Nel linguaggio
dei fiori vuol dire diffidenza, proprio perché nonostante la sua bellezza e i suoi presunti
poteri magici, le sue radici contengono una, seppur minima,
quantità di veleno.

 

Ciliegio

Discusso e controverso è il significato attribuito al ciliegio nel corso dei secoli e presso popolazioni diverse: nei Paesi dell'Europa Centrale il ciliegio è considerato da sempre protettore dei campi contro i malintenzionati; nei Paesi scandinavi ed in Gran Bretagna, invece, è il simbolo della sventura e di prossime disgrazie; in Oriente ed in particolare in Giappone il ciliegio è l'emblema della sensualità e della femminilità.

 

 

Erba Cimina

L'Erba Cimina è una varietà di geranio selvatico, conosciuta anche come "fiore gru" per la forma caratteristica delle infiorescenze. Da rilevare è anche l'odore poco gradevole dei suoi fiori. Il significato dell'Erba Cimina è però da far risalire alla predilezione e amore con la quale gli appartenenti all'ordine dei Cistercensi erano soliti trattare e curarsi della pianta; di qui la valenza dell'Erba Cimina e cioè devozione assoluta ed instancabile, uno dei principali credo dei Cistercensi.

Clematide

 

Nel Settecento e nell'Età Vittoriana la clematide veniva piantata dagli inglesi nei loro giardini, in quanto i suoi fiori colorati ed abbondanti erano considerati bene auguranti per gli abitanti della casa e per tutti gli ospiti che alla stessa pervenivano. Sulla base di questa valenza anche nelle campagne inglesi ciocche di clematide erano utilizzate per contornare i campi al fine di ottenere un buon raccolto. Nelle campagne dell'Europa centro-meridionale la clematide cresce spontanea, donando un tocco di colore e di vivacità a rovi e sterpaglie; proprio per questo è anche detta "gioia del viaggiatore".
Nel linguaggio dei fiori quindi la clematide è segno di fortuna e di buon auspicio.

 

 

Corbezzolo

 

Anche chiamato ceraso marino o albatro. Il nome botanico, Arbutus unedo (= ne mangio uno solo), gli fu assegnato da Plinio il Vecchio, facendo una chiara allusione alla scarsa gustosità dei suoi frutti. In Algeria e in Corsica dai frutti si ricava il vino detto “di corbezzolo”. I romani gli attribuivano poteri magici. Virgilio, nell’Eneide, dice che sulle tombe i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo. Il significato di questa pianta è la stima.

Corona Imperiale


La Corona Imperiale è originaria della Turchia. Proprio per questo motivo in Italia è conosciuta fin dall'antichità come giglio orientale. Pur non essendo particolarmente profumata, la fama di cui gode la Corona Imperiale nell'ambito floreale è di assoluto rilievo. L'eleganza del portamento, nonché l'altezza che la pianta può raggiungere, fanno sì che la Corona Imperiale domini su tutti gli altri fiori. Di qui il significato attribuito a questa pianta nel linguaggio dei fiori: maestosità e regalità.

 

Crisantemo

 


In Italia il crisantemo fiorisce alla fine di ottobre e proprio per la concomitanza della fioritura con la celebrazione dei defunti si è soliti attribuire a questo fiore un significato funesto. In realtà però il nome, che deriva dal greco, letteralmente significa fiore d'oro
ed è quindi stato associato dalla tradizione a valenze assolutamente positive. In Corea e in Cina è il
fiore dei festeggiamenti
(matrimoni, compleanni, ecc.); in Giappone è il fiore nazionale e la
sua bellezza viene celebrata ogni anno dall'Imperatore che, in occasione della fioritura, apre al pubblico i giardini della Reggia, presentando le più recenti varietà a tutti gli invitati. Il significato che il Mondo Orientale è solito attribuire al crisantemo è dunque quello di vita e felicità.

 

Croco



Già conosciuto ai tempi dei Greci,
è un fiore diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, dall'Asia Minore all'Africa Settentrionale. Il suo nome deriva dal greco kroke, che vuol dire filamento, proprio a rappresentare i lunghi stimmi che caratterizzano il suo fiore. Omero descrive il talamo nuziale di Giove e Giunone ricoperto di tantissimi fiori tra cui il croco. Per questo motivo, uno dei significati attribuiti al fiore è quello della
passione e dell'amore sensuale. Al tempo dei Romani, il croco veniva posto sulle tombe, in quanto considerato simbolo di speranza
per la vita ultraterrena. Probabilmente, gli antichi conoscevano soltanto il croco da cui si ricava lo zafferano,
con il quale preparavano anche filtri
d'amore. Soltanto nell'età Vittoriana, al significato, in origine assegnato al fiore e cioè quello di amore appassionato, si iniziò ad affiancare quello di giovinezza spensierata

 

Dalia

 


La dalia è originaria del Messico, da dove fu trasferita in Europa con grandi difficoltà, dovute principalmente al viaggio molto lungo che i bulbi dovevano affrontare. Forse i primi semi vennero importati da un botanico svedese.
Il poeta Gothe era un grande
ammiratore di questo fiore, del quale ha, in più occasioni, elogiato la bellezza. Nei secoli scorsi la dalia veniva utilizzata in cucina, come dimostrano le numerose ricette che sono state ritrovate.
I valori comunemente assegnati alla
dalia sono la gratitudine e la precarietà.

 

Datura

 


La Datura è un fiore conosciuto fin dall'antichità; già gli Aztechi ne utilizzano le foglie e i semi, dal forte potere narcotizzante, soprattutto durante i riti religiosi, per i quali era richiesto grande coinvolgimento e assoluto abbandono ai voleri delle divinità. L'uso della Datura si è presto diffuso anche nel nostro continente. Da rilevare è la bellezza dei fiori che sono di grandi dimensioni, bianchi e profumatissimi. Le foglie, che possono avere un forte effetto calmante e tranquillizzante, devono essere utilizzate in minime quantità e sottoforma di infuso. Nel linguaggio dei fiori la Datura vuol dire incognita, magia e incantesimo.

 

 

 


 

 

 

Viola


Rappresenta il pudore e la modestia;
la sua corolla infatti si inchina davanti
al sole per evitare la troppa luce. Cantata dal Petrarca e da Shakespeare è stata oggetto di notevole rivalutazione
durante la Belle Epoque per il suo
profumo delizioso.

 

Veronica

La tradizione popolare è solita riferirsi ai fiori di questa pianta con il nome di "Occhi santi", "Occhi divini". La forma del fiore è infatti simile a quella di un occhio così come il loro colore, celeste, è paragonato al colore del cielo. Strettamente collegato a questa simbologia è il valore attribuito al fiore nel linguaggio dei fiori; la Veronica significa, infatti, addio. In passato, comune era l'usanza di regalare fiori di Veronica all'amico in partenza, con la speranza che gli occhi divini vegliassero e seguissero sempre il proprio caro.

 

Viola ciocca


La violacciocca è comunemente chiamata "fiore delle api", in quanto tradizionalmente piantata nei pressi degli alveari al fine di attirare e nutrire le api. La storia tramanda
la violacciocca come fiore preferito da
Carlo Magno. E' un fiore molto apprezzato nel Regno Unito, dove la pianta è utilizzata per ornare le pareti dei cottage. Una leggenda scozzese narra che una fanciulla fu rinchiusa dal padre nella torre del
castello di famiglia perché si rifiutava di sposare l'uomo sceltole come sposo dal
padre. Durante la fuga, organizzata con l'aiuto dell'uomo che la ragazza amava veramente, la ragazza cadde lungo il muro della torre ricoperto di violacciocca e morì. Il ragazzo non dimenticò mai l'amata e in suo ricordo portò sul cappello un rametto di violacciocca per tutta la vita. Il significato attribuito alla violacciocca è quello della fedeltà assoluta e completa.

Trifoglio


Il termine Trifoglio deriva dal latino Trifolium che significa costituito da tre foglie, quale è la forma che contraddistingue le foglie di questa pianta. Il trifoglio è da sempre conosciuto per la dolcezza del proprio nettare che attira ogni genere di insetto. Numerose sono le proprietà attribuite al Trifoglio e vanno dal potere calmante degli infusi ricavati con le foglie della pianta, utili soprattutto contro i mali di stagione, all'efficacia come antidoto per il veleno. Da sottolineare è infine che il Trifoglio è il simbolo della fertilità; il Trifoglio è infatti in grado di sintetizzare l'azoto atmosferico nel terreno restituendo allo stesso la fertilità. A tale proposito ricordiamo che durante la fase più tardiva dell'epoca rurale (1700) in tutta l'Europa si diffuse l'usanza di coltivare i terreni non più produttivi con il Trifoglio.

 

Tasso Barbasso

Il termine Tasso Barbasso deriva dal latino barbascum, che significa peloso ed ispido, proprio a significare e richiamare la fitta peluria che ricopre le foglie della pianta. In passato le persone più povere erano solite servirsi delle foglie del Tasso Barbasso per fasciarsi i piedi, in maniera tale da isolarli dal freddo e proteggerli, nonché realizzare delle specie di guanti per riparare le mani durante i lavori pesanti e che potevano comportare ferite e tagli. Per questo il Tasso Barbasso è considerato il simbolo del rimedio.

 

Tarassaco

Da sempre il Tarassaco cresce copiosamente nelle campagne, infestando molto spesso anche i campi coltivati. Per questo in passato è stata considerata come erbaccia ed in quanto tale da estirpare. Rilevante è anche la velocità di riproduzione della pianta. Nel linguaggio dei fiori il Tarassaco simboleggia però la speranza e la fiducia; fin dall'antichità le popolazioni campestri erano solite esprimere un desiderio e poi soffiare sui semi della pianta. Se con un solo soffio cadevano tutti i semi il desiderio sarebbe diventato realtà.

 

 

Stellaria Maggiore

La Stellaria Maggiore deve il nome alla forma dei propri fiori, a stella; nell'antichità era, infatti, semplicemente chiamata con il nome latino stella. La tradizione attribuisce, inoltre, a questi fiori ed agli infusi derivati con gli stessi poteri medicali. Più precisamente la Stellaria Maggiore è indicata soprattutto per alleviare gli stati d'insofferenza e dolore delle ossa. In passato, era utilizzata come rimedio in caso di fratture. Da questa proprietà deriva il significato associato al fiore ovvero calma e pacatezza.

 

Sorbo


Il sorbo si distingue per le sue bacche rosse ed
è proprio a queste che la pianta deve il suo significato. Leggende popolari tramandano il sorbo come pianta portafortuna, in grado di allontanare miseria e sfortuna. Alla base di una simile concezione vi è in primo luogo il colore delle bacche, che abbiamo detto essere rosse,
e quindi del colore al quale è associata
per antonomasia la capacità di respingere ogni sorta di male. Inoltre, i boschi di sorbo sono generalmente ritenuti "sinonimo" di abbondante
selvaggina per i cacciatori più esperti, che vi si appostano in quanto
consapevoli della golosità degli uccelli di queste bacche e quindi fiduciosi delle maggiori possibilità di cattura. In tal caso l'abbondanza della caccia è considerata il frutto della fortuna e il sorbo ne è ritenuto l'artefice.

 

Rosa Canina

La Rosa Canina è una varietà di rosa selvatica, che può crescere spontaneamente nei boschi e nei dirupi. Fin dall'antichità è stata considerata un fiore dalla doppia valenza; da un lato, infatti, la Rosa Canina si caratterizza per la bellezza e soavità del profumo dei propri boccioli, dall'altro per il tronco ed i rami pieni di spine, piccole e appuntite, che rappresentano un ostacolo per chiunque si avvicini e desideri cogliere una rosa. Per questi motivi il significato attribuito al fiore è duplice: delicatezza e piacere ma la tempo stesso anche sofferenza e dolore fisico. Da non dimenticare sono poi le proprietà calmanti e rilassanti associate agli infusi ed estratti ricavati con i petali del fiore.

 

Rododendro


Il nome, Rhododendron, deriva del greco rhodon= rosa e dendron= albero, ovvero albero delle rose. La sua origine è antichissima: frammenti di questa pianta sono stati
recuperati in Cina e in Caucaso; tuttavia le prime notizie scritte risalgono al Cinquecento.
In Europa giunse soltanto nell’Ottocento; i botanici inglesi iniziarono a produrne specie ibride. Un notevole contributo fu fornito da
George Forrest, inviato della Royal Horticultural Society, che durante la sua lunga permanenza nello Yunnan, scoprì varietà non ancora conosciute. A causa della fragilità dei suoi fiori, al rododendro è attribuita la valenza di fragile incanto; alcuni ritengono sia l’emblema della prima dichiarazione d’amore.

 

 

Pulsatilla

Il termine "Pulsatilla" deriva dal latino Pratensis, che vuol dire campestre; la pianta cresce infatti spontaneamente in mezzo ai campi. Da sempre è famosa come rimedio per disturbi come il mal di cuore, anche se il suo utilizzo a livello medicale deve essere tenuto strettamente sottocontrollo, perché un uso improprio della pianta può essere causa di avvelenamento. Da ricordare è anche la possibilità di ricavare tinture dai suoi fiori e dalle sue foglie. Attenzione e moderazione sono però i significati che richiamano le proprietà benefiche da un lato e pericolose dall'altro attribuiti contemporaneamente alla pianta .

 

Primula


Della primula si ricorda che fu il fiore preferito dallo statista inglese Benjamin Disraeli, tant'è che, in occasione della sua morte, i conservatori misero all'occhiello una primula
in ricordo dello statista scomparso e la sua tomba fu adornata con questi fiori.
La primula è uno dei primi fiori che sboccia appena il clima inizia ad intiepidirsi, anche
nei paesi più freddi; proprio per questo essa
è da sempre considerata il simbolo della primavera e della speranza di rinnovamento che questa stagione porta con sé. C'è anche chi considera la primula come emblema della giovinezza e della precocità. Rilevanti sono inoltre anche le sue proprietà medicinali: infusi a base dei suoi petali e rizomi essiccati sono un efficace rimedio contro emicranie ed infiammazioni delle vie respiratorie.

Pratolina

I bambini di ogni generazione sono cresciuti cogliendo Pratolina per le proprie mamme e giocando con i fiori di Pratolina a formare mazzettini e ghirlande. Da sempre, inoltre, è usanza "sfogliare" il fiore associando a petali alterni valenza di amore corrisposto e non, recitando la classica frase "M'ama, non m'ama", come se si interrogasse la Pratolina in merito alla sorte di un amore, incerto e romantico. Rilevante è infine la peculiarità dei fiori che si aprono la mattina, alle prime luci dell'alba per poi richiudersi la sera. Proprio per la semplicità del gesto con il quale i bambini sono soliti donare alla propria mamma mazzolini di Pratolina il fiore è riconosciuto come l'emblema della purezza e del candore.

 


Il nome Potentilla è di origine latina ed è composto dalla radice
potentia, cioè potenza e forza, e dalla desinenza -illa, che è un diminutivo; letteralmente, dunque, significa grande forza in un piccolo fiore. Il significato simbolico attribuito alla potentilla è quello dell'amore materno; pare, infatti, che, quando piove, le foglie si racchiudano sopra il fiore come
per proteggerlo. Da sempre,
inotre, alla potentilla sono
assegnate proprietà medicinali:
la specie anserina è usata come tonico; dalla tormentilla, estratta dalle radici della potentilla
tormentilla veniva ricavato un potente astringente efficacie contro il colera; infine, la potentilla reptans è considerata un buon rimedio contro la febbre.

 

 

 

 

 

 

Linguaggio dei fiori Tulipano



Il tulipano è originario della Turchia, dove cresce spontaneamente e dove iniziò ad essere coltivato circa 1000 anni fa. Il termine tulipano deriva dal greco turban (= turbante), forse perché la sua forma ricorda proprio quella del turbante. Da sempre, tutti i giardini d'Oriente
sono "gremiti" di tulipani ed in Aprile a Costantinopoli si celebra
la festa del tulipano. Una leggenda turca fa risalire l'origine del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso. Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto. In Occidente, i bulbi del tulipano giunsero intorno al 1550, grazie all'ambasciatore austriaco a Costantinopoli, che di ritorno dalla Turchia ne portò una quantità consistente a Vienna, dove però
non seppero coltivarli
adeguatamente. Il paese europeo dove i tulipani hanno avuto più successo è stato senza dubbio l'Olanda; dal 1600, infatti, i tulipani divennero ricercatissimi e questo portò il loro prezzo alle stelle, tant'è che nel 1637 il governo olandese dovette approvare una legge che ne regolava il prezzo.
In Occidente il significato del tulipano, nel linguaggio dei fiori, è quello dell'incostanza.

 

Acanto

Plinio il Vecchio nei suoi trattati di botanica, nel 50 D.C., suggeriva le
eleganti e superbe piante d’acanto per ornare le prode dei giardini romani;
cento anni prima Virgilio aveva
immaginato Elena di Troia drappeggiata con un peplo bianco con gli orli ornati di foglie d’acanto e faggio; infine un
architetto ateniese, Callimaco, nel 500 A.C., scolpiva i capitelli delle colonne con foglie d’acanto, capitelli diventati l’emblema dello stile corinzio.
L’acanto vuol dire prestigio e benessere.

 

Linguaggio dei fiori Orchidea



fiori di orchidea si distinguono per la forma strana, il profumo delicatissimo e i petali vellutati; da sempre sono difficili da coltivare e piuttosto rare. Le orchidee attirano molti insetti, dalle api alle farfalle, dalle zanzare ai pipistrelli. Sono il simbolo della raffinatezza !

Il significato dei fiori di orchidea, nel linguaggio dei fiori
, è di sensualità e eleganza.

 

 

Linguaggio dei fiori Rosa

 

Regina dei fiori, la rosa può
assumere diversi significati a seconda
dei propri colori; così per esempio
la rosa rossa simboleggia l’amore,la
passione; quella gialla la gelosia e
infedeltà nello stesso tempo; quella
bianca di castità e purezza; nel linguaggio dei fiori, la rosa rosa significa invece fascino e dolcezza.

 

 

Glicine


Il nome scientifico è wisteria,
assegnato al glicine in onore del
grande antropologo Kaspar Wistar.
Il glicine cresce nella costa orientale degli Stati Uniti, da dove fu importato
in Europa nel 1700. Soltanto un secolo dopo, però, quando dall'Oriente, e più precisamente dalla Cina e dal
Giappone, arrivarono le splendide
varietà asiatiche, il glicine cominciò
ad essere veramente apprezzato dagli Europei. Per i cinesi ed i giapponesi il glicine rappresenta l'amicizia, tenera e reciproca; si narra, infatti, che gli Imperatori giapponesi, durante i lunghi viaggi di rappresentanza, portassero con sé bonsai di glicine; quando giungevano in luoghi stranieri si facevano precedere dagli uomini del seguito, che sostenevano alberelli di glicine fiorito, al fine di rendere note le proprie intenzioni, amichevoli e di riguardo, per gli abitanti di quelle terre.
Il significato che il dono del glicine ha conservato è quello di segno di disponibilità ed anche prova di amicizia.

Scopri con quali altri fiori puoi esprimere, con il linguaggio dei fiori, il sentimento dell'amicizia.

Linguaggio dei fiori Girasole


E’ un fiore che ha origini antiche: nell’America settentrionale sono
stati trovati resti di questo fiore che risalgono a tremila anni prima di Cristo. Gli Indiani d’America lo consideravano una pianta sacra in quanto consentiva all’uomo di farne molteplici usi. In Perù è l’emblema del Dio Sole. E’ dal Perù che il girasole venne per la prima volta importato in Europa. Il girasole fu apprezzato dal Re Luigi XIV, il Re Sole e durante l’età vittoriana, in Gran Bretagna, venne disegnato su
stoffe, inciso nel legno, forgiato nei metalli; Oscar Wilde volle il girasole come simbolo del movimento
estetico che lui stesso aveva fondato. In Italia, poeti come Eugenio Montale e Gabriele D’Annunzio hanno elogiato il girasole nei propri versi. Nelle opere di Van Gogh la presenza del fiore è ricorrente.
Il significato dei fiori di girasole, nel linguaggio dei fiori, è di allegria e orgoglio.

Linguaggio dei fiori Calla


Fino ai primi del 1900, si riteneva che la calla e l'aro acquatico appartenessero allo stesso genere. Il botanico tedesco Karl Sprengel fu il primo ad affermare che la calla e l'aro acquatico non erano poi così tanto simili; infatti, numerose erano le differenze botaniche che caratterizzavano i due fiori. Il nome calla deriva dal greco kallos, che significa bello. La calla cresce spontaneamente in Africa, nei pressi del fiume Transval e tra l'equatore ed il Capo di Buona Speranza. Durante il periodo delle piogge fioriscono, nei periodi di siccità, invece, cadono "in letargo".
Nel linguaggio dei fiori la calla e l'aro acquatico sono l'emblema della bellezza, semplice e raffinata.

Amaranto


Lunga è la tradizione che considera l'amaranto una pianta sacra. Il nome amaranto deriva dal greco amarantos e cioè "che non appassisce". Di qui il significato attribuito ad esso dai Greci di pianta dell'amicizia, della stima reciproca e più in generale espressione di tutti i sentimenti veri che non dovrebbero mai cambiare con il trascorre del tempo, in quanto eterni e unici. Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto l'amaranto era dunque utilizzato per ottenere protezione e benevolenza. I romani attribuivano all'amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. Nel periodo '600-'800 l'amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti, in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

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Agave
Agave americana

 

Piana succulenta originaria dell'America centro-meridionale, molto ben adattata ai climi mediterranei; è molto conoscitua soprattutto per la particolarità di fiorire un'unica volta, appena prima della morte. Infatti le piante adulte producono un lungo fusto cilindrico, che porta numerosi fiori campanulati, di medie dimensioni, dopo di che disseccano. Si possono utilizzare in grandi mazzi di fiori, più spesso si regala l'intera pianta. Questo fusto rigido ed imponente, con i numerosi fiori, prende il significato di sicurezza, che sia essa in amicizia, in amore o negli affari; un amato che riceve in dono un'agave può essere certo che l'amore è sicuro e fermo, fino al termine estremo.

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Acetosella

Il nome comune di questo fiore, Acetosella, deriva dal sapore "acido" e un po' aspro delle foglie della pianta, che anticamente venivano utilizzate proprio come condimento per le insalate. Il portamento esile e all'apparenza fragile, nonché la caratteristica che contraddistingue l'Acetosella, vale a dire il ripiegarsi su se stessa durante le piogge o il forte vento come a proteggersi, hanno determinato il significato che nel linguaggio dei fiori è associato alla pianta: protezione e amore materno.

Alloro


Si tratta di una pianta molto diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo ed in particolare in Italia. Presso la maggior parte dei popoli antichi rametti di alloro venivano utilizzati per cingere il capo dei vincitori, dei personaggi importanti, degni di riconoscimento e stima. Anche nella mitologia gli Dei vengono spesso raffigurati con il capo cinto di corone di alloro. L'alloro è dunque considerato il simbolo della gloria e della potenza. Un cenno lo merita anche la leggenda secondo la quale la ninfa Dafne riuscì a sfuggire alle attenzioni di Apollo trasformandosi in una pianta di alloro; con riferimento a tale episodio a questa pianta è spesso associata anche una valenza
miracolosa e magica.

 

Violetta

La viola è sempre stata uno dei fiori più apprezzati, sia per l'aspetto estetico e per la delicata profumazione, da tutti i popoli e in tutti i tempi. Gli antichi romani e le popolazioni arabe erano solite aggiungere alle bevande fiori di viola oppure estratti della stessa, al fine di rendere più delicata e gradevole la consumazione. Molti poeti hanno celebrato e inserito nelle proprie opere la viola, come uno dei fiori più belli e delicati; altrettanto ricorrente è la rappresentazione del fiore in dipinti e decorazioni. Famoso è infine l'utilizzo del fiore per ottenere profumi ed essenze. Nellinguaggio dei fiori la viola è l'emblema dell'umiltà e della modestia.

Vischio

La tradizione scandinava è ricca di racconti e leggende legate al vischio. Già nell'antichità i druidi usavano il vischio per ottenere infusi e pozioni medicamentose, al fine di combattere malattie ed epidemie che flagellavano e decimavano le popolazioni del tempo; presso i druidi, infatti, il vischio era conosciuto come la pianta in grado di guarire da qualunque malattia. La mitologia norvegese associa invece il vischio alla figura del dio Balder, che morì dopo essere stato colpito da rami di vischio. In memoria del dio, i norvegesi sono soliti bruciare rami di vischio in prossimità del solstizio d'estate, con lo scopo di allontanare la sventura e invocare la prosperità ed il benessere. Probabilmente anche il significato oggi attribuito alla pianta deriva da queste antichissime credenze popolari; siamo soliti, infatti, donare o tenere in casa rami di vischio tra la fine del vecchio e l'inizio del nuovo anno nella speranza di proteggere in tal modo noi stessi, le persone a noi care e la nostra casa dai guai e dalle disgrazie. La valenza del vischio è dunque quella di portafortuna.

Viola del pensiero



La Viola del Pensiero fu uno dei simboli utilizzati durante l'Impero di Napoleone dalle compagini dei sui sostenitori, che anche clandestinamente sostenevano il proprio Imperatore; pare infatti che la Viola del Pensiero fosse la parola d'ordine dagli stessi utilizzata. La mitologia greca associa invece la Viola del Pensiero alla bellissima ninfa Io, di cui si innamorò perdutamente Giove, che, proprio per questo, fu trasformata per volere di Giunone in giovenca. Il significato comunemente attribuito alla Viola del Pensiero è dunque quello di riflessività e ricordo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Celidonio

 


Questo pianta deve il suo nome al fatto che la sua fioritura si verifica all'inizio della primavera e più precisamente quando compaiono le prime rondini; il nome celidonia deriva infatti dal greco "chelidon" che significa per l'appunto rondine. Un'antica credenza popolare narra inoltre che le rondini siano solite strofinare dei rametti di celidonia sugli occhi ancora chiusi dei propri piccoli. In passato la celidonia veniva utilizzata per curare le infiammazioni agli occhi. Di qui il significato di liberazione dalla sofferenza e presagio di felicità.

 

Vilucchio

Il termine Vilucchio deriva dal latino convolvulus, che significa avvolgere, e sta a significare la tendenza della pianta ad attorcigliarsi. E' una pianta estremamente tenace e difficile da estirpare e proprio per questo motivo essa è l'emblema della caparbietà e convinzione.

 

 

Fucsia

 


Proviene dal Messico, dove cresce ad alberello. In Europa arrivò nel '700,
grazie ai marinai delle navi inglesi, che tornando dall'America meridionale, ne portarono con sé alcuni esemplari. La tradizione britannica narra che il
botanico James Lee notò la fucsia,
per la prima volta, sul davanzale della finestra di una casa dei sobborghi di Londra. Chiese, così, alla proprietaria
di regalargliela; la signora però si rifiutò in quanto la pianta le era stata donata
dal figlio marinaio di ritorno da un lungo viaggio oltreoceano. Sir Lee dovette accontentarsi di alcune talee, grazie alle quali riuscì a riprodurre la fucsia in serra. Da quel momento il suo vivaio divenne meta di tantissimi visitatori, che giungevano da ogni parte del Paese per ammirare lo splendore di quella pianta così strana e che mai avevano visto prima.
Per la forma dei suoi fiori, il suo portamento ed i suoi colori così eleganti,
la fucsia è considerata sinonimo di grazia e leggiadria

 

Spirea Ulmaria
(Filipendula ulmaria)

 

E’ una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Rosacee che cresce in Europa e nell’America del nord.
Il suo nome deriva da “spira” che allude alla forma a spirale dei suoi minuscoli fiori profumati di colore bianco-crema.
Il genere Filipendula comprende dieci specie di perenni rustiche; la Filipendula ulmaria è la specie da cui venne estratto nel 1838 l’acido salicilico, sostanza poi sintetizzata come “aspirina”.
Tradizionalmente era conosciuta con il nome di “Regina dei Prati”, in quanto tra le favorite dalla Regina d’Inghilterra Elisabetta I per il suo aspetto soffice e delicato.
Regalare fiori di Spirea Ulmaria esprime nello stesso tempo vanità e frivolezza.

 

Lillà

La pianta del lillà un tempo era nota come pipa azzurra in virtù dei suoi steli cavi che venivano usati per fare pipe.
Il nome scientifico deriva dalla parola greca Syringa che significa tubo, a causa dei suoi piccoli fiori di forma tubolare, divisi in quattro lobi, profumati di colore bianco, viola o rosa.
Nel linguaggio dei fiori il significato varia a seconda del colore; così regalare i fiori di lillà nella varietà bianca significa fanciullezza, e innocenza giovanile; consegnare invece fiori di lillà nella varietà viola esprime innamoramento e palpiti d’amore.
Tuttavia in alcuni luoghi si dice che consegnare un rametto di lillà significa rottura del fidanzamento.

 

Fior Cuculo

 

Il Fior Cuculo cresce rigoroso nelle campagne e nelle paludi o zone acquitrinose. Il nome attribuito al fiore dalla tradizione campestre è da far risalire alla formazione sul tronco della pianta di materia bianca e soffice, simile a cotone. Il significato del Fior Cuculo nel linguaggio dei fiori è invece legato alla forma dentellata dei fiori della pianta, che richiamano la laboriosità e l'ingegnosità, sinonimo di attenta applicazione e sofisticatezza; la forma dei fiori è infatti decisamente particolare.

 

Linaria


La Linaria è comunemente conosciuta come bocca di rospo proprio per la forma che assumono i suoi fiori. Un'altra associazione da sempre riferita alla linaria è inerente il lino (il termine linaria risale infatti al latino linum); le sue foglie sembrano ricalcare la trama del tessuto, specialmente prima della fioritura. Il significato attribuito alla linaria nel linguaggio dei fiori è quello di caparbietà ed è da far risalire alla grande capacità riproduttiva della pianta, che in breve tempo riesce a ricoprire estese superfici.

 

Ginestra


Le ginestre erano graditissime ai greci e ai romani che le coltivavano in abbondanza per attirare le api e ricavare così un ottimo miele.
In Spagna, erano molto apprezzate per il loro delicato profumo ed inoltre la fibra delle radici veniva adoperata per produrre cordame per navi.
Nell’area mediterranea i rami spogli venivano tagliati per farne scope. Il re Enrico II d’Inghilterra fu nominato il Plantageneto (planta genista) in memoria dello stemma della sua famiglia, un ramo di ginestra. In Francia il re Luigi IX fondò l’ordine della ginestra. Secondo la tradizione siciliana la ginestra deve essere considerata pianta non gradita; si racconta che il rumore delle sue fronde agitate dal vento abbia disturbato Gesù mentre pregava nel giardino dei Getsemani. La ginestra rappresenta la modestia e l’umiltà, è una pianta, infatti, che cresce anche in terreni estremamente aridi.

Il Biancospino

Il biancospino (crataegus oxyacantha) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee, il cui nome deriva dal greco “kratos” che significa forza, “oxus” acuminato ed “anthos” fiore.
Fiorisce in aprile-maggio, abbellendosi di fiorellini bianco-rosa dal profumo delicato e gradevole; i frutti invece si raccolgono a settembre-ottobre.
Dal fiore si possono ottenere preparazioni che esercitano un’azione vasodilatatrice, ipotensiva, sedativa e diuretica.
Nell’antica Roma a questo fiore si attribuiva il potere di allontanare gli spiriti del male e per questo motivo veniva scelto durante la celebrazione di matrimoni e come simbolo di protezione per i neonati.
Ancora oggi a causa delle sue spine aguzze si considera in grado di allontanare i malefizi dalle case.
L’invio di fiori del biancospino è considerato segno di dolce speranza.